venerdì, 31 Luglio 2026

Povertà sanitaria, quasi 1.300 interventi dell’Unità Mobile nel primo semestre 2026: un assistito su tre è italiano

Il bilancio del presidio sanitario di Fondazione QS e Fimmg Roma: 1.296 interventi gratuiti in sei mesi. Crescono del 7,2% gli assistiti italiani e aumenta l’attività nell’area della stazione Ostiense (+46%). Nelle ultime settimane in aumento anche i casi legati alle ondate di calore.

ROMA, 31 luglio 2026 – Sono stati 1.296 gli interventi gratuiti effettuati nel primo semestre del 2026 dall’Unità mobile “Salute e inclusione”, l’ambulatorio di prossimità promosso dalla Fondazione Quotidiano Sanità in collaborazione con Fimmg Roma. Il bilancio dei primi sei mesi dell’anno conferma una domanda di assistenza sanitaria in costante crescita tra le persone in condizioni di fragilità sociale e di povertà sanitaria, con un dato che si consolida rispetto al 2025: gli italiani rappresentano il primo gruppo di cittadini assistiti.

Tra gennaio e giugno l’Unità mobile ha operato attraverso 65 uscite sul territorio, offrendo un presidio sanitario di prossimità capace di intercettare persone escluse dai tradizionali percorsi di cura, garantendo visite mediche, distribuzione gratuita di farmaci, medicazioni e orientamento ai servizi del Servizio sanitario nazionale.

Italiani primo gruppo assistito
Tra le 52 nazionalità raggiunte dal servizio, gli italiani si confermano il gruppo più numeroso con 417 interventi, in aumento del 7,2% rispetto ai 389 registrati nel primo semestre del 2025. Seguono cittadini provenienti da Romania (98), Marocco (66), Perù (61), Filippine (45) e Tanzania (43). Il profilo prevalente degli assistiti è quello di uomini in condizioni di vulnerabilità sociale: l’85,4% degli interventi ha riguardato pazienti di sesso maschile (1.107), contro 154 donne e 35 persone transgender. L’età media è di 50,4 anni.

Cresce l’attività sul territorio
L’analisi dei dati evidenzia anche un rafforzamento dell’attività sul territorio. L’area della stazione Ostiense si conferma il principale punto di intervento dell’Unità mobile, con 1.052 prestazioni effettuate nel corso di 47 uscite, pari a una crescita del 46,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. A Piazza Santi Apostoli sono stati invece realizzati 244 interventi durante 18 uscite. Complessivamente gli interventi sono passati da 1.262 nel primo semestre 2025 a 1.296 nel 2026 (+2,7%). Dal punto di vista delle prestazioni sanitarie, la quasi totalità dell’attività ha riguardato visite mediche con prescrizione farmacologica (1.266 casi), cui si sono aggiunte medicazioni e attività di orientamento socio-sanitario per favorire l’accesso ai servizi pubblici.

L’effetto delle ondate di calore
Nelle ultime settimane, con il susseguirsi delle ondate di calore sulla Capitale, i medici dell’Unità mobile stanno inoltre registrando un aumento degli accessi per disturbi direttamente collegati alle alte temperature, in particolare episodi di ipotensione, disidratazione, vertigini e lipotimie, condizioni che colpiscono con maggiore frequenza chi vive in strada o in sistemazioni precarie.

«Il bilancio del primo semestre conferma quanto la sanità di prossimità sia ormai un presidio indispensabile per intercettare bisogni che spesso restano invisibili», dichiara Alessandro Falcione, medico Fimmg Lazio e coordinatore del progetto. «Oltre alla gestione ordinaria, nelle ultime settimane registriamo un aumento delle richieste di assistenza per ipotensione, vertigini e lipotimie provocate dal caldo estremo e dalla disidratazione, particolarmente temibili nei pazienti con patologie croniche e nelle persone senza fissa dimora. L’Unità mobile garantisce un accesso semplificato all’assistenza sanitaria per le persone che, per motivi burocratici o personali – dalla mancanza di residenza al permesso di soggiorno in corso di rilascio, fino all’iscrizione sanitaria fuori regione – hanno difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari ordinari».

«I dati del primo semestre mostrano come la povertà sanitaria continui a rappresentare una realtà strutturale della nostra città», afferma Cristiana Mormile, presidente della Fondazione QS. «L’aumento degli assistiti italiani e il rafforzamento dell’attività sul territorio confermano che la fragilità riguarda un numero crescente di persone. Il nostro obiettivo è continuare a portare la sanità dove spesso il sistema fatica ad arrivare, offrendo cure, ascolto e orientamento a chi rischia di rimanere escluso dai percorsi assistenziali».

Notiziario

Archivio Notizie