Taranto, 15 luglio 2026 – Firmato oggi dal Direttore Generale ASL Taranto, ing. Vito Bavaro, e dal Direttore della Casa Circondariale “C. Magli”, dott. Luciano Mellone, il Protocollo di Intesa operativo con le azioni condivise.
È stato sottoscritto oggi, nell’Auditorium del Padiglione Vinci del SS. Annunziata, il Protocollo di Intesa tra ASL Taranto e Casa Circondariale “C. Magli” di Taranto per la prevenzione delle condotte suicidarie tra le persone detenute.
Il documento, elaborato in attuazione del Piano Nazionale e del Piano Regionale per la prevenzione delle condotte suicidarie nel sistema penitenziario per adulti e in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, mira a realizzare azioni coordinate per prevenire, gestire e monitorare gli episodi di autolesionismo e suicidio tra la popolazione detenuta, mediante un modello di intervento multidisciplinare e integrato.
La valutazione del rischio inizia sin dall’ingresso in istituto, considerato uno dei momenti di maggiore vulnerabilità della persona reclusa, in cui l’individuazione precoce di situazioni di fragilità e la tempestiva presa in carico possono evitare situazioni critiche. In questa fase, il nuovo giunto viene visitato dal Medico di Guardia e, in base alle risultanze della visita effettuata, indirizzato all’equipe psichiatrica, afferente al Dipartimento di Salute Mentale ASL Taranto, o agli operatori dell’unità operativa del SerD intramurario, afferente al Dipartimento Dipendenze Patologiche ASL Taranto.
Qualora emergano situazioni di rischio, anche in una fase successiva all’ingresso, l’accordo prevede l’attivazione di una presa in carico integrata e personalizzata in base ai bisogni e alle condizioni cliniche ed emotive del singolo. I percorsi attivati coinvolgono sia il personale sanitario sia il personale penitenziario, in un lavoro multidisciplinare di medici, infermieri, psichiatri, psicologi, educatori, personale di Polizia Penitenziaria, operatori dell’amministrazione penitenziaria e altri detenuti, ognuno con le proprie competenze.
Attraverso un monitoraggio costante delle condizioni di benessere della persona detenuta, l’equipe multidisciplinare valuta la presenza e il livello del rischio e, se necessario, interviene in modo mirato con un sostegno psicologico, sanitario o socio-assistenziale.
Tra le azioni previste dal protocollo di intesa, particolare attenzione è dedicata alla formazione sui temi della Medicina Penitenziaria, rivolta non solo ai professionisti coinvolti nelle equipe multidisciplinari, ma anche ai detenuti “peer supporters”, figure di supporto tra pari essenziali per individuare eventuali situazioni di disagio.
Le azioni, coordinate dalla direzione del Distretto Socio Sanitario Unico di Taranto e dalla Struttura Rischio Clinico ASL Taranto, saranno realizzate con la collaborazione della Direzione della Casa Circondariale e della Polizia Penitenziaria.
“Le condotte suicidarie sono connaturate all’esistenza del carcere, in quanto la privazione della libertà può amplificare i problemi personali – ha dichiarato il Direttore della Casa Circondariale di Taranto, Luciano Mellone – Questo protocollo rinnova e aggiorna le azioni e le procedure che già da tempo sono operative all’interno dell’istituto penitenziario e che sono state attivate grazie alla collaborazione attiva con i professionisti della ASL Taranto che ringrazio per la professionalità e l’impegno profusi”.
“Il protocollo firmato oggi rientra in un percorso consolidato di collaborazione tra la ASL e la Casa Circondariale di Taranto, che ha come obiettivo la promozione del benessere e della salute delle persone detenute – ha affermato il Direttore Generale ASL Taranto, Vito Bavaro – Garantire il diritto alla salute in ambito penitenziario richiede una rete multidisciplinare costituita da professionisti in grado di riconoscere le fragilità e intervenire in modo tempestivo ed efficace per prevenire eventi critici. Con questo accordo rinnoviamo il nostro impegno a realizzare azioni condivise che mirano a rafforzare questa rete integrata nell’interesse del singolo e della comunità”.