ROMA, 14 LUG 2026 – La bozza sul fabbisogno formativo delle professioni sanitarie per l’anno accademico 2026-2027 aumenta il numero complessivo dei posti da 82.744 a 84.196 (+1.452). Crescono anche quelli destinati a Medicina, Veterinaria e Odontoiatria, che salgono a 24.174 (+1.009), di cui 595 per il solo corso di Medicina e Chirurgia. In controtendenza, però, l’area infermieristica registra una riduzione complessiva di 1.097 posti, scendendo a 34.222. Il corso di laurea in Infermieristica passa da 26.289 a 25.479 posti (-810), le lauree magistrali da 7.456 a 7.072 (-384), mentre diminuiscono anche i posti destinati agli infermieri pediatrici.
Una scelta che arriva mentre la professione continua a perdere attrattività: nell’ultimo anno disponibile le domande di accesso ai corsi di laurea sono diminuite di circa l’11% e in molti atenei non si riescono neppure a coprire tutti i posti disponibili. Per questo, secondo il sindacato, la risposta non può essere quella di ridurre ulteriormente la programmazione, ma di intervenire sulle cause che stanno allontanando i giovani dalla professione.
Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up, chiede che la bozza venga attentamente rivalutata nel passaggio in Conferenza Stato-Regioni. «Ridurre oggi i posti destinati alla formazione infermieristica è come spegnere il motore del Servizio sanitario nazionale mentre affronta la salita più difficile: se vogliamo costruire il futuro della sanità pubblica, occorre investire sulla professione infermieristica, valorizzarla e renderla nuovamente attrattiva».