Dichiarazione di Mariano Cafagna, Segretario Regionale Puglia del Sindacato Medici Italiani (SMI)
Bari, 5 ago. – L’incontro di ieri con l’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, ha rappresentato un momento importante dopo settimane di forte tensione tra la Regione Puglia e le organizzazioni sindacali della medicina convenzionata.
Abbiamo deciso, insieme alle altre sigle, di sospendere temporaneamente le iniziative di protesta. Non perché siano venute meno le ragioni della nostra mobilitazione, ma perché abbiamo ricevuto un impegno preciso: si cambierà metodo, ch’è il vero nodo della questione.
Negli ultimi mesi sono troppe le decisioni che incidono direttamente sull’organizzazione del lavoro dei medici e che sono state assunte senza un reale confronto preventivo con chi opera ogni giorno sul territorio. Non è più accettabile che delibere, circolari e atti amministrativi vengano calati dall’alto, salvo poi chiedere ai sindacati di prenderne semplicemente atto. La medicina generale non può essere governata senza il coinvolgimento dei medici. Abbiamo chiesto che il confronto torni ad essere stabile, preventivo e sostanziale. Le organizzazioni sindacali devono essere parte del processo decisionale prima dell’adozione degli atti, non dopo. Solo così si evitano errori organizzativi che inevitabilmente ricadono sui professionisti e, soprattutto, sui cittadini.
La Regione Puglia ha assunto l’impegno di condividere con le rappresentanze sindacali i principali provvedimenti riguardanti la medicina territoriale, dalla riorganizzazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali fino al riassetto delle Case della Comunità. Valuteremo, poi, i fatti. Manterremo un atteggiamento responsabile e costruttivo, ma anche fermo. La sospensione della protesta non significa abbassare la guardia. Continueremo a vigilare affinché gli impegni assunti trovino una concreta applicazione.
La sanità pugliese ha bisogno di una medicina territoriale forte, valorizzata e realmente ascoltata. Per costruirla servono dialogo, rispetto dei ruoli e condivisione delle scelte. Solo così sarà possibile restituire fiducia ai medici e garantire ai cittadini un servizio sanitario efficiente, moderno e vicino ai loro bisogni.