Piacenza, 26 settembre 2026 – Una mattinata partecipata, con cittadini, professionisti sanitari, volontari e amministratori locali insieme per conoscere più da vicino i servizi della Casa della Comunità e parlare di prevenzione, salute e assistenza. È il bilancio della tappa di Monticelli di “La salute abita qui”, l’iniziativa promossa dall’Azienda Usl di Piacenza per avvicinare i servizi alle comunità e far conoscere le opportunità disponibili sul territorio.
La struttura si è animata di persone e di colori: le divise dei volontari dell’Anpas e delle associazioni, i gruppi di cammino, le realtà del dono, i professionisti sanitari e gli amministratori dei Comuni di Monticelli, Caorso e Castelvetro. Una rappresentazione concreta di quella rete che ogni giorno contribuisce a costruire la sanità di prossimità.
Un momento particolarmente significativo è stato anche lo scambio del simbolo delle Case della Comunità realizzato dai ragazzi del centro socioriabilitativo diurno Mastro Balocco di Carpaneto, un gesto che accompagna il percorso di “La salute abita qui” nelle diverse strutture del territorio.
“Una Casa della Comunità non è semplicemente un insieme di servizi e prestazioni – ha sottolineato Evelina Cattadori, direttore del Distretto di Levante affiancata da Paola Vanghi, coordinatore assistenziale – altrimenti continueremmo a chiamarla poliambulatorio, ma rappresenta un modo diverso di intendere e vivere la salute sul territorio. Stamattina qui abbiamo tutte le anime che vivono dentro e fuori la struttura. Una struttura piccola, ma molto ricca: sono più di 20 i servizi aperti alla cittadinanza e sono tante le persone che ogni giorno vi entrano. Nel 2025 abbiamo dato assistenza a 4.500 utenti con quasi 9mila prestazioni erogate. Quest’anno prevediamo un’ulteriore crescita, fino ad avvicinarci alle 12mila prestazioni. È un’evoluzione che racconta la capacità della struttura di attrezzarsi progressivamente per rispondere ai bisogni che la cittadinanza esprime”.
“Sulla struttura di Monticelli – ha continuato Cattadori – gravitano anche i Comuni di Caorso e Castelvetro. È una popolazione articolata, che comprende una componente di persone anziane importante, ma anche molte famiglie con bambini. Per questo dobbiamo essere in grado di rispondere a bisogni diversi: dalla presa in carico della cronicità alla diabetologia e alla cardiologia, dalla pediatria di comunità ai percorsi dedicati alla gravidanza e ai primi periodi di vita del bambino, fino all’assistenza domiciliare. Monticelli è inoltre sede della continuità assistenziale. Stiamo lavorando per integrare queste diverse competenze, insieme ai medici di medicina generale, alla pediatria e ai servizi di assistenza primaria, così da costruire una risposta complessiva ai bisogni di salute della popolazione. Il messaggio che vogliamo dare è che questo percorso non riguarda soltanto i professionisti sanitari o gli amministratori, ma lo facciamo insieme ai cittadini, che ci affidano la loro salute. Significa lavorare sulla prevenzione, sulla promozione di corretti stili di vita e sulla consapevolezza che dobbiamo prenderci cura della nostra salute già oggi, anche quando stiamo bene, per affrontare il futuro e una vecchiaia più serena. Una novità importante di questo ultimo periodo è il Punto unico di accesso. È un servizio nel quale gli infermieri della Casa della Comunità lavorano insieme agli assistenti sociali dei Comuni per incontrare la persona e rispondere a bisogni che sono sempre più articolati e che spesso riguardano contemporaneamente la dimensione sanitaria e quella sociale. Mettere insieme queste competenze significa semplificare il percorso per il cittadino ed evitare che debba disperdere energie cercando risposte diverse e passando da uno sportello all’altro. Questa è la direzione verso cui vogliamo andare: una Casa della Comunità capace di rispondere in modo globale ai bisogni della popolazione, mettendo insieme servizi, professionisti, istituzioni, volontariato e cittadini. È questo il senso della sanità di prossimità: non soltanto curare, ma accompagnare le persone, prevenire e costruire insieme alla comunità le condizioni per stare bene”.
Durante la mattinata i cittadini hanno potuto conoscere direttamente i diversi servizi della struttura e confrontarsi con gli operatori. Le postazioni hanno spaziato dalla prevenzione e dagli screening alla pediatria di comunità, dal consultorio alla vaccinazione, dalla salute mentale alla neuropsichiatria dell’infanzia e adolescenza, fino alla geriatria territoriale, all’assistenza domiciliare e alle attività infermieristiche. Presenti anche Cardiologia e Diabetologia, con attività dedicate alla valutazione del rischio cardiovascolare, oltre a Farmacia, CUP, Gruppo di cammino, Comitato consultivo misto, campagna Paracadute, Pubblica Assistenza e Avis.
Accanto alle postazioni informative, il programma ha proposto anche gli appuntamenti di “10 minuti di salute”, brevi momenti divulgativi dedicati a temi concreti della vita quotidiana: l’uso corretto dei farmaci e degli antibiotici, i fattori di rischio e i campanelli d’allarme della demenza, l’alimentazione e le modalità di accesso all’assistenza domiciliare.
La mattinata si è conclusa con un aperitivo salutare aperto ai partecipanti, in un momento informale di incontro e condivisione. Un finale coerente con lo spirito dell’iniziativa: una Casa della Comunità che non è soltanto il luogo in cui si erogano prestazioni, ma uno spazio aperto, in cui servizi sanitari e sociali, professionisti, volontari e cittadini possono incontrarsi e costruire insieme una nuova idea di salute di prossimità.
Alla presentazione, accanto a Evelina Cattadori, erano presenti i consiglieri regionali Ludovico Albasi e Luca Quintavalla oltre che il sindaco di Monticelli Gimmi Distante, il sindaco di Caorso Roberta Battaglia e il vicesindaco di Castelvetro Barbara Rossi. A raccogliere il testimone per il prossimo appuntamento di “La salute abita qui” Maria Cristina Piccoli, consigliere comunale del Comune di Bettola e i professionisti della Casa della Comunità della Valnure.