Educatori professionali sociosanitari, “Servono la laurea magistrale clinica e tutele contro le aggressioni”
Secondo la Commissione di albo nazionale, dopo gli infermieri sono la professione sanitaria con più infortuni denunciati all’Inail
Roma, 2 novembre 2026 – Carichi emotivi importanti, situazioni complesse e un numero allarmante di infortuni e aggressioni sul lavoro. È il quadro in cui operano ogni giorno gli Educatori professionali, in prima linea nei servizi sociali, sanitari, socio-sanitari e penitenziari. Gli Educatori professionali chiedono l’attivazione della laurea magistrale a indirizzo clinico, tutele concrete e il rispetto delle competenze specifiche. La richiesta è arrivata da Roma, dove il 30 e 31 ottobre si è tenuto il 2° Congresso nazionale “L’educazione professionale tra formazione, ricerca e pratica nei servizi”, con 200 partecipanti tra professionisti, docenti, studenti e rappresentanti degli Ordini da tutta Italia e i messaggi di vicinanza di diversi Ministeri.
“Quella dell’Educatore professionale è una professione straordinaria che sconta ancora un riconoscimento sociale e istituzionale non adeguato”, afferma la presidente della Commissione di albo nazionale, Maria Rita Venturini. “L’educazione professionale non è buon senso relazionale: è scienza, metodo, riabilitazione e responsabilità etica codificata”. Nel mirino anche lo spacchettamento della figura tra ambito socio-sanitario e socio-pedagogico, che disorienta i servizi e penalizza i cittadini, i cui bisogni di salute e inclusione sono unitari.
Il confronto ha attraversato formazione, ricerca, modelli europei di educazione sociale, intelligenza artificiale e attuazione del Decreto legislativo 62/2024 sulla disabilità, fino alla premiazione dei poster. L’Assemblea conclusiva con i Presidenti e i Delegati delle Commissioni territoriali ha ribadito l’impegno a rafforzare la presenza della professione nelle sedi di programmazione e a risolvere la questione degli elenchi speciali a esaurimento.
Pieno sostegno è arrivato dal presidente della Fno Tsrm e Pstrp, Diego Catania: “Con i decreti delegati alla Riforma delle professioni sanitarie si parlerà di competenze e di profili che hanno ormai oltre trent’anni, e ogni professione dovrà dire la propria. Dobbiamo anche superare il gap delle lauree triennali, con lauree magistrali a indirizzo clinico”.

