venerdì, 4 Settembre 2026

Onotri (SMI): “Medici in sciopero il 15 e 16 settembre contro l’accordo stralcio sulle Case di Comunità”

Roma, 4 settembre 2026 – Le procedure di raffreddamento e conciliazione con il Ministero del Lavoro si sono concluse con esito negativo nell’incontro di ieri, per questo confermiamo lo sciopero del 15 e 16 settembre 2026 per chiedere la disapplicazione dell’Accordo Collettivo Nazionale stralcio di Medicina Generale sulle Case di Comunità per i nostri iscritti, così Pina Onotri, Segretario Generale SMI rende pubblica la notizia.

La nostra decisone è scaturita dall’assenza di impegni precisi da parte della Parte Pubblica in merito alle nostre rivendicazioni su: abolizione del “Ruolo Unico”, introdotto con la Legge Balduzzi, considerato la causa principale della burocratizzazione e della fuga dalla professione. Per lo stop al debito orario coatto e rimozione dell’obbligo per i MMG di coprire fino a sei ore settimanali nelle Case di Comunità, trasformando tale attività in un contratto orario autonomo, flessibile e su base esclusivamente volontaria. Per il rilancio della Medicina dei Servizi, con il potenziamento di quest’area per coprire le strutture territoriali e abbattere le liste d’attesa, garantendo ai professionisti le stesse tutele della dirigenza medica. Per l’istituzione della specializzazione universitaria con il passaggio della formazione della medicina generale sotto l’alveo accademico per garantire dignità agli standard europei, con il riconoscimento dell’equipollenza del titolo per chi ha già maturato esperienza sul campo; per il doppio canale di accesso alla professione (dipendenza e convenzione) e per il rafforzamento degli organici del 118.

Raccogliamo, inoltre, la sofferenza di tanti giovani medici e giovani colleghe inseriti nel RUAP (Ruolo Unico di Assistenza Primaria) perché subiscono una grave penalizzazione dall’ACN stralcio di giugno 2026. Sono costretti, infatti, a carichi di lavoro insostenibili (fino a 60 ore settimanali) senza adeguate tutele sindacali (malattia, maternità, ferie) o flessibilità (mancanza di part-time).

Saranno, comunque, assicurate visite domiciliari urgenti, con riguardo alle condizioni cliniche e alla possibilità di mobilità del paziente, assistenza domiciliare integrata, assistenza domiciliare programmata a malati terminali, nonché le ulteriori prestazioni definite indispensabili nell’ambito degli accordi regionali.

Intendiamo, in questo modo, inaugurare una grande stagione di mobilitazione, chiamando i propri iscritti e i simpatizzanti a sostenere questa battaglia a difesa del lavoro dei medici di famiglia. In tal senso, la petizione presentata a fine luglio alla Camera dei Deputati, che ha raggiunto già in 30 giorni più di 8000 firme, è di grande auspicio e sostegno.

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