Roma, 13 ottobre 2026 – La Federazione Italiana Medici di Medicina Generale accoglie con favore la sentenza n. 15974/2026 del TAR Lazio (Sez. III-quater, pubblicata il 12 ottobre 2026). «Il Tribunale ha annullato gli atti con cui la Regione Lazio riservava agli specialisti la prima prescrizione dei farmaci della Nota AIFA 100 per il diabete di tipo 2 e lasciava ai medici di famiglia il solo rinnovo», spiega Niccolò Biancalani, neoeletto Segretario Nazionale del sindacato. «Si afferma un principio che ha rilevanza per tutto il Paese, le Note AIFA hanno efficacia nazionale e le Regioni sono tenute a rispettarne le disposizioni, anche per quanto riguarda i soggetti abilitati alla prescrizione». Alle Regioni spetta organizzare la distribuzione e il monitoraggio, non restringere autonomamente i prescrittori, nemmeno attraverso un sistema informatico.
Il diabete di tipo 2 è una patologia cronica grave e molto diffusa, spesso associata ad altre condizioni come obesità, ipertensione arteriosa, dislipidemie, malattie cardiovascolari e renali, che rendono ancora più complessa la gestione del paziente e richiedono una presa in cura complessiva e continuativa. Biancalani ribadisce che non possono esserci regole diverse da una Regione all’altra: un cittadino non può avere un percorso più lungo e più difficile solo perché abita in un territorio diverso. «Servono strumenti di presa in cura uniformi su tutto il territorio nazionale. Il risparmio apparente di oggi diventa la spesa di domani. Ritardare l’avvio di una terapia appropriata può significare più complicanze, più ricoveri e maggiori costi per il Servizio sanitario. Chi governa la spesa deve guardare ai costi dell’intero percorso e non solo alla prescrizione.»
Il ruolo del medico di famiglia
La FIMMG ritiene indispensabile un medico di medicina generale dotato degli stessi strumenti in tutta Italia, in grado di garantire prevenzione, a partire dai pazienti a rischio, cura, con l’avvio tempestivo delle terapie quando appropriate, e prossimità, attraverso il rapporto con il proprio medico di fiducia, che conosce la storia e il contesto del paziente. Una presa in cura organizzata nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali, in raccordo con gli specialisti per i casi complessi, rappresenta un elemento fondamentale per garantire continuità assistenziale e appropriatezza delle cure.
«Gli specialisti restano un pilastro del sistema. Ma la presa in cura del diabete di tipo avviene soprattutto sul territorio, con il medico di famiglia nelle AFT, e le regole non possono cambiare a seconda dei confini regionali. Il medico di medicina generale deve poter esercitare pienamente le proprie competenze cliniche e prescrittive, senza limitazioni non previste dalle disposizioni nazionali che possano apparire discriminanti per il medico e per i pazienti».
Tutte le Regioni devono applicare la Nota AIFA 100 come definita a livello nazionale, senza introdurre limitazioni dei soggetti prescrittori non previste. È altrettanto necessario che i sistemi informatici regionali siano adeguati e non diventino un ostacolo di fatto alla prescrizione e che le Aggregazioni Funzionali Territoriali siano messe nelle condizioni di operare con strumenti, dati e percorsi omogenei. L’obiettivo è garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dalla Regione di residenza, un accesso tempestivo e appropriato alle terapie, valorizzando il ruolo della medicina generale e l’alleanza terapeutica con il paziente.