martedì, 21 Luglio 2026

Estate: pelle rischia burnout. Dermatologo dice no all’over-skincare e indica 3 gesti quotidiani di self-care

Nicolò Rivetti avverte: “Dopo settimane di sole, caldo e stress ambientali, alla pelle non serve una routine più complessa ma solo equilibrio. Il vero gesto di cura è rispettare la sua barriera protettiva”.

Milano, 20 luglio 2026 – C’è un paradosso che accompagna i mesi più caldi: la pelle può apparire più luminosa, il colorito più uniforme e il viso più radioso grazie al tempo trascorso all’aria aperta ma questo effetto estetico non significa necessariamente che sia più sana. Proprio in questo periodo, infatti, la cute è sottoposta ad un intenso lavoro di difesa contro l’azione combinata di raggi UV, caldo, sudore, vento, salsedine, cloro e, per chi resta in città, anche dell’inquinamento.

Per questo, in occasione del Self-Care Day, la giornata dedicata alla consapevolezza e alla cura del proprio benessere, che si celebra il 24 luglio, il dermatologo di Doctolib.it Nicolò Rivetti invita a ripensare la skincare estiva: meno complessità e più attenzione ai reali bisogni della pelle. Non serve una corsa al prodotto perfetto, ma una strategia basata su protezione, semplicità e recupero dell’equilibrio cutaneo. Ricordandosi sempre che la pelle ha bisogni diversi a seconda di come viviamo l’estate.

La pelle risponde all’ambiente al quale è esposta” – precisa Rivetti. “Chi trascorre le vacanze al mare deve proteggersi dall’azione combinata di raggi UV, salsedine e vento, che possono alterare la barriera cutanea e favorire disidratazione e infiammazione. Chi frequenta la piscina è esposto anche al cloro, che tende a seccare la pelle. E chi resta in città deve fare i conti con caldo, sudore, inquinamento e raggi UV riflessi dalle superfici urbane, fattori che possono aumentare irritazioni, produzione di sebo e comparsa di imperfezioni. Per questo la skincare estiva non dovrebbe essere identica per tutti, ma va adattata allo stile di vita”.

IL PARADOSSO ESTIVO: UNA PELLE PIÙ BELLA DA VEDERE, MA PIÙ BISOGNOSA DI ATTENZIONE

L’abbronzatura viene percepita come sinonimo di salute della pelle ma dal punto di vista dermatologico rappresenta una risposta di difesa dell’organismo ad un danno già subito dalle cellule cutanee. I raggi UV inducono danno cellulare, aumentano lo stress ossidativo e accelerano l’invecchiamento cutaneo. Salsedine e cloro alterano il film idrolipidico, favorendo secchezza e irritazione, mentre il caldo aumenta la perdita di acqua attraverso la pelle e stimola la produzione di sudore e sebo.

La pelle può essere apparentemente più luminosa durante le vacanze” – spiega Rivetti – “ma questo non significa necessariamente che sia in condizioni ottimali. Allo stesso tempo può essere più disidratata, sensibile, facilmente irritabile e vulnerabile agli stimoli esterni”.

LA NUOVA FRONTIERA DELLA SKINCARE ESTIVA: MENO STRATIFICAZIONE, PIÙ PERSONALIZZAZIONE

Negli ultimi anni il mondo beauty ha visto crescere l’interesse verso routine sempre più articolate. Parallelamente, anche attraverso i social network, si è affermato il fenomeno dello skinimalism, che invita a ridurre il numero di prodotti e a privilegiare formule essenziali.

Per Rivetti il punto centrale non è il numero di cosmetici utilizzati ma la capacità di scegliere quelli realmente utili: “Una routine efficace non è necessariamente quella composta da molti passaggi. In estate, quando la pelle è sottoposta a diversi stress contemporaneamente, è preferibile puntare sull’essenziale”. “Alcuni trattamenti più intensivi, come peeling frequenti, esfolianti aggressivi o retinoidi ad alta concentrazione, possono essere ridotti temporaneamente” – precisa il dermatologo di Doctolib.it – “soprattutto se ci si espone regolarmente al sole”.

PRIMA DELLE VACANZE: NON SI PREPARA LA PELLE AL SOLE, SI COSTRUISCE UNA BUONA PROTEZIONE

Uno dei falsi miti più diffusi è l’idea di poter rendere la pelle più resistente prima dell’esposizione attraverso lampade, integratori o cosmetici specifici.

Più che preparare la pelle al sole, bisognerebbe mantenerla in salute” – sottolinea Rivetti. “Nelle settimane precedenti alle vacanze è utile detergerla delicatamente, idratarla e utilizzare quotidianamente una protezione solare, anche in città. Una barriera cutanea integra tollera meglio gli stress ambientali. Non esistono cosmetici o integratori in grado di rendere la pelle resistente alle scottature o di sostituire la fotoprotezione. Nemmeno le lampade abbronzanti la preparano o la rendono più resistente ai danni del sole. L’unico modo corretto per esporsi al sole è farlo gradualmente, evitando le ore centrali della giornata e utilizzando una protezione solare ad ampio spettro, in grado di schermare sia i raggi UVA sia gli UVB”.

LA ROUTINE MINIMA CHE FUNZIONA ANCHE IN VACANZA

Secondo il dermatologo, ci sono tre gesti di self-care per la pelle da adottare ogni giorno in estate:

  1. applicare ogni mattina una protezione solare SPF 30 o 50 e riapplicarla durante l’esposizione prolungata;
  2. detergere la pelle delicatamente la sera per eliminare sudore, filtri solari e inquinanti senza alterare la barriera cutanea;
  3. mantenere una buona idratazione, sia bevendo a sufficienza sia utilizzando una crema idratante adeguata al proprio tipo di pelle.

Sono gesti semplici, ma rappresentano la base della prevenzione dermatologica estiva” – afferma Rivetti.

ATTENZIONE ANCHE IN CITTÀ: LA PELLE NON È AL RIPARO

Le temperature elevate aumentano sudorazione e produzione di sebo, favorendo acne e follicoliti” – conferma Rivetti. “Inoltre, l’inquinamento atmosferico genera radicali liberi che contribuiscono allo stress ossidativo della pelle, mentre i raggi UV sono presenti anche durante le normali attività quotidiane. Restare in città non significa essere meno esposti ai danni ambientali, semplicemente cambiano i fattori predominanti”.

I 3 ERRORI PIÙ FREQUENTI DA EVITARE IN ESTATE

L’errore più frequente è applicare troppo poca crema solare o dimenticare di riapplicarla durante la giornata” – evidenzia Rivetti. “Molti utilizzano la protezione solo in spiaggia, ma i raggi ultravioletti raggiungono la pelle anche durante passeggiate, sport all’aperto o pranzi in terrazza. Un altro errore comune è pensare che una pelle già abbronzata non abbia più bisogno di protezione. Infine, molte persone continuano ad utilizzare prodotti esfolianti o trattamenti irritanti con la stessa frequenza dell’inverno, quando invece in estate è spesso opportuno ridurne l’intensità”.

SUMMER SKIN RESET: 5 SEGNALI CHE LA PELLE STA CHIEDENDO UNA ROUTINE PIÙ SEMPLICE

La comparsa di rossori che persistono per diversi giorni o di macchie pigmentate nuove o che cambiano rapidamente, la presenza di lesioni che non guariscono, di forte prurito, desquamazione importante o un peggioramento improvviso di acne, eczema o rosacea meritano una valutazione dermatologica” – conferma Rivetti. “Anche un neo che modifica forma, colore o dimensioni richiede attenzione e non dovrebbe essere attribuito semplicemente all’esposizione solare”.

Se compaiono alcuni di questi 5 segnali è il momento di semplificare la routine privilegiando detergenti delicati, creme idratanti e prodotti che aiutino a ripristinare la barriera cutanea:

  • La pelle appare secca, sensibile e tira dopo la detersione
  • I cosmetici abituali provocano bruciore o fastidio
  • Compaiono rossori persistenti
  • La pelle è lucida ma disidratata
  • Dopo l’estate aumentano improvvisamente imperfezioni o sensibilità

E DOPO LA VACANZA AL MARE ECCO COME AIUTARE LA PELLE A RECUPERARE

Dopo una vacanza al mare il primo obiettivo è ricostituire la barriera cutanea. “È consigliabile utilizzare detergenti non aggressivi, applicare creme idratanti ricche di sostanze umettanti e lipidi fisiologici, come ceramidi e glicerina, e continuare ad usare la protezione solare” – conclude Rivetti. “Se la pelle è particolarmente irritata o desquamata, è preferibile sospendere temporaneamente prodotti esfolianti o contenenti elevate concentrazioni di acidi e retinoidi fino al completo recupero”.

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