Imola, 23 ottobre 2026 – Progettato e avviato dall’AUSL di Bologna, il percorso coinvolge anche le Aziende USL di Imola, Ferrara e Romagna. L’obiettivo è promuovere la salute degli ex lavoratori esposti all’amianto, con controlli mirati e, per le persone a maggior rischio, la possibilità di accedere gratuitamente a una TAC polmonare a bassa dose.
L’esposizione all’amianto può avere conseguenze sulla salute anche a distanza di molti anni. Per questo, anche quando il lavoro è ormai un ricordo, la prevenzione continua a essere importante. È da questa consapevolezza che nasce il progetto di sanità pubblica rivolto agli ex lavoratori delle Officine Grandi Riparazioni (OGR) di Bologna, progettato e avviato dall’Azienda USL di Bologna, capofila dell’iniziativa, e realizzato con il coinvolgimento delle Aziende USL di Ferrara, Romagna e Imola.
Nel territorio dell’AUSL di Imola, l’intervento pilota è stato avviato nel novembre 2025 dal Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (PSAL) e si rivolge agli ex lavoratori delle OGR residenti nel territorio aziendale. L’obiettivo è raggiungere queste persone, offrire informazioni chiare sui rischi legati alla precedente esposizione professionale e accompagnarle nelle opportunità di sorveglianza sanitaria disponibili. Un’attenzione particolare è rivolta a chi presenta un rischio maggiore per la salute polmonare, soprattutto in presenza di una significativa storia di fumo.
Dall’avvio del progetto sono stati contattati 30 ex lavoratori: 19 si sono presentati alla prima visita e 18 hanno accettato di aderire al percorso.
Un percorso di informazione e sorveglianza sanitaria
L’iniziativa si inserisce nel programma regionale di assistenza informativa e sanitaria per gli ex esposti all’amianto, previsto dalla DGR 1410/2018, e nel progetto PNC SINtesi, finanziato dal Ministero della Salute.
Agli ex lavoratori viene proposta l’adesione al programma regionale, che consente di accedere gratuitamente a controlli sanitari periodici e a informazioni sui possibili effetti dell’esposizione, anche quando sono trascorsi molti anni dalla fine dell’attività lavorativa. Il percorso comprende inoltre indicazioni per adottare stili di vita più salutari e un supporto per chi desidera approfondire l’eventuale riconoscimento di una malattia professionale.
Finora, nell’ambito del percorso seguito dall’AUSL di Imola, sono state effettuate 19 prime visite di medicina del lavoro e 5 visite successive. Gli approfondimenti hanno compreso 9 radiografie del torace, valutate secondo una classificazione internazionale utilizzata per descrivere eventuali alterazioni associate alle esposizioni professionali, 2 TAC del torace ad alta risoluzione, 4 spirometrie con misurazione della capacità di diffusione dei gas attraverso i polmoni e una visita pneumologica. È stato inoltre predisposto un primo certificato di sospetta malattia professionale, per consentire gli ulteriori approfondimenti del caso.
“Il valore di questo percorso è anche nella possibilità di ricostruire la storia lavorativa delle persone, valutare le loro condizioni di salute e individuare gli approfondimenti più appropriati per ciascuna situazione. Accanto agli accertamenti sanitari, è importante offrire informazioni e orientamento, aiutando gli ex lavoratori a comprendere quali opportunità di prevenzione e assistenza sono disponibili”, spiega il dottor Antonio Argentino, dirigente medico dell’U.O.C. Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’Azienda Usl di Imola, che ha seguito operativamente l’indagine.
Per le persone che presentano specifici fattori di rischio è prevista anche la possibilità di accedere gratuitamente a una TAC polmonare a bassa dose. Nell’ambito del progetto, finora una sola persona ha presentato le caratteristiche necessarie per accedere a questo esame.
La salute al centro, anche a distanza di anni
“Quando si parla di esposizione all’amianto, il tempo trascorso dalla fine del lavoro non cancella la necessità di prendersi cura della salute. Con questo progetto vogliamo raggiungere gli ex lavoratori, informarli sulle opportunità disponibili e accompagnarli in un percorso di prevenzione attento alla loro storia e ai loro bisogni. È importante che ciascuno possa ricevere indicazioni chiare e sapere a quali servizi rivolgersi”, sottolinea Donatella Nini, direttrice dell’Unità Operativa Complessa Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (PSAL) dell’AUSL di Imola.
Il progetto rafforza il collegamento tra prevenzione e assistenza, offrendo agli ex lavoratori informazioni, controlli appropriati e un accompagnamento ai servizi per tutelare la propria salute anche molti anni dopo l’esposizione professionale.