sabato, 8 Agosto 2026

Lettera aperta di ringraziamento ai medici firmatari di “Primum non nocere”

il valore della scienza e dell’ascolto responsabile deve sempre restare l’unica guida 

A tutti i medici, psicoterapeuti e professionisti della salute che hanno scelto di non rimanere in silenzio, e a  tutti i cittadini che con essi si sono uniti. 

Vi scrivo per esprimere un sincero e profondo ringraziamento per la vostra determinazione, la vostra  trasparenza e il coraggio deontologico dimostrato in un momento storico estremamente complesso. 

Il vostro intervento e la raccolta firme promossa con la petizione “Primum non nocere: la scienza oltre lo  sguardo”, in risposta agli orientamenti emersi in ambito pediatrico e ospedaliero, segnati in modo  emblematico dalla pubblicazione della guida “Oltre lo sguardo”, rappresentano un punto di svolta  fondamentale. Per molti genitori, educatori e cittadini, quella pubblicazione ha segnato un confine che  oltrepassava la corretta prassi medica e l’equilibrio etico, generando forte disorientamento. 

Desidero chiarirlo con estrema fermezza: questo ringraziamento non nasce dal desiderio di denigrare o  sminuire la sofferenza di chi vive momenti di fragilità e incertezza. Ogni persona, ogni bambino e ogni  ragazzo che si affaccia alle strutture sanitarie merita di essere accolto con rispetto assoluto, empatia e la  massima attenzione alle sue unicità. L’accoglienza e l’ascolto umano restano i pilastri imprescindibili di  qualsiasi alleanza terapeutica. 

Tuttavia, accogliere con cura non significa abdicare al rigore scientifico. La medicina e la psicoterapia non  possono piegarsi ad approcci viziati da spinte ideologiche o suggestioni esclusivamente emozionali,  specialmente quando in gioco ci sono la salute e lo sviluppo armonico di minori e giovani adulti. La  protezione dei bambini e dei giovani richiede che ogni linea guida, ogni protocollo e ogni spazio di cura  siano strettamente ancorati a dati scientifici solidi, verificabili e condivisi dalla comunità medica  internazionale, e non a tesi non consolidate. 

Aver scelto di porre domande chiare, di chiedere risposte formali e di offrire una “sponda” solida rispetto  alla deriva ideale nei contesti ospedalieri è un atto di profonda responsabilità verso le future generazioni.  Avere professionisti che dicono “io ci sono” per proteggere l’integrità della professione e la tutela dei propri pazienti, e in particolare dei più piccoli, restituisce fiducia nelle istituzioni sanitarie. 

Grazie per la vostra voce, per la vostra competenza e per aver ricordato che la vera cura si fonda  sull’equilibrio tra profonda umanità e incrollabile rigore scientifico. 

Con rispetto Enrica Negri – Torino

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