venerdì, 23 Ottobre 2026

Le scuole di Igiene e Medicina Preventiva tornano ad attrarre: iscritti a quota 422, +11% rispetto al 2025

Dalla leadership sanitaria, mantenendo al centro la “missione” del SSN che punta a produrre salute e a garantire equità e sostenibilità, alla formazione in Igiene e Sanità Pubblica. Al 59° Congresso Nazionale della Società Italiana d’Igiene avviato il terzo giorno di lavori. In aumento anche le seconde specializzazioni in Igiene.

Genova, 23 ottobre 2026 – Le discussioni al 59° Congresso Nazionale della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), presso i Magazzini del Cotone, si aprono con la Sessione Plenaria “Guidare i sistemi sanitari nel cambiamento: direzione sanitaria, leadership e sostenibilità”.

La trasformazione del Servizio Sanitario Nazionale richiede, oggi, una direzione strategica capace non solo di gestire la complessità, ma di governare anche il cambiamento traducendo conoscenze, innovazione e risorse in migliori esiti di salute. Una sfida resa ancora più urgente dalla transizione demografica. Basti pensare che in Italia gli Over 65 rappresentano ormai il 24.7% della popolazione e a questo si aggiunge il tema delle risorse professionali. Secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD), il nostro Paese dispone di 6.9 infermieri ogni 1.000 abitanti, rispetto ad una media OECD di 9.2 (mentre la spesa sanitaria è pari all’8.4% del PIL contro il 9.3% medio OECD).

“Il rapporto tra direzione strategica e Università diventa essenziale per integrare formazione, ricerca e assistenza, sviluppare il capitale umano e trasferire le evidenze nella pratica – dichiara il Prof. Paolo Villari, docente di Igiene all’Università ‘La Sapienza’ di Roma e socio vitalizio SItI Lazio – Parallelamente, la diffusione delle nuove tecnologie richiede di valutarne efficacia, appropriatezza, sostenibilità ed equità di accesso secondo un approccio evidence-based. La riorganizzazione dell’assistenza territoriale, avviata con il DM 77/2022, attraverso Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali e nuovi modelli di presa in carico, offre l’opportunità di superare la separazione tra prevenzione e assistenza, ma richiede professionisti, competenze e capacità organizzative per tradurre gli standard in servizi realmente integrati. Dirigere significa, quindi, sempre più decidere in condizioni di complessità e incertezza, conciliando qualità, appropriatezza, equità e sostenibilità”.

Nell’altra Sessione Plenaria – “Formare oggi la Sanità Pubblica di domani: la formazione come motore del cambiamento” – dopo una panoramica nazionale ed internazionale sul futuro della didattica si discute sulla formazione di Igiene e Sanità Pubblica ai giorni nostri, dove crescono le seconde specializzazioni in Igiene e le direzioni sanitarie ospedaliere tornano ad essere uno sbocco professionale di primario interesse.

“Nelle 41 Scuole di Igiene e Medicina Preventiva gli iscritti sono già 422 sui 532 posti con borsa ministeriale, pari al 79.3%, rispetto al 68% dello scorso anno. Si tratta di un segnale di rinnovata attrattività. Crescono le seconde specializzazioni in Igiene, con casi estremi di ben 21 iscritti Over 70 anni a cui, incredibilmente, le norme ministeriali consentono l’ammissione ai corsi con borsa di studio. Le direzioni sanitarie ospedaliere tornano a essere uno sbocco professionale di primario interesse, così come alcune attività nel settore privato, incluso il medico competente. Dopo quattro anni di coordinamento dei direttori delle Scuole di Igiene, credo sia essenziale consolidare questa tendenza investendo sulla qualità formativa, corsi innovativi e ricerca applicata ai vari ambiti della sanità pubblica” conclude il Prof. Carlo Signorelli, Past President della Società Italiana d’Igiene, Docente di Igiene e Sanità Pubblica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e Direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva.

Fondata nel 1878 come Associazione Italiana per l’Igiene e rinominata Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) nel 2001, la Società Scientifica riunisce tra i suoi soci tutte le figure professionali – ricercatori, accademici, professionisti e operatori – che operano nell’ambito dell’Igiene, della Sanità Pubblica, della Medicina Preventiva, delle Vaccinazioni, dell’Epidemiologia, dell’Organizzazione e del Management sanitario.

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