giovedì, 10 Settembre 2026

74% universitari dorme meno del necessario. Alle Molinette percorsi personalizzati per riconoscere e curare disturbi del ritmo sonno-veglia

Torino, 10 settembre 2026 – Il 74% degli studenti universitari dorme meno di 8-9 ore, quanto raccomandato dall’Associazione Mondiale di Medicina del Sonno. Il 20% circa soffre di un vero e proprio disturbo del ritmo circadiano (gufi patologici), un disturbo caratterizzato dalla tendenza ad andare a letto e addormentarsi più tardi rispetto alla media della popolazione con cronotipo normale (intermedio) o anticipato (cosiddette allodole).

Questi soggetti hanno la necessità di protrarre il sonno nella prima parte della mattinata, una condizione raramente consentita dagli orari scolastici (ciclo secondario o università) o lavorativi. Si viene quindi a determinare una riduzione del tempo a disposizione per il riposo: la cosiddetta deprivazione di sonno (social jet lag).

Tale condizione comporta inevitabilmente un incremento dello stress percepito, dell’affaticamento diurno, sonnolenza patologica, sintomatologia ansiosa e depressiva, oltre ad una riduzione del profitto scolastico. Un disturbo in gran parte sottodiagnosticato o confuso con le insonnie e, quindi, non trattato o trattato in modo inappropriato, con una prevalenza stimata tra il 7 e il 16% nella popolazione generale, non solo studentesca (circa 45.000 soggetti in Piemonte).

Al Centro di riferimento regionale di Medicina del Sonno dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino (diretto dal professor Alessandro Cicolin), in collaborazione con i Dipartimenti di Neuroscienze e Psicologia dell’Università degli Studi di Torino, sono stati messi a punto protocolli terapeutici individualizzati sulla base di un monitoraggio strumentale del ciclo di sonno.

I protocolli destinati a questi pazienti sono basati su tecniche non farmacologiche ad indirizzo comportamentale (cronoterapia, cioè il sistematico spostamento del periodo di sonno fino alla sua normalizzazione), associate a fotostimolazione (bright light therapy, l’esposizione al risveglio ad un dispositivo medico che emette una luce calibrata per intensità e temperatura di colore) e melatonina.

Il sonno è un bisogno fondamentale per la vita e per il benessere fisico e mentale, come l’acqua, il cibo, l’aria, anche se ancora poco valorizzato nella quotidianità. È infatti coinvolto nei processi che regolano attenzione, memoria ed emozioni, ormoni e funzione cardiovascolare.

Non può sorprendere, quindi, che numerose evidenze scientifiche dimostrino che le alterazioni del sonno, in termini di quantità o di qualità, rappresentino un fattore di rischio per infarto, ictus, diabete, obesità, cancro e demenza, con il conseguente incremento dei costi sanitari e sociali.

Il Centro di Medicina del Sonno delle Molinette, fondato nel 1999, e riconosciuto dal 2003 come centro di riferimento regionale per i disturbi del sonno, ha attualmente in carico oltre 9.000 pazienti affetti da insonnie croniche complesse, disturbi motori e respiratori nel sonno, sonnambulismo, epilessia nel sonno e narcolessia, oltre ai disturbi del ritmo circadiano. Svolge attività diagnostica strumentale (monitoraggio del ciclo sonno-veglia, monitoraggio cardiorespiratorio con muscoli tibiali, polisonnografia ambulatoriale ed in laboratorio, test di vigilanza) e terapeutica (terapie farmacologiche e non farmacologiche, ventilazione non invasiva).

Il personale operante nel Centro si avvale di infermieri, tecnici, psicologi e medici esperti ed addestrati nella diagnosi e nella terapia dei disturbi del sonno. È riconosciuto quale centro multidisciplinare, ad indirizzo neuropsichiatrico e cardiorespiratorio, dall’Accademia Italiana di Medicina del sonno e certificato, per gli studi preclinici e clinici farmacologici, da Clinilabs Inc (Eatontown, NJ, USA).

«È un argomento di cui si parla troppo poco e che viene sottovalutato, eppure i problemi legati al sonno sono in continuo aumento, soprattutto tra i nostri giovani. I dati del Centro di medicina del Sonno dell’ospedale Molinette lo confermano senza ombra di smentita. Il Centro è una delle numerose eccellenze che fanno parte della nostra Città della Salute», dichiara il direttore generale dell’AOU Città della Salute e della Scienza, Livio Tranchida.

«Dormire bene non significa semplicemente riposare, ma prendersi cura della propria salute. I dati sui giovani ci ricordano quanto sia importante aumentare la consapevolezza su disturbi ancora troppo spesso sottovalutati o confusi con l’insonnia, che possono avere conseguenze sul benessere fisico e psicologico, sulla capacità di concentrazione e sulla qualità della vita. Il Centro di Medicina del Sonno delle Molinette rappresenta un punto di riferimento prezioso per il Piemonte, grazie a un approccio multidisciplinare che permette di arrivare a una diagnosi corretta e costruire percorsi terapeutici personalizzati, anche attraverso tecniche non farmacologiche. Informazione, prevenzione e appropriatezza delle cure sono fondamentali soprattutto quando parliamo della salute dei nostri giovani», sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi.

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