Arezzo, 21 settembre 2026 – In occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, una artista foianese ha regalato due bambole alla Zona Distretto Valdichiana Aretina per impiegarle nell’assistenza alle persone con demenza.
Due bambole reborn, altamente dettagliate e realistiche che riproducono le sembianze di un neonato, sono state regalate alla Zona Distretto Valdichiana Aretina in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer (21 settembre). Un regalo che arriva da Eleonora Cortonicchi, artista di Foiano che ha realizzato personalmente le due bambole da impiegare nell’assistenza alle persone con Alzheimer e altre forme di demenza.
Una malattia che coinvolge non soltanto la persona che riceve la diagnosi, ma anche chi le sta accanto, richiedendo risposte sanitarie, assistenziali e sociali integrate. In questo percorso svolgono un ruolo importante i Centri Diurni Alzheimer e le RSA, con attività rivolte al benessere, alla socializzazione e al mantenimento delle abilità cognitive, relazionali e funzionali.
La rete territoriale accompagna la persona fin dalle prime fasi della malattia grazie alla collaborazione tra medici di medicina generale, specialisti e servizi sociosanitari. In questo quadro si inserisce il progetto “Atelier e Caffè Alzheimer”, al quale da oggi si affiancherà la terapia della bambola (Doll Therapy), un approccio non farmacologico rivolto alle persone con demenza nelle fasi più avanzate. Il progetto prevede una specifica formazione degli operatori dei Centri Diurni Alzheimer e delle RSA aziendali, affinché la terapia della bambola sia utilizzata nell’ambito di un intervento strutturato e personalizzato.
«In Toscana si stimano oltre 81 mila persone con demenza sopra i 65 anni, alle quali si aggiungono circa 1.500 persone tra i 35 e i 64 anni. Tra le diverse forme, l’Alzheimer è la più frequente – spiega la dott.ssa Tiziana Ingegni, medico geriatra UOC Geriatria Ospedale San Donato e Zona Distretto Valdichiana –. Nelle fasi iniziali e moderate è fondamentale favorire la socializzazione e mantenere attive le abilità cognitive e relazionali; nelle fasi più avanzate possono comparire disturbi psicologici e comportamentali, per i quali gli approcci non farmacologici possono rappresentare un importante supporto. La bambola può diventare un “ponte emotivo”, capace di offrire conforto, vicinanza e sicurezza e favorire il benessere della persona».
Le prime due bambole sono quelle realizzate e regalate da Eleonora Cortonicchi. «Il mio incontro con la Doll Therapy nasce da un’esperienza personale – racconta Eleonora Cortonicchi –. Nel 2016 portai una delle mie bambole a casa dei miei nonni. Mio nonno, che viveva con una demenza accompagnata da disturbi comportamentali, vedendola sorrise, si distese e iniziò a dedicarle attenzioni e gesti di cura. Anche mia nonna, che si prendeva cura di lui, trovava in quei momenti un sollievo. Quell’esperienza mi ha spinta a formarmi e ad approfondire il corretto utilizzo della Doll Therapy. Donare due delle mie bambole a questo progetto significa mettere questa esperienza a disposizione del benessere di altre persone».
La Giornata Mondiale dell’Alzheimer è anche un’occasione per riconoscere il lavoro degli operatori e la collaborazione con le realtà del territorio, tra cui Cooperativa K2B, Cooperativa Comars e AIMA. «Prendersi cura di una persona con demenza – sottolinea il dott. Roberto Francini, direttore della Zona Distretto Valdichiana Aretina – significa costruire intorno a lei e alla sua famiglia una rete capace di accompagnarle nelle diverse fasi della malattia. La terapia della bambola arricchisce le esperienze già attive e rafforza un modello di assistenza nel quale la persona rimane sempre al centro, valorizzando la relazione, l’ascolto e la dimensione affettiva».