Ottici: ne mancano 400 l’anno, contrattualizzati 1.600. Professioni ben retribuite e non sostituibili dall’AI
L’indagine dell’Osservatorio Istituto Zaccagnini: cresce la richiesta di ottici e optometristi (+10% entro il 2035), il 70,7% degli occupati riferisce un alto livello di soddisfazione
Milano, 3 novembre 2026 – Ogni anno, in Italia vengono contrattualizzati in media 1.600 lavoratori nella categoria di ottici e ottici optometristi. Il dato (fonte Sviluppo Lavoro Italia e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) conferma che la professione dell’ottico è molto richiesta sul mercato. In tutto, sul territorio nazionale operano circa 21.500 ottici. Il sistema formativo, nel complesso, abilita in media tra i 600 e 700 nuovi ottici all’anno ma, secondo gli operatori del settore, questo numero è insufficiente a coprire la filiera. Il 77,6% degli ingressi professionali previsti dai datori di lavoro è considerato “di difficile reperimento”, il dato è tra i più alti dell’intero panorama occupazionale italiano (fonte Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Sviluppo Lavoro Italia). Di fatto si conterebbero circa 400 posti vacanti all’anno.
Nel 50-55% dei casi non vi sono abbastanza professionisti abilitati sul mercato rispetto alle posizioni aperte; mentre, nel 15-20% delle situazioni, i datori di lavoro segnalano un divario tra la formazione teorica della scuola e le competenze richieste nei centri ottici. A causa di questa differenza, la ricerca per ricoprire una posizione aperta di ottico e optometrista in Italia richiede in media dai 3 ai 5 mesi, con picchi ancora più elevati nelle aree del Nord Italia o nei centri urbani minori. Dall’altra parte, a differenza di altri settori, la quasi totalità di chi consegue l’abilitazione trova impiego in tempi brevissimi, spesso già durante lo stage o entro 1-3 mesi dal titolo.
La mancanza di professionisti è influenzata anche dall’invecchiamento di chi è in attività. “Tra gli ottici attivi sul territorio, una percentuale significativa appartiene a fasce d’età prossime alla pensione. Nei prossimi 5-10 anni il tasso di turn-over generazionale aumenterà, aggravando ulteriormente il deficit di nuovi ingressi se il sistema formativo non amplierà il numero di posti disponibili” commenta Giorgio Righetti, presidente di Istituto Benigno Zaccagnini – IBZ e dell’Osservatorio Istituto Benigno Zaccagnini, storica scuola per Ottici e Optometristi, con sedi a Bologna e Milano e corsi di specializzazione a Venezia e Torino.
AI: non impatta sull’ottica
In un contesto in cui lo sviluppo dell’intelligenza artificiale si prepara a cambiare il mondo del lavoro, ottici e ottici optometristi si qualificano nelle tipologie di professioni meno esposte all’impatto dell’IA. Lo US Bureau of Labor Statistics definisce l’esposizione all’IA degli optometristi “bassa” e quella degli ottici “moderata”. Per gli optometristi, l’indice di esposizione alle mansioni automatizzabili o modificabili da IA/machine learning è stimato attorno al 15-20% (compiti legati prevalentemente all’elaborazione dati, reportistica e gestione appuntamenti); per gli ottici, l’esposizione sale leggermente (30-35%), principalmente per via di compiti quali la gestione del magazzino, la misurazione automatizzata di parametri della montatura e la gestione dell’e-commerce.
“L’IA come alleato, non concorrente: più che sostituire il professionista, l’intelligenza artificiale si sta affermando come uno strumento a supporto della professione, dagli algoritmi di screening e prevenzione della retina, alla profilazione personalizzata della progressione miopica, fino alla prova virtuale avanzata in negozio. Assume quindi compiti amministrativi e di supporto analitico, lasciando all’ottico optometrista più tempo da dedicare alla cura della persona”.
Il BLS stima per il mercato, già in carenza di professionalità, una crescita dell’occupazione del 9-10% a livello globale entro il 2035, molto più rapida della media delle altre professioni stimate al 3-4%, trainata dal progressivo invecchiamento della popolazione e dall’aumento dei casi di miopia globale. In Italia, oltre il 60% della popolazione porta occhiali o lenti a contatto. Con l’aumento dell’aspettativa di vita e dell’uso prolungato di schermi digitali, la necessità del controllo clinico e dell’assistenza in presenza cresce costantemente, bilanciando qualsiasi impatto tecnologico.
Chi lavora nella filiera
Il 70,7% degli ottici già occupati riferisce un alto livello di soddisfazione generale; l’80,5% manifesta grande interesse per il lavoro; per il 65% un aspetto positivo è dato dalla stabilità della posizione. Ad oggi, gli occupati del comparto sono per il 69,1% diplomati; nel 29,7% dei casi hanno conseguito una laurea o un corso post-laurea. Il 31,2% ha iniziato un’attività autonoma. Un giovane neodiplomato, assunto in un negozio di ottica, viene inquadrato al terzo livello del commercio con una RAL non inferiore ai 25.000-28.000 euro, a seconda della provincia sede di lavoro, e ha diverse possibilità di carriera.
Questi sono alcuni dei temi che verranno trattati in occasione della Cerimonia d’inaugurazione dell’Anno Scolastico in programma lunedì 23 novembre, dalle 9.30 alle 14.00, a Milano, presso il Grattacielo Pirelli. L’appuntamento è promosso dalla IV Commissione permanente – Attività produttive, istruzione, formazione e occupazione, presieduta dal Consigliere Marcello Maria Ventura, ed è inserito nelle attività istituzionali della Regione Lombardia.

