L’Aquila, epatiti: sabato 7 novembre convegno col ‘Gemelli’
Congresso promosso dal reparto di Malattie infettive dell’ospedale aquilano
La metà dei donatori di sangue abruzzesi ha l’epatite E, dovuta a consumo di carni animali. Per l’epatite C, importante la diagnosi precoce.
L’Aquila, 3 novembre 2026 – La metà dei donatori di sangue abruzzesi ha l’epatite E mentre, per quella C, il 95% dei pazienti guarisce con la terapia orale in poche settimane ma la diagnosi precoce ha un ruolo decisivo. Sono i temi principali su cui è incentrato il convegno “Update sulle epatiti virali – Comprendere oggi, prevenire domani” in programma sabato 7 novembre al Centro Congressi dell’Ordine dei Medici di L’Aquila (via Giovanni Gronchi 16), a partire dalle ore 9.
I responsabili scientifici del congresso sono Alessandro Grimaldi, direttore del Dipartimento medico Asl 1 Abruzzo e di Malattie infettive dell’ospedale di L’Aquila, e Antonio Gasbarrini (Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCCS). Il convegno conferma una collaborazione ormai consolidata tra l’azienda sanitaria abruzzese e il Gemelli di Roma e porta in Abruzzo alcuni dei nomi più autorevoli dell’epatologia e della medicina interna italiane. Tra questi Antonio Grieco e Maurizio Pompili (Gemelli), Claudio Ferri (L’Aquila) e Annarita Ciccaglione dell’Istituto superiore di Sanità che parlerà di epidemiologia e diffusione del virus epatite E in Italia attraverso consumo di carni animali.
Il convegno si aprirà con l’epatite E, un’infezione emergente spesso sottovalutata ma tutt’altro che rara nel nostro territorio. Uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità su donatori di sangue abruzzesi ha trovato anticorpi contro il virus in circa un donatore su due, e ha individuato come principale fattore di rischio il consumo di salsicce di fegato di maiale crude o stagionate, prodotto tipico della tradizione locale. Dall’epidemiologia alla diagnosi di laboratorio, fino alla clinica e alla terapia, il convegno offrirà un quadro aggiornato di una malattia che riguarda da vicino la nostra regione.
Ampio spazio sarà poi dedicato all’epatite C. Gli antivirali ad azione diretta guariscono oltre il 95% dei pazienti con poche settimane di terapia orale, e oggi la vera partita si gioca sulla diagnosi delle infezioni ancora sommerse. Si partirà dai risultati dello screening gratuito 1969-1989 sul territorio abruzzese, per arrivare agli esiti dei trattamenti nel lungo periodo, alla gestione dei pazienti più complessi e alle manifestazioni dell’infezione al di fuori del fegato. A chiudere la sessione sarà una tavola rotonda tra medici di medicina generale, medicina interna e direzione sanitaria aziendale. Al centro, i modelli di “micro-eliminazione”, che portano test e cure dove si trovano le persone a rischio, nella direzione indicata dall’OMS: eliminare l’epatite C entro il 2030.
“L’epatite E”, afferma il dott. Grimaldi, “è una realtà concreta nella nostra regione, legata anche ad abitudini alimentari radicate: spesso decorre in silenzio, ma nei pazienti fragili può avere conseguenze serie, e per questo dobbiamo imparare a individuarla. Sull’epatite C, invece, abbiamo farmaci che guariscono in poche settimane: la sfida oggi è trovare chi non sa di essere infetto e portarlo alla cura. La collaborazione con il Gemelli ci permette di affrontare entrambe le sfide con competenze di livello nazionale”.
A conclusione del convegno, si parlerà dell’epatite B, delle prospettive terapeutiche, della riattivazione del virus nei pazienti immunodepressi e dei nuovi trattamenti per l’epatite Delta. Il congresso è riservato a medici chirurghi di tutte le discipline, biologi, psicologi e farmacisti.

