All’ASP la produttività arriva ai lavoratori quasi due anni dopo l’anno lavorato, un anno in più rispetto alle altre aziende sanitarie, e il ciclo della performance è obsoleto
Potenza, 18 ottobre 2026 – Lavoro del 2024, regole del 2009. All’ASP di Potenza i dipendenti aspettano ancora la produttività di due anni fa e vengono valutati con un sistema che la stessa Azienda, con la delibera n. 516/2026, riconosce superato. L’ASP aveva indicato ufficialmente il pagamento della produttività 2024 a ottobre: oggi non è sicuro che arrivi.
Il ciclo della performance è obsoleto e la produttività arriva ai lavoratori quasi due anni dopo l’anno lavorato: un anno in più rispetto alle altre aziende sanitarie, un divario che non viene corretto. A pagare sono i lavoratori, per ritardi che non dipendono da loro ma dall’Azienda: risorse che spettano per un lavoro già svolto e che arrivano anni dopo.
Non è una questione interna al personale. La performance riguarda ogni cittadino che prenota una visita, entra in un ambulatorio o aspetta un’ambulanza. È lo strumento con cui un’Azienda sanitaria decide dove mettere le risorse, controlla se i servizi migliorano e corregge ciò che non va. Quando funziona, i risultati si vedono: tempi di attesa più brevi, cure più sicure, meno errori, percorsi di cura chiari, continuità tra ospedale e territorio, informazioni semplici per chi deve curarsi, risorse pubbliche usate meglio. È quello che la legge chiama valore pubblico.
Per arrivarci, la legge chiede tre passaggi: obiettivi chiari a inizio anno, verifiche durante l’anno, risultati misurati e resi pubblici prima di pagare i premi. E chiede di misurare anche la soddisfazione dei cittadini e di coinvolgerli nella valutazione. In una regione diciottesima in Italia nei Livelli essenziali di assistenza, con tanti lucani costretti a curarsi altrove, misurare i risultati è un servizio ai cittadini. Senza misure, un’Azienda non sa dove intervenire, e il prezzo lo pagano le liste d’attesa e il territorio.
Il tema pesa anche sui conti. L’ASP ha chiuso il 2025 in forte perdita e ha presentato alla Regione un piano di riequilibrio. E se il sistema della performance non è a norma, potrebbe entrare nel merito anche la Corte dei conti.
La Direzione generale aveva l’occasione di cambiare passo fin dal suo insediamento. Già in quel momento la FIALS aveva chiesto di aggiornare il sistema della performance; da allora lo ha sollecitato, fino alla diffida di settembre. Lo stesso Direttore generale, davanti ai sindacati, ha annunciato la revisione dei regolamenti dopo l’atto aziendale: a oggi non ce n’è traccia, né il ciclo della performance è stato rivisto, benché fosse obbligatorio attivare il confronto e la contrattazione integrativa. Il tavolo, però, non è mai stato convocato.
«Sono ritardi non fisiologici, che non dipendono dai lavoratori ma dall’Azienda. Eppure a pagarli sono loro. E fare un piano di riequilibrio con regole del 2009 è assurdo», ha dichiarato Giuseppe Costanzo, Segretario Provinciale FIALS Potenza.
«La performance deve produrre valore pubblico, per i cittadini e per la stessa Azienda. I dipendenti dell’ASP non sono lavoratori di serie B: siamo disponibili al confronto, ma servono risposte concrete», ha aggiunto Costanzo.
Per questo la FIALS chiede alla Direzione generale dell’ASP di convocare subito il tavolo per un nuovo accordo sulla performance, che riporti l’Azienda al passo delle altre. I lavoratori hanno fatto la loro parte. Ora tocca all’Azienda.