mercoledì, 7 Ottobre 2026

Frattura del femore nell’anziano: a Modena gli specialisti si riuniscono sulla presa in carico del paziente fragile orto-geriatrico

Modena, 7 ottobre 2026 – I percorsi integrati e le best practice nella gestione del paziente fragile con frattura del femore sono al centro di un importante evento scientifico che si tiene venerdì 9 ottobre all’Ospedale Civile di Baggiovara. Si tratta del Congresso Inter-Regionale tra Emilia-Romagna e Toscana del Fragility Fracture Network (FFN) organizzato dalla Geriatria dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, diretta dal prof. Marco Bertolotti, docente UNIMORE, e del quale sono responsabili scientifici il dottor Emilio Martini, referente dell’Ortogeriatria dell’Ospedale Civile e presidente del Comitato scientifico FFN, e il prof. Fabio Monzani, professore di Medicina Interna e Geriatria all’Università di Pisa.

Il congresso vuole favorire il confronto sui modelli organizzativi più efficaci per garantire un percorso di cura integrato e continuo, dal ricovero e dall’intervento chirurgico fino alla riabilitazione e al ritorno al domicilio. Sono circa 500 i pazienti operati ogni anno negli ospedali modenesi per questa patologia.

“Le fratture da fragilità rappresentano una sfida crescente per la sanità, anche in relazione all’invecchiamento della popolazione e alla crescente diffusione di patologie croniche, tra cui l’osteoporosi – spiega il prof. Marco Bertolotti, direttore della Geriatria –. In particolare, la frattura di femore rappresenta un evento grave per la persona anziana, frequentemente associato a perdita di autonomia, complicanze cliniche, prolungamento della degenza ospedaliera e maggiore necessità di assistenza anche dopo il ricovero”.

Il modello più appropriato per garantire una presa in carico completa e cure di qualità è quello dell’Ortogeriatria, basato sulla collaborazione multiprofessionale, nel quale geriatra, ortopedico, fisiatra, fisioterapista, infermiere e OSS lavorano come un unico team, condividendo valutazioni, obiettivi e decisioni e collaborando strettamente per la salute e il recupero della persona.

“L’Ortogeriatria – spiega il dottor Emilio Martini – si occupa della gestione del paziente anziano con frattura di femore. Questa condizione rappresenta un evento drammatico in termini di mortalità e perdita dell’autosufficienza, e l’Ortogeriatria si prefigge di individuare il percorso ottimale per migliorare la prognosi e limitare le complicanze. Il paziente viene ricoverato subito in Ortogeriatria dove viene gestito nella fase pre e post-operatoria sino al trasferimento in riabilitazione e alle dimissioni. Questo consente che sia un geriatra a gestire tutti gli aspetti della degenza, dalla fase acuta a quella riabilitativa, garantendo continuità assistenziale a un paziente che ha spesso co-morbilità e che necessita di particolari attenzioni per evitare complicanze legate al ricovero in ospedale”.

La Fragility Fracture Network è una società scientifica che si basa principalmente sull’attività multidisciplinare nella gestione delle fratture da fragilità, prevedendo una condivisione dei principi di gestione del fratturato fra ortopedico, geriatra, anestesista, riabilitatore, infermiere, medico di medicina generale e altre figure professionali, al fine di gestire al meglio il paziente durante il suo ricovero e nel suo percorso post-dimissione, che deve prevedere la corretta gestione clinica, riabilitativa e la prevenzione di eventuali nuove fratture.

L’Ortogeriatria dell’Ospedale Civile

L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena ha attivato nel maggio del 2019 il proprio percorso di Ortogeriatria per la gestione dei pazienti anziani con frattura del femore, attivo all’interno della Geriatria dell’Ospedale Civile di Baggiovara, diretta dal prof. Marco Bertolotti, con 10 posti letto all’Ortogeriatria, oltre a 19 posti per la Riabilitazione Ortogeriatrica.

Sono circa 500 i pazienti operati ogni anno negli ospedali modenesi per questa patologia, che spesso si associa a diverse complicanze motivate dall’età e dal quadro clinico del paziente.

Oltre alla Geriatria, il progetto coinvolge in modo diretto l’Ortopedia dell’Ospedale Civile (diretta dalla dottoressa Cristina Zapparoli), che assicura il trattamento chirurgico precoce, la gestione delle problematiche perioperatorie e garantisce il ricovero dei pazienti nelle ore notturne e nelle giornate festive; fondamentale è il ruolo della Medicina Riabilitativa, di cui è direttore la dottoressa Giovanna Fabbri.

Il programma del convegno

Il Congresso Inter-Regionale Emilia-Romagna – Toscana si propone come un’importante piattaforma di confronto tra i professionisti delle due regioni per analizzare l’implementazione del modello ortogeriatrico attraverso i suoi quattro pilastri fondamentali: la gestione della fase acuta, la riabilitazione post-operatoria, la prevenzione delle rifratture, la creazione di un network per la promozione delle best practice.

Attraverso sessioni mirate, l’evento riunirà i responsabili delle strutture di Ortopedia e i clinici del territorio per discutere le criticità locali e identificare le strategie organizzative più efficaci. L’obiettivo comune è proporre alle amministrazioni regionali e ospedaliere l’adozione sistematica del modello ortogeriatrico, specialmente nei presidi ad alto volume di attività, per elevare lo standard di cura e migliorare la qualità della vita dei pazienti anziani.

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