mercoledì, 16 Settembre 2026

Valle d’Aosta. La rete dell’Azienda USL per le persone con demenza e le loro famiglie

Il Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) segue circa 300 pazienti l’anno. In crescita anche i percorsi “Palestra della Mente” e “A Casa è Meglio”. Il 19 settembre a Pollein un pomeriggio, organizzato dall’Associazione Alzheimer VdA, aperto alla popolazione per conoscere servizi e opportunità di sostegno

Aosta, 16 settembre 2026 – Una presa in carico che non si limita alla diagnosi e alla terapia, ma accompagna la persona con demenza e la sua famiglia nel tempo, attraverso interventi multidisciplinari, attività di stimolazione cognitiva, sostegno ai caregiver e supporto direttamente a domicilio. È la rete costruita dall’Azienda USL della Valle d’Aosta attraverso il Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) della Geriatria dell’Ospedale regionale di Aosta, che ogni anno segue un numero crescente di persone.

«La medicina degli ultimi decenni – sottolinea il Direttore sanitario dell’Azienda USL, Mauro Occhi – ha rincorso alcuni miti, primo tra tutti quello di curare la longevità. Ecco, la longevità non è una malattia: quello che dobbiamo fare è supportare la famiglia perché i propri cari – con le loro magagne e con le loro fragilità – non finiscano la propria autonomia in un letto. Questo è vero a maggior ragione se la persona non è anziana: l’esperienza dimostra che mantenere le relazioni ha un’efficacia anche superiore a quella dei farmaci. Ma dobbiamo dare alle famiglie la forza di restare presenti».

L’Assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Carlo Marzi: «Accompagnare una persona che convive con un disturbo cognitivo rappresenta una delle sfide assistenziali più complesse del nostro tempo, per i caregiver e per i familiari come per i servizi sociosanitari. Per questo le nostre azioni non possono limitarsi alla gestione del sintomo, ma devono fondarsi su una visione di salute più ampia, che ponga al centro la persona e l’intero nucleo familiare che la sostiene. In questa direzione si collocano le azioni previste dal Piano regionale delle attività a valere sul Fondo Alzheimer e Demenze che, insieme alla Cabina di regia dedicata e in raccordo costante con i Tavoli tecnici regionali e nazionali, investono in un sistema di cura flessibile e capace di mettere in rete strutture sanitarie, servizi territoriali, servizi sociali, progetti, comunità e famiglie. Nel fare questo un ringraziamento va anche alle Associazioni che con il loro instancabile lavoro di sostegno, tutela e sensibilizzazione, rappresentano un punto di riferimento per i pazienti e i loro cari».

Il CDCD prende in carico mediamente circa 300 pazienti all’anno, con un’attività in costante aumento. L’équipe multidisciplinare è composta da 3 geriatri, 2 neurologi, 3 neuropsicologi, 3 educatori, un’infermiera e un’assistente sociale, professionalità che consentono una valutazione complessiva dei bisogni clinici, cognitivi, assistenziali e sociali della persona e della sua famiglia.

«Stiamo lavorando per rendere il CDCD sempre più un servizio di prossimità, facilmente accessibile alle persone e alle famiglie, ma al tempo stesso un centro di riferimento specialistico per tutta la Valle d’Aosta – sottolinea il Dott. Franz De La Pierre, Direttore della Geriatria dell’Ospedale valdostano –. Le competenze maturate dall’équipe consentono infatti di affrontare con un elevato livello di specializzazione anche i nuovi orientamenti terapeutici e le più recenti opportunità in campo farmacologico, che richiedono percorsi di valutazione e presa in carico sempre più qualificati».

«La demenza rappresenta oggi una vera e propria emergenza sanitaria e assistenziale, con un importante coinvolgimento della famiglia, che rappresenta il principale supporto per l’anziano non autosufficiente – spiega la Dott.ssa Laura Manzini, geriatra del CDCD –. Il Centro offre una presa in carico multidisciplinare fin dalle prime fasi della malattia. Viene costruito un piano di cura, farmacologico e non farmacologico, che prevede il coinvolgimento dell’intero nucleo familiare».

Un elemento centrale del percorso è l’integrazione con i servizi presenti sul territorio, così da creare una rete di aiuto continuativa. «È fondamentale agire su più fronti – prosegue la Dott.ssa Manzini – dalla prevenzione primaria alla diagnosi tempestiva e all’intervento terapeutico, fino alle azioni rivolte a contenere gli effetti della malattia. Nelle demenze la presa in carico deve riguardare anche i familiari e i caregiver, che sono coinvolti direttamente e quotidianamente nell’assistenza».

Tra gli interventi non farmacologici rientra la “Palestra della Mente”, dedicata alla stimolazione e al mantenimento delle capacità cognitive residue nei pazienti con demenza in fase iniziale o intermedia. Nel 2025 sono stati 90 i pazienti presi in carico, un dato in crescita. Il servizio si avvale di 3 educatori, 3 neuropsicologi e un geriatra e propone attività inserite all’interno del percorso terapeutico, con l’obiettivo di sostenere le funzioni cognitive, favorire il mantenimento dell’autonomia e offrire occasioni di relazione e socializzazione.

Nell’ambito del CDCD è attivo anche il Servizio di Montagnaterapia, rivolto ai pazienti con diagnosi di disturbo cognitivo che partecipano alla “Palestra della Mente”. Il percorso prevede passeggiate di gruppo in montagna, accompagnate da uno o due Educatori professionali e da una Guida naturalistica. Alle uscite sul territorio si alternano momenti di rielaborazione in aula del percorso effettuato, con attività di stimolazione cognitiva che permettono di integrare movimento, relazione, orientamento e lavoro sulle capacità residue.

Accanto al lavoro svolto negli ambulatori, la rete si estende direttamente al domicilio attraverso il progetto “A Casa è Meglio”, che attualmente segue 30 famiglie, anch’esse in aumento. Il servizio, realizzato con la Cooperativa Noi e Gli Altri, coinvolge 5 psicologi, 3 educatori e un operatore socio-sanitario.

«L’équipe multidisciplinare composta da psicologi, educatori e operatori socio-sanitari si propone di fornire ai familiari o agli assistenti alla persona un kit di strumenti pratici per la gestione a domicilio di persone con malattie neurodegenerative, come demenze, Alzheimer e Parkinson – spiega la Dott.ssa Erica Farinet, neuropsicologa –. Oltre a individuare strategie adatte alla singola situazione e interventi utili nella quotidianità di queste famiglie, l’équipe osserva le criticità presenti e valuta le necessità del nucleo familiare, anche in vista dell’eventuale attivazione di successivi interventi domiciliari mirati e specifici».

Proprio per far conoscere maggiormente questa rete di servizi e creare un’occasione di informazione e incontro con la cittadinanza, anche in occasione della Giornata mondiale contro l’Alzheimer, sabato 19 settembre 2026, dalle ore 16:00, al Centro polivalente di Pollein – Grand Place, si terrà “Aperitivo Alzheimer – Insieme, per non dimenticare”.

L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Alzheimer Valle d’Aosta e si svolge con il patrocinio della Regione Autonoma Valle d’Aosta, dell’Azienda USL della Valle d’Aosta, del Comune di Pollein e con la partecipazione dell’Associazione Parkinson Valle d’Aosta.

Nel corso del pomeriggio saranno presentati i servizi del CDCD e le opportunità di sostegno disponibili per le persone con disturbi cognitivi e per le loro famiglie. Saranno presenti i professionisti dell’Azienda USL, tra cui il Dott. Franz De La Pierre, Direttore della Geriatria dell’Ospedale “Parini”, insieme agli operatori impegnati nei percorsi dedicati alle demenze. Interverranno inoltre i volontari dell’Associazione Alzheimer Valle d’Aosta e dell’Associazione Parkinson Valle d’Aosta, a disposizione per illustrare le rispettive attività.

Il programma prevede anche la presentazione del libro “La memoria fragile” del Prof. Paolo Maria Rossini, oltre alla presenza di operatori sociosanitari disponibili a fornire informazioni sui servizi. A conclusione dell’incontro è previsto un momento conviviale con aperitivo.

L’appuntamento rappresenta un’occasione per avvicinare cittadini e famiglie a una rete che punta su diagnosi tempestiva, continuità della presa in carico, interventi non farmacologici, sostegno ai caregiver e integrazione tra ospedale, territorio e domicilio, con l’obiettivo di tutelare il più a lungo possibile la qualità di vita delle persone con demenza e di chi se ne prende cura.

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