Il 21 ottobre, in occasione della giornata per la consapevolezza della ricostruzione mammaria, la Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica (SICPRE) e l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) uniscono le forze in un evento informativo gratuito rivolto alle donne
Milano, 13 ottobre 2026 – Ricevere una diagnosi di tumore della mammella non significa necessariamente dover affrontare, oltre alla malattia, anche un lungo percorso chirurgico per ritrovare l’integrità corporea. Se la malattia e le condizioni cliniche della donna lo consentono, infatti, la ricostruzione mammaria avviene contestualmente all’intervento oncologico. La paziente entra in sala operatoria con un tumore ed esce con il seno già ricostruito, senza vivere il trauma della mutilazione e il disagio di un secondo intervento.
È questo il significato di “Ritornare prima come prima”, tema scelto per l’edizione 2026 del Breast Reconstruction Awareness Day, BRA Day, la giornata internazionale per la consapevolezza della ricostruzione mammaria. Quest’anno l’appuntamento accende i riflettori non solo sulle possibilità di ricostruzione, ma anche sull’evoluzione delle tecniche chirurgiche e sulla qualità di vita delle donne dopo il tumore.
Il BRA Day infatti non è solo una ricorrenza: è un evento informativo aperto a tutte le donne, promosso quest’anno da SICPRE Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica e IEO Istituto Europeo di Oncologia IRCCS.
L’appuntamento è per il 21 ottobre alle ore 17.00 a Milano, dove l’incontro sarà ospitato da KPMG presso la sua sede di Via G. Battista Pirelli 38, o in diretta streaming sulla pagina Facebook ufficiale dell’Istituto Europeo di Oncologia. Durante l’incontro sarà possibile ascoltare e commentare le parole di medici specialisti, associazioni e pazienti.
Più sensibilità e meno rischi di sviluppare il linfedema, le ultime novità della ricostruzione mammaria
La ricostruzione immediata oggi è parte integrante del percorso di cura del tumore al seno ed è sempre più frequente grazie alle campagne di screening, alla consapevolezza delle donne e a strumenti diagnostici che permettono di rilevare precocemente il tumore alla mammella, quando è “piccolo”, e a procedure ricostruttive sempre più sofisticate.
“Con la microchirurgia – spiega Francesca De Lorenzi, coordinatrice del BRA Day SICPRE e direttore Unità di Innovazione Sviluppo e Organizzazione dello IEO – è possibile ripristinare non solo il volume e la forma del seno, ma anche preservarne la sensibilità. Grazie alle tecniche di neurotizzazione, infatti, si suturano anche i nervi periferici, permettendo alla donna di sentire il proprio corpo come prima dell’intervento”.
L’approccio sempre più conservativo alla chirurgia oncologica ha anche reso meno frequente la biopsia del linfonodo sentinella e la dissezione ascellare. Di conseguenza è meno probabile la possibilità di sviluppare il linfedema, cioè il ristagno di linfa che aumenta il volume del braccio e dell’avambraccio, limitando i movimenti e causando disagi, fragilità cutanea e spesso infezioni.
“Ritornare prima come prima – dice ancora De Lorenzi – permette alla donna di essere presente in famiglia, sul lavoro, nella vita. E soprattutto le fa vivere una minore sofferenza. È questo il vantaggio più grande”.
“Ripristinare l’integrità corporea dopo un intervento al seno non è una questione puramente estetica, ma un passo importante nel processo di guarigione per la maggior parte delle pazienti. Non dimentichiamo che la mammella è un organo speciale perché è simbolo di sensualità e maternità e dunque dell’identità della donna. Riappropriarsi della propria femminilità e piacere a sé stesse dopo la sala operatoria è una grande opportunità che oggi offre la chirurgia ricostruttiva per superare la malattia”, aggiunge Paolo Veronesi, Direttore del Programma Senologia IEO.
L’obiettivo della ricostruzione immediata è quindi sempre più ampio: non soltanto ricostruire l’integrità corporea, ma contribuire a restituire alla donna identità e benessere a 360 gradi.
Proprio in questo senso si sviluppa il ruolo delle Breast Unit, i centri multidisciplinari istituiti dalla Conferenza Stato-Regioni oltre 10 anni fa, per garantire alle donne con tumore del seno – il più diffuso nella popolazione femminile, con 53.686 nuovi casi nel 2024 (dati AIOM 2025) – la possibilità di affrontare in un unico luogo tutto il percorso di cura, grazie alla presenza di oncologi, radioterapisti, chirurghi plastici, psicologi, fisioterapisti e altre figure professionali.
Dal 1° agosto 2023 al 31 dicembre 2025, 27.230 interventi ricostruttivi post-oncologici con protesi mammarie
Il Registro Nazionale degli Impianti Protesici Mammari del Ministero della Sanità fornisce i numeri precisi degli interventi chirurgici che prevedono l’impianto di una protesi mammaria.
Tra il 1° agosto 2023 e il 31 dicembre 2025 in Italia sono stati effettuati 68.776 interventi con protesi mammarie. Il 55,7%, pari a circa 38.300 interventi, ha avuto finalità ricostruttive, categoria che comprende le procedure dopo tumore, ma anche la correzione di gravi anomalie della mammella e del torace.
In base ai dati raccolti dal Registro, nel periodo indicato il 71,1% degli interventi ricostruttivi con protesi è stato effettuato in seguito a tumore del seno, per un totale di circa 27.230 operazioni, avvenute prevalentemente dopo mastectomia con risparmio di cute e capezzolo. In presenza di un tumore del seno, nel 92% dei casi la protesi è stata impiantata simultaneamente all’intervento demolitivo: un dato che riflette l’efficacia degli screening e l’aumento di diagnosi precoci che favoriscono interventi conservativi e una ricostruzione mammaria in un unico tempo.
La corretta informazione è la prima “cura”
“Il primo scopo del BRA Day – dice Pietro Berrino, presidente della SICPRE – è quello di informare e rassicurare le donne: la ricostruzione mammaria comprende diverse tecniche, completamente personalizzate caso per caso. Protesi, espansori, trapianto di grasso e lembi di cute e muscolo prelevati dalla paziente stessa possono dare oggi risultati estremamente positivi, anche sovrapponibili a quelli della chirurgia estetica”. Nel nostro Paese, l’intervento di ricostruzione mammaria è a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
“IEO aderisce al BRA Day sin dalla prima edizione ed è ogni anno un appuntamento molto partecipato perché la ricostruzione del seno è un tema cruciale per la quasi totalità delle pazienti con tumore al seno. Per questo ci impegniamo a trasmettere il messaggio che si può guarire senza mutilazioni e si può tornare alla vita di prima stando bene con sé stesse e il proprio corpo. Devono sapere che oggi disponiamo di tecniche ricostruttive sempre meno invasive e che siamo costantemente alla ricerca di nuove metodiche e nuovi materiali per personalizzare gli interventi donna per donna”, dichiara Mario Rietjens, Direttore della Chirurgia Plastica IEO.