giovedì, 17 Settembre 2026

LAZIO. D’AMATO A ROCCA: “POCO DA ESULTARE, CRESCONO DISUGUAGLIANZE E SPESA PRIVATA”

“La narrazione edulcorata di Rocca sulla sanità, emersa nell’intervista rilasciata a RomaToday, è assolutamente fuori luogo. La realtà è ben diversa, segnata fortemente da un aumento delle disuguaglianze negli ultimi anni. Innanzitutto, Rocca omette di dire che questo Governo nazionale è quello che negli ultimi dieci anni ha investito di meno nel nostro servizio sanitario, tanto è vero che la percentuale del fondo sanitario rispetto al Pil è scesa al 6,1 per cento, punto più basso dell’ultimo decennio.

In questo contesto, nel Lazio è aumentata fortemente la spesa totalmente privata per le famiglie, con una variazione annua del più 6,5 per cento tra il 2022 e il 2025, sfiorando, secondo i dati elaborati da Gimbe sul Sistema Tessera Sanitaria, circa mille euro pro capite e portando così il Lazio ad essere tra le prime regioni italiane per il carico di spesa totalmente privata per le famiglie per curarsi. Inoltre, se prendiamo il numero totale delle ricette dematerializzate per la specialistica ambulatoriale e la diagnostica emesse complessivamente nella nostra regione, solamente dieci su cento vanno a buon fine, ovvero ogni cento prescrizioni seguono solamente dieci prestazioni rese all’interno del servizio sanitario regionale. Significa che il cittadino o ricorre alla prestazione privata o rinuncia alle cure.

Questo rapporto è frutto anche della scellerata delibera di riduzione della validità delle ricette, che porta il Lazio ad essere la maglia nera in Italia. Sul versante dell’erogazione dei Lea, per la parte che riguarda la prevenzione, si sono perse molte posizioni nel ranking nazionale e addirittura nelle vaccinazioni pediatriche obbligatorie si è andati sotto la soglia di sicurezza, definita dall’Oms come immunità di gregge. Per quanto riguarda la sanità territoriale, Rocca ha ereditato la programmazione e la progettazione, nonché la copertura finanziaria delle Case della comunità e degli Ospedali di comunità, fatte attraverso i fondi del PNRR con oltre 800 milioni di euro. Ebbene, a oggi solo il 5 per cento di questa rete territoriale soddisfa appieno tutti i criteri del DM 77. Il compito era quello di coinvolgere i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, mentre con loro si è cercato esclusivamente lo scontro e la montagna ha partorito poi il topolino di un piccolo debito orario che è assolutamente insufficiente a coprire i fabbisogni. Questo significa che ad oggi, nonostante la bulimica attività di inaugurazione da parte del presidente Rocca, la sostanza è molto poca, ovvero si inaugurano le strutture, ma senza la totalità dei servizi. Si continuano a trasferire risorse alla sanità privata e chiedo a Rocca di rendere pubblici gli accordi contrattuali che sono stati fatti negli ultimi anni. Alcuni gruppi della sanità privata hanno avuto notevoli incrementi.

E da ultimo si consegna un assegno in bianco garantendo alle strutture private accreditate la possibilità di prescrizione medica, con il rischio di non avere più il controllo della spesa e di alimentare contenziosi sugli extra budget. Insomma, c’è veramente poco da esultare. Finora la visione di Rocca è stata esclusivamente ragionieristica e manca il vero cuore dell’attività, che deve essere la prevenzione e la riduzione delle disuguaglianze. E il percorso di risanamento con l’uscita dal piano di rientro più volte annunciata è frutto di una lunga staffetta che ha riguardato tutti i governi regionali che si sono susseguiti dal 2008 in poi”. Così in una nota il consigliere regionale di Azione, Alessio D’Amato, risponde all’intervista rilasciata da Francesco Rocca a RomaToday.

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