Dichiarazione di Pina Onotri, Segretario Generale del Sindacato Medici Italiani (SMI)
Roma, 16 ottobre 2026 – In Italia esistono milioni di poveri e tra questi vi sono oltre un milione e 300mila bambini che vivono in condizioni di povertà assoluta. Sono circa sei milioni le persone che rinunciano a curarsi per mancanza di possibilità economiche. Registriamo, intanto, una media agghiacciante di tre morti sul lavoro al giorno. Questa è la guerra interna che la politica, di tutti gli schieramenti, finge di non vedere perché è troppo impegnata a guardare altrove. L’Europa e l’Italia si sono piegate alla folle dottrina del Rearm Europe, un’operazione di riarmo continentale spaventosa, cinica e senza fondo. Ben 34 miliardi quest’anno e poi fino al 5% del PIL entro i prossimi anni, così Pina Onotri, Segretario Generale del Sindacato Medici Italiani, in un’anticipazione della sua relazione al VI Congresso dello SMI che si apre oggi a Tivoli Terme presso il Grand Hotel Duca D’Este e durerà tre giorni, fino a domenica 18 ottobre.
Il congresso vedrà la partecipazione di circa trecento delegati da tutte le regioni, medici, in maggioranza in medicina generale, unitamente a medici del 118, della medicina dei servizi, e dirigenti medici dipendenti del SSN. Il congresso è di tipo elettivo; si tiene ogni quattro anni e rinnoverà i vertici nazionali e i responsabili d’area del sindacato. A Tivoli si celebrano i vent’anni dell’organizzazione, con una grande capacità di resilienza dei quadri sindacali, con il significativo apporto dei giovani e la rinnovata collaborazione con la CONFSAL.
In questi ultimi anni abbiamo tentato in tutti i modi, continua Onotri, di agire sindacalmente responsabilmente, elaborando proposte e avendo il coraggio di difenderle. Non abbiamo agito come altri sindacati della categoria che sono stati corresponsabili e ispiratori di accordi sulla testa dei medici, a partire da quello stralcio di giugno 2026 sulle Case di Comunità. Lo SMI ha imboccato un’altra strada. Sull’accordo stralcio abbiamo subito sostenuto che le ore nelle Case di Comunità sono una nuova funzione. Ogni ora lì è un’ora tolta allo studio. Si può retribuire, ma il tempo non si moltiplica. I carichi vanno misurati prima di introdurre un obbligo, non verificati dopo. Noi la trattativa la facciamo prima della firma, non dopo. Per questo abbiamo poi portato l’accordo stralcio dinnanzi al TAR del Lazio. Abbiamo promosso una petizione presso la Camera dei Deputati, manifestazioni, scioperi.
Per quanto riguarda, invece, la dirigenza medica dipendente del Servizio Sanitario Nazionale, nel 2025 i medici ospedalieri che hanno rassegnato le dimissioni volontarie dal Servizio Sanitario Nazionale in Italia sono stati 3.767. Quando un ospedale perde professionisti più velocemente di quanto riesca a trattenerli, il problema smette di essere episodico e diventa strutturale. Formare medici serve. Trattenerli, ora più che mai, serve altrettanto.
In questi giorni, per la prima volta, si è chiuso un contratto triennale per la dirigenza medica prima della sua scadenza. La firma sulla pre-intesa Ccnl 2025-2027 è stata una firma di responsabilità che sposta la palla al Governo e rappresenta un passaggio politico fondamentale per le sigle di categoria. Tuttavia, la lettura sindacale dell’accordo è netta nel definirlo un punto di partenza e non di arrivo.
È stato inviato, inoltre, ieri 15 ottobre alla Commissione Europea e al Parlamento Italiano il Documento Programmatico di Bilancio 2027 approvato dal Governo. Sul personale, il documento richiama la necessità di favorire la presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità, ma non associa le singole voci ad importi distinti, né quantifica il numero di assunzioni o le risorse per i rinnovi contrattuali. Non vorremmo che si ripetesse la stanca storia delle iso risorse, che non riuscirà a far fare passi avanti alle condizioni dei medici e dei sanitari.
Oggi i bisogni di salute dei cittadini italiani, conclude Onotri, tocca ribadirlo, devono essere garantiti universalmente, così come prevede l’articolo 32 della Costituzione, anche contro le insidie dell’Autonomia Differenziata; mai come adesso è appropriato sostenere che nel nostro Paese vi è sempre più bisogno di salute e meno armi.