Lucca, 17 agosto 2026 – Prevenire significa arrivare prima del disagio, accompagnando le giovani e i giovani nella crescita e aiutandoli a sviluppare competenze emotive, relazionali e sociali, consapevolezza e capacità di chiedere aiuto.
È in questa prospettiva che si inseriscono le attività realizzate nel territorio della Piana di Lucca dalla struttura di Educazione e promozione della salute e dal Consultorio giovani della Zona Piana di Lucca, in collaborazione con gli istituti scolastici, che hanno coinvolto nell’ultimo anno oltre 1.500 tra studentesse e studenti, insegnanti, genitori e altri soggetti della comunità educante.
Un contributo che fa parte di una rete territoriale molto più ampia. Grazie anche alla programmazione degli enti locali e alla sempre più solida e diffusa rete delle Scuole che promuovono salute (SPS), nelle scuole vengono infatti condivisi e realizzati progetti e buone pratiche realizzati da associazioni e altre realtà della comunità, insieme agli interventi di diversi servizi sanitari. Una pluralità di competenze che permette di affrontare la prevenzione e il benessere delle nuove generazioni da prospettive differenti e con un approccio olistico (“One Health”) e integrato.
Nel corso dell’anno, i progetti dell’Educazione e promozione della salute e del Consultorio giovani hanno dunque coinvolto numerosi istituti scolastici della Piana di Lucca, all’interno dei quali vengono proposti percorsi differenziati per età e bisogni evolutivi, con particolare attenzione alle Life skills e alle competenze emotive e relazionali: riconoscere e comunicare le emozioni, prendere decisioni consapevoli, rispettare i confini propri e altrui, affrontare il limite e il rifiuto, sviluppare pensiero critico e sapere quando e a chi chiedere aiuto.
All’interno di questa funzione di promozione della salute trovano spazio anche le dimensioni affettiva, sentimentale, relazionale e sessuale della crescita. Attraverso attività di gruppo, discussioni e domande anonime si affrontano cambiamenti corporei, emozioni, relazioni, consenso, rispetto dei confini, sessualità consapevole, contraccezione e prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili.
“Il disagio che incontriamo nelle relazioni tra adolescenti – evidenzia Patrizia Fistesmaire, responsabile dell’unità funzionale Consultoriale – non può essere considerato soltanto un problema delle ragazze e dei ragazzi. Le giovani e i giovani ci restituiscono anche qualcosa del mondo che abbiamo costruito intorno a loro. Accompagnarli nella dimensione affettiva e relazionale significa aiutarli a tenere insieme mente e corpo, desiderio e responsabilità, libertà e rispetto”.
Il lavoro di prevenzione prosegue nel Consultorio giovani, a cui possono rivolgersi ragazze e ragazzi dai 13 ai 26 anni per ricevere informazioni, ascolto, consulenza e sostegno. Qui è possibile accedere alle diverse figure professionali dell’équipe consultoriale, in relazione ai propri bisogni, anche senza che sia già presente una situazione di disagio.
Tra le opportunità offerte rientra anche la contraccezione gratuita, all’interno dei percorsi previsti dal servizio, come parte della promozione della salute sessuale e riproduttiva e di scelte più consapevoli e responsabili.
Le attività non si rivolgono soltanto alle giovani e ai giovani: il Consultorio realizza anche percorsi di gruppo per genitori di figlie e figli adolescenti e interventi rivolti alle minori e ai minori stranieri non accompagnati.
A realizzare i percorsi nel setting scuola sono Frediana Barbieri, psicologa del Consultorio; Ilaria Pennucci, assistente sociale; Roberta Della Maggiora, Miriam Dinelli e Ilaria Arata della struttura Educazione e promozione della salute, insieme alle altre professionalità coinvolte.
“La promozione della salute funziona quando riesce ad arrivare prima dell’emergenza – sottolinea Luigi Franchini, responsabile dell’Educazione e promozione della salute Asl -. Non si tratta soltanto di informare o dire alle ragazze e ai ragazzi che cosa non devono fare, ma di sviluppare competenze: riconoscere un’emozione, comunicare, prendere decisioni consapevoli, rispettare un confine e sapere a quale servizio rivolgersi”.
Scuola, servizi sanitari, enti locali, associazioni e famiglie costituiscono così una rete nella quale ciascuno porta il proprio contributo. La prevenzione nasce anche da questa capacità di lavorare insieme e di offrire alle giovani e ai giovani opportunità, competenze e punti di riferimento prima che emerga il disagio.