martedì, 21 Luglio 2026

Bolzano. Ass. Messner: “Aiuto rapido, vicino e su misura, sette Case della Comunità già attive”

Una fitta rete di servizi sanitari di prossimità su tutto il territorio provinciale garantirà cure coordinate e rispondenti ai bisogni reali dei cittadini. Sette Case della Comunità sono già attive.

BOLZANO, 20 luglio 2026 – Rendere la sanità altoatesina pronta per le sfide del futuro attraverso un modello di assistenza sanitaria di prossimità ancora più interconnesso. Questi sono gli elementi chiave del piano che l’assessore provinciale alla Prevenzione sanitaria e Salute Hubert Messner ha presentato in occasione della conferenza stampa di metà mandato #primotempo tenutasi il 20 luglio a Castel Firmiano. “Il potenziamento della rete assistenziale mira a trasferire le cure al di fuori delle strutture ospedaliere, avvicinandole al domicilio del paziente e integrandole al meglio, così da garantire un’assistenza sanitaria stabile, in particolare per le persone anziane e per chi soffre di patologie croniche, il cui numero è in costante crescita”, ha dichiarato Messner. “L’ospedale non deve essere l’unica risposta a ogni necessità, ma ciò che conta è offrire un aiuto tempestivo e coordinato nel luogo più idoneo”, ha precisato Messner.

Già oggi i progressi sono tangibili, ha evidenziato l’assessore provinciale: in tutto il territorio provinciale sono già operative sette Case della Comunità. Tra queste spiccano le due strutture “hub” di Bolzano (Loew-Cadonna) e Bressanone, aperte 24 ore su 24, a cui si aggiungono i centri di Laives, Naturno, Malles, Chiusa e San Candido. Entro il 2028 dovrebbero sorgere dodici Case della comunità che fungeranno da distretti potenziati, raggruppando e ottimizzando i servizi sanitari e sociali oltre a offrire servizi aggiuntivi. “Si tratta di fornire ai cittadini un’assistenza globale, di prossimità e adeguata alle esigenze”, ha affermato Messner.

Anche sul fronte degli Ospedali di Comunità, destinati a colmare il divario tra il ricovero ospedaliero e le cure domiciliari, sono già operative le strutture di Bolzano e Merano, mentre un ulteriore presidio è previsto in futuro a Egna.

Il sistema sarà integrato da cinque Centrali Operative Territoriali dislocate a Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico ed Egna. “Questi centri coordinano i passaggi tra le strutture ospedaliere, l’assistenza di prossimità e le cure intermedie, garantendo così ai pazienti un accompagnamento continuo e senza interruzioni”, ha dichiarato l’assessore provinciale.

A fine estate 2026 si aggiungerà un tassello fondamentale a questo piano di riorganizzazione del sistema sanitario, ossia il Numero Unico per le cure non urgenti 116117, che sarà attivo 24 ore su 24, inizialmente nel Comprensorio sanitario di Bolzano per poi essere esteso a livello provinciale. Il servizio fornirà orientamento ai cittadini per indirizzarli verso la struttura più idonea.

Anche la telemedicina e i teleconsulti tra medici di base e specialisti potrà, secondo Messner, contribuire in futuro a prendere decisioni più rapide e a ridurre i tempi di attesa. Parallelamente, secondo l’assessore, verranno potenziate l’assistenza domiciliare, l’assistenza incentrata sulla famiglia e le cure palliative. “In questo modo si creerà gradualmente un mosaico di servizi strettamente coordinati e capaci di lavorare in sinergia”, ha affermato Messner, precisando che in futuro sarà ulteriormente potenziata l’assistenza sanitaria territoriale.

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