lunedì, 19 Ottobre 2026

Tumori, la radioterapia cambia: grazie all’IA il trattamento si adatta al paziente, a Brescia prima tecnologia in Italia

A Brescia una tecnologia che permette di adattare il trattamento alle variazioni anatomiche del paziente grazie a immagini tridimensionali e intelligenza artificiale, per migliorare la precisione e proteggere gli organi sani. Investimento da 10,8 milioni di euro al Centro Guido Berlucchi di Fondazione Poliambulanza.

Brescia, 19 ottobre 2026 – Una radioterapia che può adattarsi alle condizioni anatomiche del paziente anche immediatamente prima della seduta, per cure oncologiche sempre più mirate e personalizzate. È la novità introdotta al Centro di Radioterapia e Radiochirurgia Guido Berlucchi di Fondazione Poliambulanza, a Brescia, prima struttura in Italia a mettere in funzione un acceleratore Elekta Evo Adaptive, che consente di effettuare, nei casi indicati, radioterapia adattiva online con CBCT (tomografia computerizzata a fascio conico).

Grazie alle immagini tridimensionali, gli specialisti possono osservare l’anatomia del paziente nel momento in cui sta per ricevere le radiazioni e individuare eventuali variazioni nella posizione del tumore e degli organi circostanti rispetto al piano iniziale. Quando è necessario modificarlo, il fisico medico ricalcola e verifica la distribuzione della dose insieme all’équipe, prima dell’erogazione. Il trattamento può così essere aggiornato in base all’anatomia del giorno, con l’obiettivo di colpire il bersaglio tumorale con maggiore precisione e proteggere gli organi sani.

L’intelligenza artificiale è già integrata in alcune fasi del percorso: supporta la definizione preliminare degli organi sulle immagini della TC di centratura e contribuisce a migliorare la qualità delle immagini CBCT, rendendole più adatte ai calcoli dosimetrici. I risultati vengono verificati dal medico e dal fisico medico: le decisioni cliniche e la validazione del piano restano affidate ai professionisti.

La radioterapia adattiva si affianca ad altre tecniche avanzate disponibili nel Centro, che consentono, nei casi clinicamente indicati, di concentrare dosi elevate di radiazioni in un numero limitato di sedute. A rafforzare la sicurezza contribuiscono anche sistemi ottici che monitorano la posizione e i movimenti del paziente durante il trattamento, permettendo di interrompere l’erogazione delle radiazioni in caso di spostamenti oltre i limiti previsti.

Un investimento da 10,8 milioni di euro per innovare le cure

Il progetto, del valore complessivo di 10,8 milioni di euro, comprende due nuovi acceleratori lineari Elekta, un nuovo bunker e la riqualificazione degli spazi assistenziali. Rinnovata anche l’area dedicata alla radiochirurgia Gamma Knife, utilizzata per trattare specifiche lesioni intracraniche senza intervento chirurgico tradizionale, con un day hospital dedicato, personale infermieristico di riferimento e ambienti più confortevoli per i pazienti.

Inaugurato nel 2010 e operativo dal 2011, il Centro ha effettuato 11.660 cicli di radioterapia fino a giugno 2026, ai quali si aggiungono 3.869 trattamenti Gamma Knife, introdotti nel 2017, sempre fino a giugno 2026.

«Il rinnovamento del Centro unisce nuove apparecchiature, competenze professionali e una revisione dei percorsi. La tecnologia offre possibilità in più, ma il suo valore dipende dal modo in cui viene integrata nel lavoro dell’équipe e nella presa in carico della persona» dichiara Marcellino Valerio, direttore generale di Fondazione Poliambulanza.

Fondazione Guido Berlucchi: la filantropia che porta l’innovazione ai pazienti

Il rinnovamento consolida la collaborazione tra Fondazione Poliambulanza e Fondazione Guido Berlucchi, da oltre 25 anni impegnata nella ricerca oncologica. Un rapporto avviato con la nascita del Centro e l’acquisto dei primi acceleratori lineari, proseguito con l’introduzione dei sistemi ottici di posizionamento nel 2022 e oggi con il sostegno all’ammodernamento della struttura. Un esempio concreto di come la filantropia possa contribuire a rendere accessibili ai pazienti tecnologie sempre più avanzate.

«L’innovazione nella lotta contro il cancro corre veloce, proprio per questo la vera sfida è fare in modo che i suoi progressi diventino opportunità concrete di cura per i pazienti. Portare a Brescia una delle prime tecnologie in Italia per la radioterapia adattiva supportata dall’intelligenza artificiale significa compiere un passo importante in questa direzione. È qui che la filantropia può fare la differenza: sostenere investimenti capaci di avvicinare le scoperte scientifiche alla pratica clinica e rendere disponibili strumenti sempre più avanzati. Questa è la visione che Guido Berlucchi ci ha lasciato e che continua a guidare le scelte della nostra Fondazione» dichiara Giambattista Bruni Conter, presidente della Fondazione Guido Berlucchi.

«Il Centro porta il nome di Guido Berlucchi e la sua storia è legata alla Fondazione che ne custodisce la memoria. Il sostegno della Fondazione ne ha accompagnato la nascita e lo sviluppo, fino al rinnovamento di oggi, con ricadute concrete per i pazienti e per il territorio. Ringrazio la Fondazione Guido Berlucchi e tutti i professionisti che, durante i lavori, hanno garantito la continuità dei trattamenti e dell’assistenza – dichiara Mario Taccolini, presidente di Fondazione Poliambulanza, che prosegue e conclude – Questo intervento mostra come l’innovazione tecnologica possa contribuire concretamente alla cura. Come ricorda Papa Leone XIV nella Magnifica Humanitas, “la tecnica non va considerata, in se stessa, come forza antagonista rispetto alla persona” anche in medicina, il progresso ha valore quando è orientato alla persona e al suo bene».

Scheda tecnica

Il Centro dispone di due nuovi acceleratori lineari Elekta, entrambi in grado di erogare trattamenti radioterapici guidati da immagini; uno dei due consente la radioterapia adattativa, con acquisizione di immagini aggiornate dell’area da trattare prima della frazione e possibilità per l’équipe di modificare il piano sulla base dell’anatomia rilevata in quel momento. La Gamma Knife è dedicata alla radiochirurgia stereotassica intracranica e concentra la radiazione su lesioni localizzate nel cranio senza ricorrere a un intervento chirurgico tradizionale.

Il percorso rinnovato comprende un day hospital dedicato, personale infermieristico di riferimento, spazi ripensati per la preparazione al trattamento e caschi stereotassici più leggeri e aperti anteriormente. Tra le tecniche disponibili: VMAT, IMRT, FFF, SRS e SBRT, DIBH e SGRT. La Cone Beam CT acquisisce le immagini immediatamente prima della frazione per verificare posizionamento e anatomia del paziente; il monitoraggio ottico della superficie corporea non richiede necessariamente immagini radiologiche aggiuntive.

La pianificazione si avvale di software con funzioni diverse: MIM per la definizione dei bersagli e degli organi da rispettare sulle immagini TC, Monaco per la progettazione e il calcolo della distribuzione della dose, MOSAIQ per la gestione della documentazione, della prescrizione e delle informazioni sul trattamento. Pianificazione, verifica e approvazione restano responsabilità dell’équipe clinica e tecnica.

Nel percorso sono coinvolti radioncologo, fisico medico e tecnici sanitari di radiologia medica; nella radiochirurgia intracranica è coinvolto anche il neurochirurgo, mentre infermieri, case manager e personale amministrativo contribuiscono alla presa in carico e all’organizzazione.

Tappe principali

  • 2010: avvio dell’attività di Radioterapia
  • 2017: introduzione della Gamma Knife
  • 2022: introduzione dei sistemi ottici di posizionamento
  • 2025-2026: completamento del nuovo bunker, installazione dei due acceleratori e riorganizzazione degli spazi per la Radiochirurgia
  • 17 ottobre 2026: inaugurazione del rinnovato Centro

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