venerdì, 10 Luglio 2026

RSA in Veneto, Tabarelli (UGL Salute): “Basta passerelle e buone intenzioni, su Case di Riposo politica passi ai fatti”

Roma, 10 luglio 2026 – «In questi giorni abbiamo assistito all’ennesima sfilata di dichiarazioni e interventi in difesa delle RSA e delle Case di Riposo della nostra regione. Belle parole, indubbiamente, alle quali però non è seguito un solo grammo di concretezza. Il settore sta affrontando una crisi quotidiana senza precedenti e il tempo delle promesse è scaduto: o la politica regionale assume decisioni rapide e coraggiose, o il sistema sociosanitario veneto andrà incontro a un tracollo inevitabile».

A lanciare l’allarme è Stefano Tabarelli, Segretario Regionale di UGL Salute Veneto, che interviene duramente sulla situazione di stallo in cui versano le strutture per anziani e non autosufficienti, schiacciate tra risorse insufficienti, una drammatica carenza di personale e una domanda di assistenza che cresce a ritmi vertiginosi.

«Non ci interessa la retorica del giorno dopo – incalza Tabarelli – ai lavoratori e alle famiglie servono soluzioni immediatamente attuabili. Come UGL Salute Veneto non ci limitiamo a protestare, ma sul tavolo della Regione poniamo cinque interventi prioritari e concreti per salvare il comparto»:

  1. Azzeramento dell’IRAP: Cancellazione immediata dell’imposta per tutte le RSA, Case di Riposo e Comunità Alloggio, sia pubbliche che private. Una boccata d’ossigeno fondamentale per liberare risorse da reinvestire subito nei servizi e nella valorizzazione del personale.
  2. Riforma delle IPAB in ASP: Trasformazione delle IPAB in Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona, avviando un piano strategico di aggregazione per tutte quelle strutture al di sotto dei 120 posti letto, ottimizzando così efficienza e sostenibilità economica.
  3. Centrale unica di acquisto presso Azienda Zero: Istituzione di un canale unico regionale per gli acquisti di materiale di consumo (pannoloni, ausili per l’igiene, beni essenziali) aperto a pubblico e privato, per abbattere i costi di gestione attraverso economie di scala.
  4. Impegnative legate all’ISEE: Rimodulazione e assegnazione delle impegnative di residenzialità su base ISEE, per garantire criteri di reale equità sociale nell’accesso ai servizi assistenziali.
  5. Più posti letto con il recupero dell’esistente: Incremento della capacità ricettiva del sistema favorendo il recupero, la riqualificazione e il riuso di strutture sanitarie oggi dismesse o sottoutilizzate sul territorio regionale.

«Queste cinque mosse rappresentano una mappa precisa per dare risposte immediate a un settore strategico per il Veneto e per garantire un’assistenza dignitosa ai nostri cittadini più fragili», conclude Tabarelli. «I margini di tolleranza sono azzerati, i bilanci delle strutture sono al collasso e i lavoratori sono stremati. La politica dimostri la propria responsabilità: basta parole, adesso servono i fatti».

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