Ferrara, 17 ottobre 2026 – In occasione della Giornata Nazionale dell’Afasia, le Aziende Sanitarie ferraresi richiamano l’attenzione sull’importanza della diagnosi, della logopedia e della continuità assistenziale. Nel 2025 presi in carico 53 pazienti nei percorsi riabilitativi di Cona e 42 sul territorio provinciale.
Ritrovare la capacità di comunicare, comprendere le parole degli altri ed esprimere i propri bisogni: questi gli obiettivi fondamentali della riabilitazione delle persone con afasia, un disturbo acquisito del linguaggio che può comparire in seguito a ictus, emorragie cerebrali, traumi cranici e altre patologie del sistema nervoso. In occasione della Giornata Nazionale dell’Afasia, che si celebra nel mese di ottobre, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Azienda USL di Ferrara richiamano l’attenzione sull’importanza di riconoscere questo disturbo, intervenire tempestivamente con percorsi riabilitativi appropriati e sostenere i pazienti e le loro famiglie. Nel corso del 2025, nelle Unità Operative dell’Ospedale di Cona sono stati presi in carico 53 pazienti con afasia, mentre altri 42 pazienti hanno ricevuto valutazioni e trattamenti riabilitativi ambulatoriali nell’ambito della continuità assistenziale territoriale.
Il ruolo della logopedia nel percorso di recupero
La riabilitazione logopedica rappresenta una componente fondamentale del trattamento delle persone con afasia. Il logopedista è il professionista sanitario specializzato nella valutazione e nel trattamento dei disturbi del linguaggio e della comunicazione, con l’obiettivo di recuperare, potenziare o compensare le capacità compromesse. L’intervento viene definito in relazione alle condizioni cliniche, alle caratteristiche del disturbo e alle possibilità di recupero della persona. Accanto al trattamento diretto, il logopedista svolge un’importante attività di educazione e supporto rivolta ai familiari, ai caregiver, ossia le persone che prestano assistenza al paziente, e agli altri professionisti coinvolti nel percorso di cura. Quando la comunicazione verbale risulta particolarmente compromessa, possono essere utilizzati strumenti e strategie di Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), un insieme di modalità che integrano o sostituiscono il linguaggio orale attraverso immagini, simboli, gesti, supporti scritti e altri ausili comunicativi. L’obiettivo è consentire alla persona di esprimersi e interagire con gli altri anche quando l’uso delle parole risulta difficoltoso.
La riabilitazione all’Ospedale di Cona
All’interno dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, i pazienti con disturbi del linguaggio conseguenti a ictus, traumi cranici o altre malattie del sistema nervoso centrale vengono seguiti nelle strutture riabilitative dell’Unità Gravi Cerebrolesioni (diretta dalla dott.ssa Susanna Lavezzi) e dell’Unità di Medicina Riabilitativa (diretta dalla dott.ssa Antonella Bergonzoni) dell’Ospedale di Cona.
Il percorso prevede valutazioni specifiche e trattamenti logopedici integrati nell’attività dell’équipe multidisciplinare. Il logopedista collabora con gli altri professionisti della riabilitazione per individuare le strategie più appropriate e favorire la partecipazione del paziente alle diverse attività terapeutiche. Un aspetto centrale riguarda il coinvolgimento dei familiari, ai quali vengono trasmesse indicazioni e modalità pratiche per facilitare la comunicazione nella quotidianità. La possibilità di comprendere le difficoltà della persona con afasia e adattare il proprio modo di interagire può contribuire a ridurre le barriere comunicative e a valorizzare le capacità ancora presenti. Per sostenere questo percorso è stato predisposto anche un libretto informativo, denominato “diario di bordo”, pensato per aiutare i caregiver a comprendere, attraverso un linguaggio semplice, che cosa sia l’afasia e quali accorgimenti possano facilitare il dialogo con il proprio familiare. La persona con afasia deve infatti poter partecipare attivamente alla costruzione del proprio progetto riabilitativo, esprimere le proprie preferenze e contribuire alle decisioni che riguardano il percorso di cura, attraverso le modalità comunicative più adatte alle proprie condizioni.
Come evidenziato dalla dott.ssa Laura Bellini, Dirigente delle Professioni Sanitarie – Area della Riabilitazione del DATeRP (Dipartimento Assistenziale Tecnico e Riabilitativo delle Professioni Sanitarie) AUSL-AOU Ferrara, “l’assistenza alle persone con afasia richiede un lavoro condiviso tra logopedisti, équipe riabilitative e familiari, affinché il recupero della comunicazione diventi parte integrante del percorso verso una maggiore autonomia”.
I dati del 2025 e la continuità delle cure
Nel corso del 2025, presso le strutture riabilitative di Cona sono stati presi in carico 53 pazienti con afasia, sottoposti a valutazioni specifiche e trattamenti riabilitativi intensivi ed estensivi, in regime di ricovero, Day Hospital (ricovero diurno) oppure ambulatoriale. Il trattamento intensivo prevede un programma riabilitativo strutturato con interventi di maggiore intensità, mentre quello estensivo si sviluppa attraverso attività terapeutiche distribuite nel tempo, in relazione alle necessità cliniche e funzionali del paziente. La presa in carico non si esaurisce con la conclusione della fase ospedaliera. Nell’ambito della continuità assistenziale sul territorio provinciale, sempre nel 2025, sono stati seguiti 42 pazienti per valutazioni dell’afasia e/o trattamenti riabilitativi estensivi in regime ambulatoriale.
La rete riabilitativa dell’Ausl e le nuove modalità di assistenza
Nell’ambito della riabilitazione ospedaliera e territoriale dell’Azienda USL di Ferrara (diretta dalla dott.ssa Elisabetta Zucchini), le équipe riabilitative prendono in carico persone con afasia conseguente a ictus, altre cerebrolesioni acquisite o interventi chirurgici. Gli interventi sono finalizzati al recupero delle competenze linguistiche e comunicative, al miglioramento della comunicazione funzionale, cioè della capacità di comunicare efficacemente nelle situazioni della vita quotidiana, e al sostegno dei caregiver. Particolare attenzione viene dedicata alla continuità del progetto riabilitativo tra ospedale e territorio, affinché il percorso terapeutico possa proseguire in relazione ai bisogni della persona e agli obiettivi individuati dall’équipe. In questo ambito si inserisce anche l’introduzione di modalità innovative di teleriabilitazione, che prevedono l’utilizzo di strumenti tecnologici per svolgere attività riabilitative a distanza, secondo le indicazioni e la supervisione dei professionisti sanitari. Queste modalità si affiancano ai tradizionali percorsi assistenziali e sono orientate a favorire il recupero delle abilità comunicative, l’autonomia personale, la partecipazione sociale e il miglioramento della qualità della vita.
Cos’è l’afasia e come cambia la vita quotidiana
L’afasia è un disturbo del linguaggio conseguente a una lesione cerebrale che può compromettere, in misura diversa, la capacità di parlare, comprendere ciò che viene detto, leggere e scrivere. Le difficoltà possono interessare una o più di queste funzioni e assumere caratteristiche differenti a seconda della sede e dell’estensione del danno cerebrale. Non si tratta soltanto di una difficoltà nel trovare le parole giuste. L’afasia può interferire profondamente con l’autonomia personale, le relazioni familiari, la partecipazione sociale e la possibilità di esprimere bisogni, emozioni e decisioni. Anche attività apparentemente semplici, come sostenere una conversazione, comprendere una domanda o comunicare una necessità, possono diventare particolarmente complesse. Il disturbo può evolvere nel corso del recupero neurologico e richiede una valutazione specifica delle capacità linguistiche e comunicative residue. La presenza di afasia può inoltre condizionare l’efficacia dei programmi riabilitativi nella fase successiva all’evento acuto e rappresentare un fattore prognostico sfavorevole per il ritorno al lavoro e il recupero di una vita indipendente.