Infarto e pazienti fragili, presentati a San Diego i risultati di uno studio guidato dal Policlinico di Messina
Messina, 6 novembre 2026 – Sono stati presentati a San Diego, nel corso di un congresso internazionale, i risultati dello studio DESC-HBR, che rappresenta il primo studio clinico randomizzato multicentrico ideato e coordinato dal Policlinico di Messina grazie a un finanziamento del Ministero della Salute di 348.886 euro. Il progetto è nato e si è sviluppato grazie alla collaborazione tra Francesco Costa e Giampiero Vizzari PI e co-PI del progetto, il Prof. Antonio Micari, Direttore dell’Emodinamica, il Prof. Gianluca Di Bella, direttore dell’UTIC del Policlinico di Messina, e i ricercatori di altri 5 centri italiani che hanno collaborato nel progetto, tra cui l’Ospedale Niguarda di Milano, il Policlinico di Genova, Ospedale Mauriziano di Torino, GVM Cotignola e l’Ospedale di Rivoli.
La ricerca ha affrontato un problema rilevante per i pazienti più fragili: personalizzare la terapia antiaggregante dopo un infarto, cercando il migliore equilibrio tra protezione da nuovi eventi cardiovascolari e rischio di sanguinamento.
Lo studio ha coinvolto 120 pazienti ad alto rischio emorragico in sei centri italiani, trattati con angioplastica dopo una sindrome coronarica acuta, come l’infarto. A un mese dall’evento, i partecipanti sono stati assegnati casualmente a quattro strategie: tre modalità di riduzione dell’intensità della terapia e la prosecuzione del trattamento a dose piena.
I risultati hanno mostrato che il passaggio a clopidogrel e la riduzione della dose di prasugrel hanno aumentato la quota di pazienti, 15,6% contro 36,7% con la terapia a dose piena, con una risposta delle piastrine nell’intervallo definito ottimale dallo studio. Questo risultato clinico è esplorativo, ma rappresenta un importante contributo scientifico nella ricerca di trattamenti sempre più mirati e personalizzati nell’ambito dell’infarto.
La presentazione al TCT, uno dei congressi di cardiologia più importanti al mondo, valorizza il ruolo centrale della cardiologia universitaria di Messina nell’ambito della ricerca scientifica e dell’innovazione in cardiologia interventistica.

