domenica, 6 Settembre 2026

Ortottista di primo livello in Lombardia. Presidente Commissione d’Albo di Milano: “Nostro ruolo a presidio della salute visiva”

Milano, 4 settembre 2026 – Regione Lombardia ha approvato un progetto di riorganizzazione dell’assistenza oculistica che prevede il coinvolgimento della figura dell’Ortottista nella valutazione di primo livello dei pazienti.

Esprime la sua soddisfazione il Presidente della Commissione d’Albo Ortottisti di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio, Davide Vaglia: “Come professionisti non possiamo che accogliere con entusiasmo questa attenzione verso competenze centrali per il nostro profilo. Prevenzione, valutazione funzionale, studio della motilità oculare e della visione binoculare e riabilitazione rappresentano da sempre il cuore dell’attività dell’Ortottista”.

Anche il Presidente dell’Ordine e della Federazione nazionale Ordini TSRM e PSTRP, Diego Catania, accoglie con favore l’iniziativa: “È una riprova del fatto che le competenze che abbiamo sempre presentato, nelle opportune sedi istituzionali, come strumento di potenziamento della sanità territoriale, rappresentano a tutti gli effetti un valore aggiunto e un fattore chiave per l’ottimizzazione del sistema”.

Due le linee su cui si articola il progetto: per l’area pediatrica, l’introduzione di uno screening ortottico ambulatoriale in età pre scolare; per gli adulti, la presa in carico ortottica delle richieste di valutazione per calo visus e necessità di prescrizione o aggiornamento di lenti correttive.

Commenta Vaglia: “Il progetto può rappresentare una preziosa occasione per dare maggiore visibilità e struttura a competenze già consolidate, senza però limitare la percezione della professione alla sola funzione di ‘primo livello’. È importante continuare a valorizzare anche gli altri ambiti nei quali l’Ortottista esprime quotidianamente la propria professionalità, come la gestione dei disturbi della visione binoculare e della diplopia nell’adulto”.

Conclude il Presidente Catania: “Auspico che questa iniziativa rappresenti non un punto d’arrivo, ma un passo nella direzione giusta, e non solo a livello regionale. È bene che i professionisti siano coinvolti in percorsi sperimentali in grado di metterne in luce l’importanza, ma occorre ricordare che le loro competenze sono sempre state al servizio del sistema salute: una risorsa non tanto da scoprire, quanto da potenziare e da riconoscere pienamente”

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