Aosta, 28 agosto 2026 – Un Servizio per le Dipendenze Patologiche sempre più aperto, accessibile e vicino alle persone, capace di occuparsi non soltanto delle dipendenze tradizionalmente associate al SerD, ma anche di tabagismo, gioco d’azzardo, farmacodipendenze, dipendenze comportamentali e nuove forme di disagio.
È stato presentato oggi dall’Azienda USL della Valle d’Aosta il nuovo portale web del Servizio per le Dipendenze Patologiche (SerD), diretto dal dottor Gerardo Di Carlo.
Il portale nasce come una vera e propria estensione digitale del Servizio: uno spazio attraverso il quale raggiungere un numero sempre maggiore di persone, raccontare la molteplicità delle attività svolte, far conoscere le équipe e le possibilità di trattamento e, soprattutto, ridurre la distanza tra il SerD e chi potrebbe avere bisogno di aiuto.
L’obiettivo è anche culturale: contrastare lo stigma che ancora accompagna le dipendenze patologiche e le persone che ne soffrono, superando una visione ormai anacronistica che associa la dipendenza al vizio o alla mancanza di volontà.
Il nuovo portale è stato progettato per essere accessibile, visivamente attrattivo, semplice da utilizzare e chiaro nei contenuti. Al suo interno trovano spazio le diverse forme di dipendenza, le équipe di trattamento, i percorsi assistenziali, i trattamenti innovativi e le attività di prevenzione.
Il progetto digitale comprende anche l’avvio e la gestione di nuovi canali social dedicati, a partire da Instagram e TikTok, con l’obiettivo di utilizzare linguaggi e strumenti differenti per raggiungere pubblici diversi e, in particolare, le fasce più giovani della popolazione. Il portale è raggiungibile all’indirizzo serd.ausl.vda.it. Il nuovo canale Instagram è @serd.vda.
I dati sull’attività confermano una crescita significativa della capacità del Servizio di intercettare i bisogni della popolazione. Nel primo semestre 2026 sono 1.384 le persone contattate dal SerD, rispetto alle 1.189 del 2025, alle 988 del 2024, alle 982 del 2023 e alle 914 del 2022. In quattro anni l’incremento è quindi del 51,4%. Anche le persone complessivamente prese in carico sono aumentate del 45,5% dal 2022: 1.172 nel primo semestre 2026, contro 1.152 nel 2025, 956 nel 2024, 843 nel 2023 e 805 nel 2022.
Nel primo semestre 2026 le prese in carico comprendono, tra le altre, 368 persone per tossicodipendenza, 259 per alcoldipendenza, 133 per tabagismo, 34 per gioco d’azzardo patologico e 23 per farmacodipendenza. A queste si aggiungono le persone seguite in carcere, quelle inviate dalla Commissione patenti, dal Tribunale, dai Servizi sociali o dal Medico del lavoro e i familiari e gli educatori presi in carico dal Servizio.
Particolarmente significativo è il dato relativo al tabagismo: le persone prese in carico sono passate dalle 33 del primo semestre 2022 alle 133 del primo semestre 2026, con un aumento superiore al 300%. Nel solo 2026, inoltre, il tabagismo rappresenta la prima categoria tra i nuovi accessi per dipendenza, con 60 nuovi utenti, davanti alla tossicodipendenza (40) e all’alcoldipendenza (26). Un dato che contribuisce a rendere più comprensibile quanto il tema della dipendenza riguardi potenzialmente una parte molto ampia della popolazione e non possa essere circoscritto a categorie sociali o a sostanze specifiche.
«Abbiamo pensato al nuovo portale come a un’estensione nel web del SerD – spiega il dottor Gerardo Di Carlo, direttore della Struttura complessa SerD e responsabile dell’Ambulatorio rTMS –. Vogliamo raggiungere più persone e mostrare la multiformità del nostro lavoro, l’innovazione, i risultati. Ma c’è un obiettivo altrettanto importante, che ci sta particolarmente a cuore: abbattere lo stigma. È un pregiudizio che i nostri pazienti e i nostri operatori incontrano ancora troppo spesso e che, incredibilmente, è presente talvolta anche all’interno del mondo sociosanitario, dove sopravvive l’idea della dipendenza come vizio e scelta deliberata. La dipendenza è invece una condizione complessa con ricadute e costi sanitari e sociali elevatissimi, che può riguardare persone molto diverse tra loro, con quadri clinici molto differenti e che può essere prevenuta e trattata. Parlare, ad esempio, dei fumatori e dei percorsi per il tabagismo aiuta a comprendere quanto questo fenomeno sia vicino alla vita quotidiana di tutti e sia una priorità di salute pubblica».
Il Servizio dispone oggi di percorsi e competenze diversificate e utilizza anche trattamenti innovativi, tra i quali la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS), nell’ambito di percorsi specialistici dedicati.
L’evoluzione dell’utenza mostra inoltre un progressivo aumento dell’accesso femminile. Nel primo semestre 2026 gli utenti risultano 916 uomini e 357 donne. Le donne rappresentano quindi il 28,1% e sono aumentate del 61,5% rispetto al primo semestre 2022, quando erano 221.
Anche la distribuzione per età restituisce l’immagine di un Servizio rivolto a una popolazione molto ampia: nel primo semestre 2026 risultano 44 utenti tra 16 e 19 anni, 81 tra 20 e 24, 118 tra 25 e 29, 240 tra 30 e 39, 256 tra 40 e 49, 292 tra 50 e 59 anni e 238 con 60 anni o più.
Il SerD si configura quindi sempre più come un servizio territoriale di prevenzione, intercettazione precoce, cura e accompagnamento, rivolto non soltanto alla persona con una dipendenza già conclamata, ma anche a chi presenta comportamenti a rischio e a familiari ed educatori che cercano informazioni, orientamento e supporto.
La presentazione del nuovo portale si inserisce nella più ampia strategia di rafforzamento dell’assistenza territoriale e della prevenzione dell’Azienda USL.
«Per il nostro sistema sanitario di vallata – sottolinea il direttore sanitario dell’Azienda USL, dottor Mauro Occhi – sono attesi cambiamenti importanti: di fronte a costi sempre maggiori per nuove tecnologie, nuovi farmaci e nuove strumentazioni (ogni anno il bilancio aziendale vede crescere questi costi di oltre il 10%) abbiamo un doppio imperativo: confermare l’attuale livello di servizi e traguardare quelli “di bassa soglia”, cioè servizi che puntano a prendere in carico le persone, disinnescare le minacce al loro stato di salute e offrire loro dei percorsi che possano evitare il self-service sanitario. Il SerD è uno di questi servizi. Insieme a consultorio, servizi domiciliari, centri di salute mentale, centri diurni, ambulatori di prossimità ed altri ancora, copre quella che genericamente si definisce “l’area del disagio”. Offrire servizi a questi utenti vuol dire fare qualità, vuol dire proporre una sanità moderna, di basso impatto, prossima alla casa delle persone, basata su un patto sottoscritto di mutua responsabilità – nostra e loro – e soprattutto una sanità “leggera”, votata a recuperare le autonomie. Per far questo dobbiamo superare degli stereotipi; uno di questi è quello del “più ce n’è meglio è”. Non è vero che più medicine, più ecografie, più risonanze, più esami del sangue, più controlli abbiano reso migliore il nostro servizio sanitario. È vero il contrario: chi corre a scegliere ha quasi sempre i servizi che vuole, i meno attrezzati rischiano di rimanere ai margini».
«La Valle d’Aosta – una delle poche regioni a poterlo fare – è in grado di mantenere il top di gamma delle tecnologie ospedaliere e nello stesso tempo non dimenticare per strada i fragili – prosegue Occhi –. La nostra Azienda sanitaria ha speso negli anni successivi al Covid oltre 12 milioni in sofisticate tecnologie diagnostiche. Questo ha evitato la corsa al pronto soccorso nei giorni di Natale? No, perché sono migliaia quelli che preferiscono ancora non vaccinarsi contro l’influenza (nonostante vaccinarsi sia gratis e all’azienda sanitaria costi solo 5 euro). Abbiamo evitato le liste di attesa per un esame diagnostico? Neppure. Perché troppi esami sono ancora condotti con fragili giustificazioni. C’è solo un modo per disegnare il futuro sistema sanitario: un’altissima tecnologia per la medicina personalizzata nelle condizioni complesse e una rete di servizi a bassa soglia (ed alto rendimento) dove un patto tra camici bianchi e cittadini non lasci nessuno indietro. Come si fa adesso nel nostro SerD».
L’assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali Carlo Marzi aggiunge: «Rafforziamo l’impegno diretto ad avvicinare i servizi alle persone e a combattere lo stigma, sovente primo ostacolo nel riconoscere le complessità che si celano dietro alle dipendenze e alle diverse espressioni di disagio che colpiscono le nostre comunità. Per dare risposte più efficaci rispetto a temi come le dipendenze già nel 2024, con il nuovo Atto aziendale, abbiamo rinforzato il SerD trasformandolo in Struttura complessa con un primariato: da allora il contributo alla lotta alle dipendenze di questa struttura, coordinata dal dottor Di Carlo, si è ancora più intensificato anche attraverso nuove progettualità, rivolte in particolare ai più giovani. Queste nuove modalità comunicative sono coerenti con l’azione di sensibilizzazione che come Assessorato stiamo perseguendo, nell’ottica di rendere le persone maggiormente informate e di trasformare argomenti di natura sanitaria, che di per sé non sempre risultano così facilmente fruibili, più accessibili a tutte le persone. Una comunità informata e coesa favorisce la salute mentale, la partecipazione civica e il benessere collettivo condividendo l’importanza di comunicare oltre il pregiudizio rispetto ad argomenti che, come le dipendenze, vanno trattate in un’ottica comunitaria facendo rete sul territorio».
La realizzazione del nuovo progetto è finanziata attraverso fondi ministeriali vincolati. L’investimento previsto è di 9.000 euro più IVA al 22% per la realizzazione del portale web e di 12.200 euro per l’avvio e la gestione dei canali social.
L’investimento nella comunicazione è parte integrante della strategia di prevenzione: essere presenti nei luoghi digitali frequentati dalla popolazione, offrire informazioni corrette e facilmente accessibili e consentire alle persone di conoscere il Servizio prima ancora di averne bisogno significa infatti ridurre le barriere all’accesso e favorire una richiesta di aiuto più precoce.
Il nuovo portale e i canali social diventano così ulteriori strumenti di una politica sanitaria che punta a intervenire prima che il problema diventi emergenza, avvicinando il Servizio alle persone e rendendo più semplice chiedere informazioni e aiuto.