Perugia, 5 agosto 2026 – In merito alle dichiarazioni rilasciate dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Matteo Giambartolomei e dalla consigliera comunale di Perugia Elena Fruganti sul Piano di Azione Regionale per la Salute Mentale (PARSM), l’Usl Umbria 1 ritiene necessario riportare il dibattito nel merito del percorso avviato dalla Regione Umbria.
Per la prima volta dopo molti anni, la Regione ha avviato una revisione organica della programmazione sociosanitaria, affrontando in modo strutturale il tema della salute mentale e della sua organizzazione. Non un intervento limitato a singoli aspetti, ma una riflessione complessiva sul funzionamento dei servizi, sulla qualità dei percorsi di cura, sull’adeguatezza delle strutture e sui bisogni delle persone.
È un cambio di metodo e di visione. Il Piano nasce infatti da un lungo percorso di confronto che ha coinvolto professionisti, operatori e responsabili dei servizi, compresi quelli dell’Usl Umbria 1. Un lavoro che, finalmente, ha dato voce a chi ogni giorno opera sul campo, consentendo di far emergere con chiarezza criticità che da tempo erano note agli addetti ai lavori ma che non avevano mai trovato uno spazio così ampio all’interno della programmazione regionale.
Proprio questo confronto ha evidenziato la necessità di rafforzare l’integrazione tra servizi oggi spesso frammentati e distribuiti in sedi diverse, di costruire percorsi assistenziali più continui e coordinati e di intervenire sulla qualità strutturale e organizzativa di alcune sedi, molte delle quali rispondono a modelli organizzativi ormai superati e necessitano di essere ripensate per offrire ambienti più funzionali, dignitosi e adeguati ai bisogni delle persone e degli operatori.
La preadozione del Piano rappresenta esattamente questa fase di lavoro: non una decisione definitiva, ma uno strumento aperto al confronto. Le ipotesi organizzative contenute nel documento, compresa quella relativa alla rete dei Centri di Salute Mentale dell’area perugina, sono parte di una proposta progettuale che potrà essere ulteriormente discussa, integrata e modificata alla luce dei contributi che emergeranno nel percorso partecipativo.
Ridurre il dibattito al solo numero delle sedi rischia di distogliere l’attenzione dalla vera sfida che il Piano affronta: costruire un sistema di salute mentale più moderno, più integrato, più efficiente e più vicino ai bisogni dei cittadini. La qualità dell’assistenza non si misura esclusivamente dal numero degli edifici, ma dalla capacità della rete di garantire continuità della presa in carico, multidisciplinarietà, accessibilità e ambienti adeguati.
Il confronto aperto con la preadozione rappresenta quindi un’opportunità concreta per migliorare ulteriormente il Piano, valorizzando il contributo dei professionisti che hanno partecipato alla sua costruzione e di tutti coloro che vorranno offrire osservazioni. L’obiettivo comune resta quello di consegnare all’Umbria un sistema di salute mentale più forte, più moderno e realmente capace di rispondere ai bisogni delle persone, superando criticità che per troppo tempo sono rimaste irrisolte.