lunedì, 19 Ottobre 2026

Osteoporosi. 10 cose da sapere per proteggere la salute delle ossa, i consigli dell’equipe dell’ASST Gaetano Pini-CTO

La prevenzione comincia dall’infanzia, la malattia può rimanere a lungo silenziosa e, dopo una frattura da fragilità, è fondamentale intervenire per ridurre il rischio di nuovi eventi. In occasione della Giornata mondiale dell’Osteoporosi, l’equipe di Osteoporosi e Malattia Metaboliche dell’ASST Gaetano Pini-CTO aiuta a distinguere i falsi miti dalle informazioni corrette sulla salute delle ossa

Milano, 19 ottobre 2026 – L’Osteoporosi è una malattia caratterizzata da una riduzione della resistenza delle ossa che diventano più fragili e maggiormente esposte al rischio di fratture. Può svilupparsi senza sintomi evidenti e manifestarsi anche in seguito a un trauma lieve. Conoscere i fattori di rischio, prestare attenzione ai possibili segnali e rivolgersi al medico per una valutazione quando necessario sono passaggi importanti per proteggere la salute dello scheletro.

Ma quali sono le convinzioni più diffuse sull’osteoporosi? E quali informazioni è importante conoscere per prevenirla e affrontarla correttamente? Lo spiega il dott. Massimo Varenna, direttore UOC Osteoporosi e Malattie Metaboliche dell’Osso dell’ASST Gaetano Pini-CTO di Milano, in occasione della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi che si celebra il 20 ottobre.

1. La prevenzione dell’osteoporosi comincia da piccoli: VERO

La salute delle ossa si costruisce fin dall’infanzia e dall’adolescenza. Un’alimentazione adeguata, che garantisca un apporto sufficiente di calcio, e uno stile di vita attivo contribuiscono al raggiungimento di una buona salute ossea.

La prevenzione non riguarda quindi soltanto le persone anziane o chi ha già ricevuto una diagnosi di osteoporosi, ma comincia molto prima, attraverso abitudini salutari da mantenere nel tempo.

2. Se non sento dolore, non ho l’osteoporosi: FALSO

L’osteoporosi può rimanere silenziosa per molto tempo, senza provocare sintomi evidenti. In alcuni casi, la malattia viene riconosciuta soltanto quando si verifica una frattura, anche in seguito a un trauma lieve.

L’assenza di dolore non è quindi sufficiente per escludere una condizione di fragilità ossea. Quando sono presenti fattori di rischio è importante parlarne con il medico che può valutare l’opportunità di eseguire approfondimenti diagnostici.

3. Dopo una frattura da fragilità, il rischio di un’altra frattura aumenta: VERO

Una frattura da fragilità può rappresentare un importante campanello d’allarme. Dopo un primo evento, il rischio di subirne un altro aumenta e può essere fino a cinque volte maggiore nei successivi 12-24 mesi.

Per questo è importante non fermarsi al trattamento della frattura, ma valutare anche la salute delle ossa, individuare l’eventuale presenza di osteoporosi e intervenire per ridurre il rischio di nuovi eventi.

Riconoscere tempestivamente la fragilità e impostare un percorso di cura appropriato è fondamentale per proteggere la salute e l’autonomia della persona.

4. L’osteoporosi riguarda soltanto le donne: FALSO

L’osteoporosi è più frequente nelle donne, soprattutto dopo la menopausa, ma può colpire anche gli uomini.

Il rischio dipende da diversi fattori, tra cui l’età, la familiarità, le condizioni cliniche individuali e l’assunzione di alcuni farmaci.

È quindi importante non sottovalutare la salute delle ossa negli uomini e valutare il rischio di osteoporosi sulla base della situazione personale, senza considerarla una malattia esclusivamente femminile.

5. Per proteggere le ossa basta assumere la vitamina D: FALSO

La vitamina D svolge un ruolo importante nella salute dello scheletro, ma da sola non è sufficiente a prevenire le fratture in tutte le situazioni.

Anche il calcio è essenziale: senza un apporto adeguato di questo minerale, la vitamina D da sola non è in grado di prevenire le fratture.

La prevenzione e il trattamento dell’osteoporosi devono quindi essere personalizzati in base ai fattori di rischio e alle condizioni cliniche della persona. L’eventuale necessità di integratori o di terapie specifiche va valutata con il medico, evitando il fai-da-te.

6. Mi sono fratturato perché sono caduto, non perché ho l’osteoporosi: FALSO

Una caduta può capitare a tutti, soprattutto con l’avanzare dell’età. Tuttavia, quando le ossa sono fragili, anche un trauma lieve può provocare una frattura.

La caduta può essere l’evento che determina la frattura, ma la fragilità ossea può contribuire in modo significativo al rischio e alle conseguenze del trauma.

Per questo, in presenza di una frattura dopo una caduta, soprattutto se il trauma è lieve, è importante valutare con il medico se sia opportuno approfondire la salute delle ossa.

7. I farmaci per l’osteoporosi fanno male ai denti: FALSO

Il timore di possibili complicanze odontoiatriche può indurre alcune persone a guardare con preoccupazione alle terapie per l’osteoporosi. È importante, però, conoscere i rischi reali senza rinunciare autonomamente a trattamenti potenzialmente importanti.

Alcuni farmaci utilizzati per l’osteoporosi possono comportare, raramente, complicanze a carico dell’osso della mandibola. Una corretta igiene orale, controlli odontoiatrici regolari e le precauzioni indicate dai professionisti sanitari contribuiscono a ridurre il rischio.

Eventuali interventi odontoiatrici devono essere valutati tenendo conto della terapia in corso e della situazione individuale. È fondamentale non sospendere o modificare i farmaci senza aver consultato il medico.

8. La “gobba” negli anziani può essere un segnale di osteoporosi: VERO

L’incurvamento del dorso non è necessariamente una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento. Può essere legato a deformità delle vertebre dorsali che si verificano nel corso dell’osteoporosi, anche in seguito a fratture vertebrali da fragilità.

Una modificazione della postura o una riduzione della statura meritano attenzione, soprattutto se compaiono nel tempo. Una valutazione medica può aiutare a chiarire le cause e a individuare l’eventuale necessità di approfondimenti.

Riconoscere questi segnali è importante per non trascurare una possibile fragilità scheletrica.

9. Latte e formaggi aumentano il peso e il colesterolo: FALSO

Latte e formaggi sono alimenti che apportano calcio, importante per la salute delle ossa. Il loro consumo può essere inserito in un’alimentazione equilibrata, tenendo conto delle esigenze nutrizionali individuali.

Chi desidera contenere l’apporto di grassi e calorie può scegliere prodotti con un contenuto lipidico più basso. Esistono inoltre acque minerali ricche di calcio, che possono contribuire all’apporto quotidiano di questo minerale.

Quando l’alimentazione non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno individuale, il medico può valutare se sia opportuno ricorrere a integratori di calcio. La scelta deve tenere conto delle necessità della persona e delle eventuali condizioni cliniche.

10. Oggi esistono terapie efficaci contro l’osteoporosi: VERO

L’osteoporosi può essere trattata con terapie in grado di ridurre significativamente il rischio di fratture. La scelta del trattamento dipende dal rischio individuale e deve essere valutata con lo specialista.

La gestione della malattia può richiedere un percorso personalizzato, che tenga conto della storia clinica, degli eventuali eventi fratturativi e delle condizioni generali della persona.

Ricevere una diagnosi di osteoporosi non significa quindi dover accettare inevitabilmente nuove fratture. Riconoscere la malattia e seguire il trattamento indicato consente di intervenire sulla fragilità ossea e di lavorare per ridurre il rischio di complicanze.

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