mercoledì, 16 Settembre 2026

Chirurgia del seno: uno studio multicentrico internazionale Italia-Grecia apre nuove prospettive per il lipofilling

Roma, 16 settembre 2026 – Pubblicato su Aesthetic Surgery Journal, rivista di assoluto riferimento mondiale della chirurgia plastica, uno studio randomizzato coordinato dal Prof. Pietro Gentile e con la partecipazione del Prof. Aris Sterodimas: a 24 mesi il tessuto adiposo arricchito con frazione stromale (SVF) mantiene un volume significativamente maggiore rispetto al lipofilling standard.

Una nuova prospettiva per la chirurgia ricostruttiva ed estetica della mammella arriva da uno studio multicentrico randomizzato che ha confrontato il lipofilling tradizionale con il trapianto di grasso arricchito con frazione vascolare stromale (SVF). Lo studio, dal titolo “SVF-Enriched Versus Standard Fat Grafting for Breast Reconstruction and Augmentation: A Prospective Multicenter Comparative Randomized Study”, coordinato da Pietro Gentile, professore associato di Chirurgia plastica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, e da Aris Sterodimas, responsabile della Chirurgia plastica e ricostruttiva del Metropolitan General Hospital di Atene, è stato pubblicato su Aesthetic Surgery Journal.

La ricerca ha coinvolto 312 pazienti in sei centri italiani e greci, randomizzati in due gruppi, con un follow-up medio di circa 29 mesi. L’obiettivo principale era valutare, attraverso la risonanza magnetica, la quantità di tessuto adiposo mantenuta nel tempo dopo il trattamento.

I risultati mostrano una maggiore persistenza volumetrica del grasso nel gruppo trattato con SVF. A 12 mesi, la ritenzione media del lipofilling arricchito con SVF è risultata pari al 71,8%, rispetto al 56,4% osservato nel gruppo sottoposto a lipofilling standard. Il vantaggio è rimasto evidente anche a 24 mesi, con valori rispettivamente del 66,2% e del 49,8%. Le differenze sono risultate statisticamente significative (p<0,001).

Anche la soddisfazione delle pazienti, misurata attraverso il questionario validato BREAST-Q, è risultata significativamente superiore nel gruppo SVF sia a 12 mesi sia a 24 mesi.

Complicanze e sicurezza

Particolare attenzione è stata dedicata alla valutazione delle complicanze. Il tasso complessivo di complicanze è risultato pari al 18,6% nel gruppo sottoposto a lipofilling standard e al 14,1% nel gruppo trattato con SVF, senza differenze statisticamente significative tra i due gruppi.

La necrosi adiposa è stata osservata nell’8,9% dei casi con tecnica standard e nel 5,1% con SVF (p=0,18), mentre la formazione di cisti oleose ha interessato rispettivamente il 6,4% e il 4,5% delle pazienti (p=0,42). Le infezioni sono state dell’1,9% nel gruppo standard e dell’1,3% nel gruppo SVF, mentre i sieromi hanno riguardato rispettivamente il 3,2% e il 2,6%. Nessuna delle differenze relative alle singole complicanze ha raggiunto la significatività statistica.

Durante il periodo di follow-up non sono stati registrati casi di infezione grave, embolia polmonare o eventi oncologici avversi.

Anche gli esami di risonanza magnetica hanno evidenziato esclusivamente reperti postoperatori benigni, tra cui necrosi adiposa, cisti oleose e calcificazioni stabili, senza evidenziare pattern di enhancement sospetti attribuibili al lipofilling. Gli autori sottolineano tuttavia che sono necessari controlli prolungati, in particolare nelle pazienti con una precedente storia di tumore della mammella.

«Questi risultati indicano una maggiore stabilità volumetrica del tessuto adiposo quando il lipofilling viene sottoposto al percorso di arricchimento con SVF – spiega Pietro Gentile – ma è importante interpretare i dati con rigore: lo studio ha valutato l’intero processo di preparazione del tessuto arricchito e non permette di attribuire il beneficio esclusivamente alla SVF. Saranno necessari ulteriori studi per chiarire il contributo biologico dei diversi passaggi. L’arricchimento con le SVF o, meglio, un tessuto adiposo con SVF maggiormente concentrata è stato ottenuto mediante procedure di “manipolazione minima”, basate prevalentemente su filtrazione, centrifugazione e lavaggio, nel pieno rispetto delle normative vigenti. Non sono infatti possibili espansioni cellulari o culture al di fuori di un laboratorio GMP».

Lo studio, pubblicato come Original Article e classificato con Level of Evidence 1 (Therapeutic), evidenzia inoltre il ruolo della risonanza magnetica tridimensionale come metodo standardizzato e riproducibile per la valutazione della persistenza volumetrica dopo il lipofilling mammario.

Gli autori precisano che la tecnica SVF è più complessa rispetto al lipofilling convenzionale e richiede una pratica clinica consolidata, testimoniata da pubblicazioni scientifiche nel campo, ulteriori procedure di processamento del tessuto adiposo, apparecchiature, tempi operativi e specifici controlli di qualità.

La ricerca apre quindi una prospettiva di interesse nell’ambito della chirurgia plastica rigenerativa della mammella. Gli stessi autori sottolineano tuttavia la necessità di ulteriori studi prospettici, follow-up più lunghi e ulteriori approfondimenti sul contributo biologico specifico della SVF.

Notiziario

Archivio Notizie