lunedì, 26 Ottobre 2026

Nursing Up: “Manovra 2027, servono investimenti strutturali per ridurre il divario salariale con l’Europa”

De Palma: «Basta promesse, servono investimenti strutturali per ridurre il divario salariale con l’Europa e valorizzare i professionisti sanitari»

ROMA, 24 OTTOBRE 2026 – La legge di Bilancio 2027 deve rappresentare una svolta concreta per il riconoscimento economico degli infermieri e delle professioni sanitarie italiane. Il sindacato Nursing Up torna a sollecitare il Governo affinché la prossima manovra preveda risorse certe, aggiuntive e strutturali, capaci di incidere realmente sulle retribuzioni e sulla capacità del Servizio sanitario nazionale di trattenere i propri professionisti.

La richiesta si articola su due interventi distinti e complementari: almeno 800 milioni di euro per istituire un Fondo perequativo nazionale destinato agli infermieri e ulteriori 500 milioni di euro, aggiuntivi e strutturali, per il potenziamento dell’indennità di specificità infermieristica e di quella riconosciuta alle altre professioni sanitarie dell’area non medica.

«Non possiamo continuare a parlare di valorizzazione del personale sanitario senza prevedere investimenti adeguati. Chiediamo che la manovra metta sul tavolo almeno 1,3 miliardi di euro, attraverso due strumenti distinti, che devono rafforzarsi reciprocamente e non sovrapporsi. Le risorse del Fondo perequativo non possono essere utilizzate per finanziare gli incrementi delle indennità, né viceversa», afferma Antonio De Palma, presidente nazionale del sindacato Nursing Up.

Al centro della proposta sindacale c’è la necessità di costruire un meccanismo stabile che consenta agli infermieri italiani di recuperare progressivamente il ritardo retributivo rispetto ai colleghi europei.

«Gli 800 milioni rappresentano la dotazione iniziale di un percorso che deve svilupparsi negli anni. Non chiediamo un intervento isolato, ma una programmazione pluriennale, con risorse da aggiornare, ottimizzare e integrare annualmente in funzione dell’effettivo divario salariale, attraverso confronti retributivi omogenei e risultati misurabili. La stessa attenzione deve essere garantita agli operatori delle professioni sanitarie disciplinate dalla legge 43 del 2006, perché la valorizzazione economica deve riguardare l’intero sistema delle competenze assistenziali», prosegue De Palma.

Per Nursing Up, la questione retributiva è strettamente legata alla tenuta del sistema sanitario. Rendere più attrattive le professioni sanitarie significa anche contrastare la perdita di personale qualificato e offrire prospettive concrete a chi già opera quotidianamente negli ospedali e nei servizi territoriali.

Il sindacato ribadisce inoltre che il ricorso al reclutamento internazionale non può diventare un’alternativa agli investimenti sui professionisti che già lavorano nel nostro Paese.

«Non siamo contrari all’ingresso di infermieri provenienti dall’estero. Ma non possiamo accettare che si continui a cercare personale oltreconfine senza affrontare le ragioni economiche e professionali che rendono sempre meno attrattivo lavorare nella nostra sanità. Prima ancora di cercare nuovi infermieri, bisogna creare le condizioni per non perdere quelli che abbiamo».

«La legge di Bilancio 2027 rappresenta un’occasione decisiva. Il Governo ha la possibilità di avviare finalmente un percorso credibile di avvicinamento agli standard retributivi europei. Gli infermieri e gli altri professionisti sanitari non chiedono riconoscimenti simbolici, ma scelte economiche precise, continuative e verificabili. È il momento di passare dalle dichiarazioni di principio agli investimenti strutturali», conclude De Palma.

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