lunedì, 12 Ottobre 2026

PAPA LEONE XIV, AMSI-UMEM-CO-MAI-UXU: “VICINANZA E AFFETTO AL SANTO PADRE DALLE COMUNITÀ STRANIERE E ARABE”

Foad e Nadir Aodi: «Al Papa il nostro abbraccio e l’augurio di pronta guarigione. Il suo messaggio di pace e dialogo unisce popoli, culture e religioni»

Roma, 12 ottobre 2026 – L’annuncio di Papa Leone XIV riguardante la presenza di un nodulo al polmone e la necessità di sottoporsi a un intervento chirurgico suscita apprensione, partecipazione e sentimenti di profonda vicinanza nei confronti del Santo Padre. Una notizia che richiama l’attenzione non soltanto sulle sue condizioni di salute, ma anche sul valore universale della solidarietà umana, capace di superare ogni confine religioso, culturale e geografico.

Il Pontefice ha comunicato la necessità di affrontare un percorso sanitario, affidandosi alle valutazioni dei medici e alle cure dei professionisti che lo assistono. Un momento delicato, nel quale l’attenzione deve rimanere concentrata sulla sua salute, sul rispetto della riservatezza clinica e sull’auspicio che possa superare serenamente l’intervento e il successivo periodo di recupero.

La notizia coinvolge emotivamente anche le numerose comunità di origine straniera e araba presenti in Italia, che riconoscono nel Santo Padre una figura di riferimento per il dialogo, la convivenza pacifica, la solidarietà e la costruzione di rapporti fondati sul rispetto reciproco tra popoli e religioni.

In questo contesto, la rete associativa e i movimenti interculturali e internazionali esprimono profonda vicinanza al Pontefice, manifestando sentimenti di affetto, partecipazione e sincero augurio di pronta guarigione.

A condividere questo messaggio sono AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, denominata anche Unione Professionisti della Sanità Internazionali; UMEM – Unione Medica Euromediterranea; CO-MAI – Comunità del Mondo Arabo in Italia; AISCNEWS – Agenzia Mondiale di Informazione Senza Confini; CISC NETWORK – Consorzio Informazione Senza Confini; il Movimento Internazionale Uniti per Unire (UXU) e il Manifesto Internazionale Interculturale Unione per l’Italia (UN.IT).

Una realtà articolata che riunisce professionisti della sanità, rappresentanti delle comunità straniere e arabe, operatori dell’informazione, giovani e nuove generazioni, accomunati dalla volontà di far arrivare al Santo Padre un messaggio di solidarietà autentica, nel segno della fratellanza e della condivisione.

A nome della rete associativa e dei movimenti intervengono congiuntamente il prof. Foad Aodi, medico ortopedico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in Salute Globale, membro del Registro Esperti FNOMCeO, docente dell’Università di Tor Vergata, membro del Consiglio Direttivo UAP, presidente internazionale di Uniti per Unire e fondatore del Movimento Politico Interculturale Internazionale Unione per l’Italia, e il dott. Nadir Aodi, podologo, vice segretario generale AMSI e Uniti per Unire, coordinatore del Dipartimento Gioventù e Nuove Generazioni e della Commissione Podologi di Uniti per Unire.

Foad e Nadir Aodi: «Il Santo Padre è un ponte tra culture e religioni»

«Vogliamo rivolgere a Papa Leone XIV il nostro augurio più sincero e affettuoso di pronta guarigione. Abbiamo accolto la notizia relativa alle sue condizioni di salute con profonda partecipazione, perché prima ancora del ruolo spirituale e istituzionale che ricopre, oggi il nostro pensiero è rivolto all’uomo, alla sua salute e alla serenità con cui affronta questo momento.

Le comunità di origine straniera e araba presenti in Italia vogliono profondamente bene al Santo Padre. È un sentimento autentico, che nasce dal riconoscimento del valore universale del dialogo, della pace, della solidarietà e della dignità umana.

Per noi il Papa rappresenta una voce importante nella costruzione di ponti tra popoli, culture e religioni. Il suo ruolo va oltre i confini della Chiesa cattolica, perché il richiamo alla fratellanza, alla convivenza e al rispetto reciproco riguarda l’intera comunità internazionale.

Cristiani, musulmani, credenti di altre confessioni e persone di ogni convinzione possono riconoscersi nello stesso sentimento di vicinanza e umanità. La solidarietà non deve conoscere appartenenze né divisioni, soprattutto quando una persona affronta una prova delicata sul piano della salute.

Vogliamo che il Santo Padre senta anche l’affetto delle nostre comunità, delle famiglie, dei professionisti sanitari e dei giovani che ogni giorno lavorano per costruire una società interculturale fondata sul rispetto e sulla collaborazione», dichiarano congiuntamente Foad e Nadir Aodi.

Prevenzione, fiducia nella medicina e rispetto del paziente

L’annuncio del Pontefice richiama anche l’importanza della prevenzione, dell’attenzione alla propria salute e del rapporto di fiducia tra pazienti e professionisti sanitari.

«La diagnosi precoce e i controlli medici rappresentano strumenti fondamentali per la tutela della salute. Il fatto che il Santo Padre abbia condiviso pubblicamente la necessità di affrontare un intervento chirurgico richiama l’importanza di affidarsi alla medicina e alle valutazioni degli specialisti.

È necessario, tuttavia, evitare interpretazioni premature o conclusioni cliniche non supportate da informazioni ufficiali. La presenza di un nodulo non consente, da sola, di stabilirne la natura. Ogni valutazione deve essere lasciata ai professionisti che hanno in cura il Pontefice, nel pieno rispetto della sua riservatezza e della sua dignità personale.

Come professionisti sanitari e rappresentanti del mondo interculturale, riteniamo fondamentale trasmettere un messaggio di fiducia nella medicina, nella competenza degli operatori sanitari e nel valore di un’assistenza che metta sempre la persona al centro.

Il nostro auspicio è che l’intervento si svolga nel migliore dei modi e che il Santo Padre possa affrontare un recupero sereno, circondato dall’affetto e dalla vicinanza di milioni di persone», proseguono Foad e Nadir Aodi.

Le comunità straniere e arabe unite nell’affetto al Pontefice

La rete associativa e i movimenti evidenziano come la vicinanza al Santo Padre assuma un significato ancora più profondo in una fase internazionale segnata da conflitti, tensioni geopolitiche e difficoltà nel dialogo tra culture e religioni.

«In un mondo nel quale troppo spesso le differenze religiose vengono trasformate in ragioni di divisione, vogliamo offrire una testimonianza concreta di fratellanza. Le comunità arabe e di origine straniera che vivono in Italia sono parte integrante della società e condividono valori fondamentali come la solidarietà, il rispetto della vita, la tutela della salute e la dignità di ogni essere umano.

Il dialogo interreligioso non deve esistere soltanto nei convegni o nelle dichiarazioni istituzionali. Deve tradursi in gesti concreti, nella capacità di partecipare alle difficoltà degli altri e di riconoscere ciò che unisce le persone prima ancora di ciò che le distingue.

Il Santo Padre rappresenta una figura che merita rispetto e affetto anche da parte di chi appartiene a tradizioni religiose differenti. Le sue parole sulla pace, sulla solidarietà e sulla necessità di costruire ponti tra i popoli richiamano principi nei quali anche le nostre comunità si riconoscono.

Vogliamo che questo momento diventi anche un’occasione per rafforzare il dialogo tra cristiani, musulmani e tutte le comunità religiose. La vicinanza al Papa non è soltanto un gesto di cortesia istituzionale, ma l’espressione di un sentimento umano sincero, che nasce dalla volontà di condividere speranze, preoccupazioni e valori universali», affermano congiuntamente Foad e Nadir Aodi.

Giovani e nuove generazioni: «La solidarietà non ha religione»

Un’attenzione particolare viene rivolta alle nuove generazioni, chiamate a raccogliere e sviluppare una cultura della convivenza, della responsabilità e del rispetto reciproco.

«Vogliamo rivolgerci soprattutto ai giovani, perché comprendano che la solidarietà non ha religione, nazionalità o colore. La capacità di manifestare vicinanza a una persona che attraversa un momento delicato rappresenta una delle espressioni più autentiche della maturità di una società.

Le nuove generazioni devono essere protagoniste di un dialogo interculturale capace di superare pregiudizi, discriminazioni e contrapposizioni. Il rispetto delle differenze non significa rinunciare alla propria identità, ma riconoscere nell’altro una persona con la stessa dignità e gli stessi diritti.

Oggi vogliamo che anche i giovani delle nostre comunità facciano arrivare al Santo Padre un messaggio di affetto e incoraggiamento. È attraverso questi gesti che si costruiscono rapporti autentici tra le persone e si rafforza una cultura della pace», sottolineano Foad e Nadir Aodi.

L’abbraccio finale della rete associativa e dei movimenti

«Al Santo Padre rivolgiamo insieme il nostro augurio più affettuoso e sincero di pronta guarigione. Ci auguriamo che l’intervento chirurgico possa svolgersi nel migliore dei modi e che il recupero gli consenta di tornare presto alle sue attività, circondato dall’affetto dei fedeli e di tutte le persone che riconoscono il valore della sua testimonianza umana e spirituale.

Rivolgiamo un pensiero di gratitudine anche ai medici, agli infermieri e a tutti i professionisti sanitari che lo assisteranno, nella certezza che la competenza, la professionalità e l’attenzione alla persona rappresentino elementi fondamentali di ogni percorso di cura.

Le comunità di origine straniera e araba vogliono profondamente bene al Santo Padre. Vogliamo che sappia di non essere solo e che anche chi appartiene ad altre confessioni religiose gli è vicino con grande rispetto e partecipazione.

Caro Santo Padre, le auguriamo di cuore una pronta guarigione. Le siamo vicini con affetto, con il pensiero e con la speranza di rivederla presto in piena salute. Continui a essere una voce di pace, di fratellanza e di dialogo tra i popoli. Le nostre comunità, i nostri professionisti, le nostre famiglie e i nostri giovani le inviano un grande abbraccio.

Perché quando sono in gioco la salute, la dignità e la vita di una persona, non esistono distanze religiose o culturali: esiste soltanto il valore universale dell’umanità», concludono congiuntamente il prof. Foad Aodi e il dott. Nadir Aodi.

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