venerdì, 11 Settembre 2026

Campus Bio-Medico, dalla piazza fino all’università, positivo il bilancio della Giornata Mondiale della Fisioterapia

Roma, 11 settembre 2026 – Da Piazza del Popolo all’Università Campus Bio-Medico di Roma, passando per il Ministero della Salute: è stata una Giornata Mondiale della Fisioterapia 2026 ricca di appuntamenti quella che, per due giorni, ha visto protagonista l’Ordine dei Fisioterapisti (OFI) del Lazio.

Due giornate, l’8 e il 9 settembre, dedicate alla cittadinanza, alle istituzioni, al territorio e ai professionisti di domani, durante le quali OFI Lazio ha portato al centro dell’attenzione il valore della fisioterapia nella prevenzione, nella cura, nella riabilitazione e nella promozione della salute, all’insegna del messaggio «Al cuore si comanda. La Fisioterapia per la salute cardiovascolare». Un’attenzione particolare è stata dedicata al contributo della professione nella prevenzione e nella presa in carico delle malattie cardiovascolari, principale causa di morte a livello globale, con oltre 20,5 milioni di decessi ogni anno, l’85% dei quali provocati da infarto e ictus.

Per OFI Lazio, la Giornata Mondiale della Fisioterapia 2026 è iniziata l’8 settembre a Piazza del Popolo, con un gazebo dove i professionisti dell’Ordine hanno incontrato romani e turisti, fornendo informazioni e consigli utili e facendo conoscere il ruolo della fisioterapia e dei fisioterapisti nella salute cardiovascolare. L’obiettivo è stato quello di accrescere la consapevolezza sull’importanza della prevenzione, dell’attività fisica e di una corretta presa in carico riabilitativa.

«La Giornata Mondiale della Fisioterapia – ha spiegato all’agenzia Dire la vicepresidente di OFI Lazio, Maria Rita Molinari – non è una ricorrenza da ricordare soltanto sul calendario, ma rappresenta un’occasione importante per valorizzare la nostra professione, il ruolo che ricopriamo all’interno dei servizi e l’impatto straordinario che la fisioterapia ha sulla vita e sulla qualità di vita delle persone».

«Il tema di quest’anno – ha proseguito Molinari – riguarda le malattie cardiovascolari e l’ictus. Noi non interveniamo soltanto dopo la malattia, quindi nella rieducazione funzionale, ma anche in un’ottica di prevenzione. È per questo che siamo stati a Piazza del Popolo: per informare i cittadini sul ruolo dei fisioterapisti e su come riconoscere un professionista iscritto all’Ordine. Grazie a tutti i fisioterapisti e a tutte le fisioterapiste per il lavoro che svolgono quotidianamente negli ospedali, nelle RSA, nelle strutture territoriali, nell’assistenza domiciliare e negli ambulatori, dove, con le loro competenze, con l’empatia, con il cuore e con le mani, riescono a migliorare la qualità di vita e le capacità di movimento delle persone, che rappresentano anche un elemento fondamentale della loro dignità».

L’iniziativa di Piazza del Popolo ha riscosso, anche quest’anno, un notevole successo e un’ampia partecipazione. Tra le numerose persone che si sono avvicinate al gazebo di OFI Lazio c’è stato anche chi ha voluto raccontare la propria esperienza positiva con la fisioterapia.

«Dopo la morte di mio padre – ha raccontato la signora Antonia – mia madre ha avuto un crollo e, pochi mesi dopo, è stata colpita da un ictus. Noi, però, l’abbiamo sempre curata con grande attenzione, perché se lo meritava. Proprio grazie alla fisioterapia, mia madre è vissuta altri 25 anni e con orgoglio posso dire che due miei nipoti sono fisioterapisti. Per mia madre la fisioterapia è stata davvero un salvavita».

Per OFI Lazio, la novità più importante della Giornata Mondiale 2026 è stata «Fisioterapista in farmacia», progetto innovativo e sperimentale nato con l’obiettivo di avvicinare ulteriormente la fisioterapia ai cittadini e intercettare precocemente i bisogni riabilitativi della popolazione.

Il progetto intende valorizzare la farmacia come presidio sanitario di prossimità e luogo privilegiato di contatto con i cittadini, introducendo al suo interno la presenza del fisioterapista per offrire una prima risposta qualificata ai bisogni riabilitativi. L’iniziativa è stata presentata presso la farmacia del centro commerciale Euroma2.

«Come Consiglio Direttivo, condividendo il progetto con Federfarma, Assofarm e l’Ordine dei Farmacisti di Roma – ha spiegato la presidente di OFI Lazio, Annamaria Servadio – abbiamo deciso di lanciare, proprio in questa Giornata che per noi ha un forte valore simbolico, il progetto sperimentale “Fisioterapista in farmacia”, frutto di un lavoro intensissimo durato due anni. La farmacia del centro commerciale Euroma2 è una delle 30 farmacie che hanno aderito al progetto, che partirà formalmente nel mese di ottobre. I fisioterapisti che hanno aderito alla sperimentazione saranno presenti nelle farmacie indicate sul sito di OFI Lazio per contribuire al Servizio sanitario regionale. Offriranno la loro prestazione e la loro valutazione in termini di orientamento, supporto e sostegno ai cittadini, rispondendo alle loro necessità, ai loro quesiti e alle loro domande».

«È un’idea innovativa – ha sottolineato il consigliere di OFI Lazio e referente del progetto “Fisioterapista in farmacia”, Davide Savini – perché mette insieme le competenze dei fisioterapisti del Lazio e le farmacie dei servizi, già individuate dal DM 77 come punti privilegiati di screening sul territorio. Gli studi internazionali suggeriscono che l’accesso allo screening fisioterapico migliori gli esiti di salute dei cittadini, ma noi vogliamo testare e validare questo modello sul campo prima di metterlo a regime. Grazie alla collaborazione di professionisti qualificati, lo faremo attraverso l’utilizzo, nelle farmacie, di questionari standardizzati, elaborati in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze della Sapienza Università di Roma. Siamo davvero molto entusiasti».

Spazio, poi, all’incontro con le istituzioni, organizzato dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Fisioterapisti (FNOFI), e alla tavola rotonda dal titolo «Il ruolo cruciale della fisioterapia nella prevenzione, nella cura e nella riabilitazione delle malattie cardiovascolari e dell’ictus», svoltasi presso l’Auditorium «Cosimo Piccinno» del Ministero della Salute.

Alla tavola rotonda hanno preso parte, tra gli altri, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato; l’on. Marta Schifone, componente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati; la dott.ssa Mariella Mainolfi, Direttore della Direzione Generale delle Professioni Sanitarie e delle politiche in favore del Servizio Sanitario Nazionale del Ministero della Salute; il presidente della FNOFI, Piero Ferrante; il presidente dell’Associazione Italiana di Fisioterapia, Andrea Turolla; e il professor Danilo Toni, ordinario di Neurologia presso Sapienza Università di Roma.

Hanno invece inviato un contributo video la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, e il presidente dell’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale (ALICe Italia Odv), Andrea Vianello.

All’importante appuntamento ha preso la parola anche la presidente di OFI Lazio. «Quello dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio – ha evidenziato Annamaria Servadio – è un impegno enorme. Voglio ringraziare le istituzioni che, insieme alla nostra Federazione, hanno reso possibile questo momento di riflessione e confronto, che arricchisce moltissimo la fisioterapia e ne rafforza il valore all’interno del sistema salute».

Il 9 settembre l’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio ha fatto tappa all’Università Campus Bio-Medico di Roma, dove ha incontrato gli studenti del terzo anno dei Corsi di laurea in Fisioterapia degli atenei del Lazio. Un momento pensato per dialogare con chi si sta formando e si prepara a entrare nella professione, condividendo esperienze, prospettive e responsabilità che accompagneranno il futuro percorso professionale.

«Abbiamo celebrato qui, all’Università Campus Bio-Medico di Roma, la Giornata Mondiale della Fisioterapia. Ringraziamo OFI Lazio – ha dichiarato la professoressa Federica Bressi, presidente del Corso di laurea in Fisioterapia UCBM – per averci coinvolto in questa interessante e importante iniziativa, che rappresenta un’opportunità per il nostro ateneo e per tutti gli atenei della regione. Ringrazio il Magnifico Rettore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, professor Rocco Papalia, per aver reso tutto ciò possibile, per la sensibilità dimostrata verso questa tematica e per averci messo nelle migliori condizioni per realizzare l’evento. Questa Giornata Mondiale è stata un appuntamento importante perché ha visto una grande partecipazione degli studenti, quindi dei più giovani, che hanno bisogno di essere orientati per comprendere chi sono, cosa faranno e quale sarà il loro percorso. Noi docenti e specialisti abbiamo, dunque, un’importante responsabilità nei loro confronti. Abbiamo visto come il fisioterapista abbia oggi un ruolo centrale nella cura del paziente, nella prevenzione e nella gestione della cronicità e della sua complessità, in tutte le età della vita: dal paziente pediatrico all’adulto, fino alla persona anziana».

«Abbiamo anche visto – ha sottolineato Bressi – che questa professione richiede una grande preparazione in tutti gli ambiti: non si riabilita soltanto il paziente con problematiche ortopediche, ma sono necessarie anche competenze cardiologiche, oncologiche e pneumologiche. Ciò che più ci sta a cuore ricordare è che il fisioterapista deve restituire indipendenza, autonomia, qualità di vita e dignità. È quindi importante che il fisioterapista di oggi e di domani abbia una visione a 360 gradi e un approccio biopsicosociale, come ci ricorda l’OMS. Soprattutto, oltre alla competenza e allo studio, deve ricordare di avere davanti una persona, con la sua sensibilità, il suo vissuto e i suoi desideri, che talvolta si trova a dover iniziare un nuovo capitolo della propria vita, magari a causa di una menomazione o di una disabilità».

«Il fisioterapista – ha inoltre spiegato la presidente del Corso di laurea in Fisioterapia dell’Università Campus Bio-Medico di Roma – ha l’opportunità di avvalersi della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, strumenti che non sostituiscono assolutamente il suo operato, ma possono contribuire a migliorarne la sicurezza e la qualità. È però sempre il fisioterapista a decidere e ad assumersi la responsabilità delle proprie decisioni. Ringrazio OFI Lazio, in particolare la presidente Annamaria Servadio e tutta la dirigenza dell’Ordine; ringrazio la mia Università e il Magnifico Rettore, perché giornate come questa devono continuare a esserci».

«La celebrazione della Giornata Mondiale della Fisioterapia – ha sottolineato Annamaria Servadio – non poteva concludersi in modo migliore. Come ogni anno, consolidiamo il format di questa celebrazione: siamo partiti dai cittadini, con iniziative dedicate alla vicinanza, all’orientamento e all’educazione terapeutica, proprio per riaffermare il valore della prossimità. Piazza del Popolo è per noi un luogo simbolico: è da lì che siamo partiti ed è lì che torniamo ogni anno per testimoniare concretamente la vicinanza alle persone e l’attività che il fisioterapista svolge al loro fianco. Poi c’è stato l’incontro con le istituzioni, un momento proficuo di confronto. Ringrazio ancora la Federazione per aver organizzato, insieme alle istituzioni del Ministero della Salute, una giornata così ricca di riflessioni. Infine, siamo tornati là dove tutto è iniziato per ciascuno di noi: la formazione. Ognuno di noi ha studiato in un’università; gli studenti sono il nostro futuro e la formazione rappresenta il cuore della nostra professione».

«Ringrazio l’Università Campus Bio-Medico di Roma per la straordinaria accoglienza, il Rettore e la presidente del Corso di laurea, professoressa Bressi, che ha espresso parole di grande valore per la fisioterapia e per i fisioterapisti. Il bilancio della Giornata Mondiale della Fisioterapia 2026 – ha concluso la presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio – è sicuramente positivo».

La due giorni di OFI Lazio ha così unito cittadini, istituzioni e mondo della formazione, mettendo al centro il ruolo della fisioterapia nella salute e nella prevenzione. Un percorso che guarda al presente, ma soprattutto al futuro della professione, individuando nella prossimità, nell’innovazione e nella formazione tre direttrici fondamentali.

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