sabato, 24 Ottobre 2026

Broya de Lucia (Conflavoro Pmi) al Forum ACOI di Portofino: “Paziente al centro, basta sprechi e Payback”

Portofino (GE), 23 ottobre 2026 – «Essere curati bene, rapidamente e vicino casa: è questo il vero valore della sanità. E deve essere il punto di partenza di ogni scelta sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale». È il messaggio di Gennaro Broya de Lucia, presidente di Conflavoro PMI Sanità, nel contributo al Forum NEXT – Le prospettive per la chirurgia del futuro, l’appuntamento promosso dall’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (ACOI), in collaborazione con il Comune di Portofino, in programma oggi e domani, 23 e 24 ottobre, a Portofino (Genova).

Per Conflavoro PMI Sanità, sostenibilità «significa investire risorse adeguate e impiegarle con responsabilità, misurando ogni scelta sui risultati per i pazienti: qualità delle cure, riduzione delle liste d’attesa e accessibilità dei servizi». L’associazione del medtech italiano chiede che la «competenza scientifica di ACOI entri stabilmente nella programmazione sanitaria e nelle procedure di acquisto».

Appropriatezza clinica, requisiti tecnologici e competenze delle équipe, sottolinea Broya de Lucia, «devono essere definiti attraverso un confronto strutturato con centrali di acquisto, ingegneri clinici e direzioni sanitarie». «Chi cura i pazienti – osserva ancora il presidente di Conflavoro PMI – deve avere voce nelle decisioni che incidono direttamente sulle cure».

«Ogni innovazione – prosegue de Lucia – deve essere accompagnata da addestramento, aggiornamento continuo, organici adeguati, organizzazione delle attività e retribuzioni congrue. Chirurghi, anestesisti, infermieri e tecnici sono parte integrante dell’investimento. Senza équipe messe nelle condizioni di lavorare, anche la tecnologia più avanzata rischia di non produrre i benefici attesi».

Sul fronte degli acquisti, Conflavoro PMI Sanità propone meno duplicazioni burocratiche, valutazioni HTA – Health Technology Assessment – utili e con tempi certi, contratti legati a risultati verificabili. «Servono inoltre gare realmente contendibili, requisiti proporzionati e lotti accessibili alle piccole e medie imprese. Il costo va valutato nel suo complesso, includendo consumabili, manutenzione, formazione e vincoli contrattuali. Anche la raccolta dei dati e le procedure di valutazione devono avere costi trasparenti e proporzionati ai benefici attesi», ribadisce Broya de Lucia.

Infine, il nodo del payback sui dispositivi medici. «Chiediamo di superare un meccanismo che mette sotto pressione le PMI, compromettendone la capacità di investire e di garantire continuità alle forniture ospedaliere. Non possiamo chiedere innovazione e qualità e, allo stesso tempo, indebolire le imprese che le rendono possibili», rilancia il presidente di Conflavoro PMI. «Ogni scelta deve rispondere a due priorità: il paziente al centro e i professionisti nelle condizioni di curare. La sostenibilità non si costruisce scaricando i costi sulle imprese, ma investendo in modo efficace, valorizzando le competenze e garantendo forniture affidabili. No payback. Sì sanità», conclude.

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