Il 70-80% dei focolai larvali in aree private: l’appello delle Aziende sanitarie alla collaborazione per contrastare insieme la diffusione di questi insetti.
Regione Emilia-Romagna, Comuni e Aziende sanitarie rafforzano il Piano di sorveglianza e controllo, ma il contributo dei cittadini è decisivo: bastano pochi gesti per proteggere la salute di tutti. Nel 2025 sono stati 12 i casi registrati a Parma e provincia di virus trasmessi da zanzara: 1 di dengue e 11 di West Nile.
Parma, 6 agosto 2026 – Con l’estate aumentano le occasioni di vivere gli spazi all’aperto, ma cresce anche la presenza delle zanzare, e quindi il rischio di contrarre alcune malattie virali come dengue, chikungunya, zika e West Nile. Nel 2026, ad oggi, a Parma e provincia, sono stati registrati 4 casi di West Nile e 1 di dengue, mentre nel 2025 i casi accertati di virus trasmessi da zanzare sono stati 12 (1 di dengue e 11 di West Nile).
“È sempre di grande importanza mantenere alta l’attenzione e unire gli sforzi non solo di Aziende sanitarie e istituzioni comunali ma anche dei cittadini per limitare la proliferazione delle zanzare e proteggere la salute di tutti”, sostiene Silvia Paglioli, direttrice del servizio Igiene e sanità pubblica dell’Azienda Usl di Parma.
La prevenzione parte dalle nostre case. Il contrasto alle zanzare non può essere efficace senza la collaborazione di tutti. Le aree pubbliche rappresentano infatti soltanto il 20-30% dei luoghi in cui le zanzare possono riprodursi, mentre il restante 70-80% è costituito da proprietà private.
Le zanzare hanno bisogno di quantità minime di acqua stagnante per deporre le uova. “Il cambiamento climatico in atto, che anche quest’estate vede intense piogge e lunghi periodi di caldo estremo, è una delle condizioni che favorisce la circolazione di zanzare”, afferma Lorenzo Ferri, referente per Azienda Usl di Parma del Gruppo tecnico di coordinamento regionale Zanzara tigre.
Per questo è importante eliminare regolarmente l’acqua presente nei sottovasi, negli annaffiatoi, nei secchi e in qualsiasi contenitore lasciato all’aperto, mantenere puliti tombini e grondaie ed evitare ristagni. Chi possiede un giardino dovrebbe inoltre mantenerlo curato e rimuovere gli sfalci d’erba. Quando non è possibile eliminare i ristagni d’acqua, è consigliabile utilizzare prodotti larvicidi, seguendo attentamente le indicazioni riportate in etichetta.
Diverso è il caso degli adulticidi, cioè i prodotti che eliminano gli insetti adulti. Al di fuori delle situazioni di emergenza sanitaria, il loro impiego dovrebbe essere limitato ai casi di elevata infestazione, poiché i principi attivi possono avere effetti sull’ambiente, sull’uomo e sugli animali, hanno un’efficacia limitata nel tempo e, se utilizzati in modo indiscriminato, possono favorire fenomeni di resistenza nelle zanzare.
Il ruolo di Regione, Aziende sanitarie e Comuni. Quando viene segnalato anche un solo caso sospetto di dengue, chikungunya o zika, il servizio di Igiene pubblica attiva entro 24 ore il protocollo previsto dal Piano regionale Arbovirosi. Il protocollo prevede un intervento straordinario articolato in tre azioni integrate: trattamento adulticida, trattamento larvicida ed eliminazione dei focolai larvali nell’area interessata. Per questo, il servizio di Igiene pubblica trasmette al sindaco una proposta di ordinanza per consentire l’esecuzione degli interventi di disinfestazione straordinaria secondo le modalità stabilite dal Piano regionale.
Per il virus West Nile, invece, gli interventi adulticidi vengono programmati con finalità diverse, cioè ridurre il rischio di esposizione delle persone alle punture di zanzare potenzialmente infette, concentrandosi soprattutto in occasione di eventi serali all’aperto o in luoghi frequentati da soggetti più vulnerabili.
Il Piano Arbovirosi coinvolge numerosi soggetti istituzionali, tra cui Regione Emilia-Romagna, Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, ARPAE, Centri regionali Sangue e Trapianti, Laboratorio di riferimento regionale del Policlinico Sant’Orsola, dipartimenti di Sanità pubblica delle Aziende sanitarie e tutti i Comuni della regione, con l’obiettivo di individuare precocemente eventuali casi e contenere rapidamente ogni possibile diffusione.
Il monitoraggio costante nel nostro territorio. Nel territorio comunale di Parma sono attive 60 ovitrappole, dedicate esclusivamente al monitoraggio della zanzara tigre e ulteriori 9 trappole attrattive sul territorio provinciale per la sorveglianza della zanzara comune, utile anche ai fini del controllo del virus West Nile. Le attività sono coordinate dalla Regione Emilia-Romagna e gestite in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna. La Regione sostiene inoltre progetti innovativi di controllo biologico.
I virus trasmessi con le punture di zanzara. Il West Nile è trasmesso principalmente dalla zanzara comune (Culex), che si infetta pungendo uccelli selvatici, serbatoio naturale del virus. La maggior parte delle persone infette non sviluppa sintomi; quando presenti, si manifestano generalmente con febbre, mal di testa e malessere. Solo in una piccola percentuale di casi, soprattutto tra anziani e persone fragili, possono comparire complicanze neurologiche anche gravi.
La dengue è causata da quattro virus molto simili (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4) ed è trasmessa agli esseri umani dalle punture di zanzara che hanno, a loro volta, punto una persona infetta. Non si ha quindi contagio diretto tra esseri umani, anche se l’uomo è il principale ospite del virus. Il virus circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni, e in questo periodo la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri. I sintomi più frequenti sono febbre alta, mal di testa, dolori muscolari e articolari e rash cutaneo; nella maggior parte dei casi la guarigione è completa, ma in alcune situazioni possono insorgere complicanze. Alla nostra latitudine, il maggiore vettore è l’Aedes albopictus (zanzara tigre).
La chikungunya, identificata in oltre 60 Paesi di Asia, Africa, Europa e delle Americhe, si trasmette attraverso la puntura di una zanzara femmina del genere Aedes, come Aedes aegypti ed Aedes albopictus (la zanzara tigre). Si manifesta con febbre improvvisa e forti dolori articolari, spesso accompagnati da mal di testa, dolori muscolari, stanchezza ed eruzioni cutanee. Generalmente l’infezione si risolve spontaneamente, ma i dolori alle articolazioni possono persistere per settimane o, più raramente, per mesi.
Il virus Zika viene trasmesso soprattutto dalla puntura di zanzare del genere Aedes. Nella maggior parte dei casi l’infezione non provoca sintomi o determina un quadro lieve, con febbre, rash cutaneo, dolori articolari, mal di testa e congiuntivite. Particolare attenzione è rivolta alle donne in gravidanza, poiché l’infezione può essere trasmessa al feto e causare gravi malformazioni congenite.