domenica, 11 Ottobre 2026

Nodulo al polmone: che cos’è, quando si opera e perché non vuol dire tumore. Il caso di Papa Leone XIV

Papa Leone XIV sarà operato per un nodulo al polmone. Lo ha detto lui stesso ai fedeli in Piazza San Pietro, al termine dell’Angelus di domenica 11 ottobre 2026: durante alcuni controlli i medici gli hanno trovato “un nodulo circoscritto al polmone”, individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato. I medici ritengono opportuno intervenire e il Papa, seguendo il loro consiglio, ha deciso di operarsi per rimuoverlo, chiedendo ai fedeli di accompagnarlo con la preghiera.

Secondo il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, l’intervento è previsto nei primi giorni della settimana al Policlinico Gemelli di Roma, con un ricovero post-operatorio di circa una settimana. Non sono stati diffusi altri dettagli clinici: né le dimensioni del nodulo, né il tipo di intervento, né la sua natura. Leone XIV ha 71 anni e, dal 6 al 17 novembre, ha in programma il viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù.

Che cos’è un nodulo polmonare

In radiologia si chiama nodulo polmonare una piccola formazione rotondeggiante nel tessuto del polmone, con un diametro fino a 3 centimetri; oltre questa misura si parla di massa. Nella grande maggioranza dei casi il nodulo non dà sintomi e viene scoperto per caso, durante una radiografia del torace o una TAC eseguita per altri motivi, come è accaduto al Papa nel corso di controlli di routine.

Il nodulo non è una malattia ma un reperto, che può avere origini molto diverse: la cicatrice di una vecchia infezione o infiammazione, un granuloma, una formazione benigna come l’amartoma, oppure un tumore, primitivo del polmone o metastasi di un tumore nato altrove. La maggior parte dei noduli scoperti per caso è benigna. La natura di una singola lesione, però, non si deduce dalla sua sola presenza: contano dimensioni, forma, margini, densità, sede, il confronto con esami precedenti, l’età e i fattori di rischio della persona, primo fra tutti il fumo.

Nodulo al polmone: osservare o operare, come decidono i medici

Non tutti i noduli vanno tolti. Quando il rischio stimato è basso, le linee guida internazionali prevedono una sorveglianza con TAC a distanza di mesi, per verificare se la lesione resta stabile o cresce. Nei casi dubbi si ricorre a esami di secondo livello, come la PET o una biopsia.

L’asportazione chirurgica viene proposta quando le caratteristiche della lesione, la sua evoluzione o il quadro clinico rendono prudente intervenire. L’operazione serve a due scopi: rimuovere il nodulo e ottenere il tessuto per l’esame istologico, l’unico che ne stabilisce con certezza la natura. Oggi questi interventi si eseguono in genere con tecniche mininvasive, in videotoracoscopia o con chirurgia robotica, attraverso piccole incisioni: la degenza è di pochi giorni e il recupero più rapido rispetto alla chirurgia tradizionale. La settimana di ricovero indicata dalla Sala Stampa vaticana è compatibile con un percorso di questo tipo.

Nodulo polmonare non significa tumore

Il Vaticano non ha comunicato alcuna diagnosi oncologica. La decisione di operare, da sola, non dice nulla sulla natura del nodulo: si interviene proprio perché la lesione è piccola, circoscritta e scoperta presto, condizione in cui l’asportazione è più semplice e, se dovesse trattarsi di un tumore, la prognosi è nettamente migliore. Solo l’esame istologico, dopo l’intervento, potrà dire di cosa si tratta.

I precedenti: i Papi in sala operatoria

Leone XIV è il sesto Pontefice operato durante il pontificato dalla fine dell’Ottocento. Giovanni Paolo II nel luglio 1992 annunciò all’Angelus, come oggi Leone XIV, l’asportazione di un tumore intestinale risultato benigno; Francesco fu operato al colon nel 2021 e per un laparocele nel 2023, e da giovane aveva subito l’asportazione di una parte del polmone.

Perché la diagnosi precoce conta

La vicenda del Papa ricorda il valore dei controlli. Il tumore del polmone è la prima causa di morte per cancro in Italia e nella maggior parte dei casi viene scoperto in fase avanzata, perché per lungo tempo non dà sintomi. La TAC a basso dosaggio è in grado di individuare noduli di pochi millimetri: non è un esame per tutti, ma per i forti fumatori ed ex fumatori tra i 55 e i 75 anni esiste in Italia il programma di screening RISP, finanziato dal Ministero della Salute. Chi ha una storia di fumo può chiedere al proprio medico se rientra nei criteri.

Fonti

Nodulo al polmone: che cos'è, quando si opera e perché non vuol dire tumore

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