Roma, 8 agosto 2026 – “Anche se si tratta di eventi rarissimi, quanto accaduto al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Ospedale San Raffaele di Milano, dove si è verificato uno scambio di provette durante il trasferimento di un embrione, impone una forte riflessione. Oggi, grazie alle moderne tecnologie, è praticamente impossibile incorrere in questi errori. Esistono, infatti, dei sistemi di tracciamento Witness in grado di tracciare prima i gameti, ovvero spermatozoi e ovociti, e successivamente gli embrioni in tutte le fasi di un programma di Procreazione Medicalmente Assistita. Bisogna inoltre considerare che nei Centri di PMA più grandi, all’apparato elettronico viene affiancato anche un sistema di monitoraggio umano da parte degli operatori, al fine di essere sicuri di non effettuare scambi né di gameti né di embrioni. Inoltre, prima di trasferire l’embrione viene sempre effettuato il riconoscimento della paziente. Nei Centri che effettuano la diagnosi genetica preimpianto, è poi possibile svolgere l’analisi genetica dell’embrione per fornire un ulteriore livello di controllo e sicurezza. Ritengo, quindi, che dopo i diversi episodi accaduti si debba valutare l’opportunità di rendere obbligatorio il sistema Witness in tutti i Centri di PMA”.
Lo afferma il professor Ermanno Greco, Presidente della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.) in merito alla vicenda dello scambio di provette avvenuto durante il trasferimento di un embrione al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Ospedale San Raffaele di Milano.