venerdì, 10 Luglio 2026

Samugheo: primo caso di dermatite nodulare contagiosa nell’oristanese nel 2026

Oristano, 9 luglio 2026 – Un capo infetto in un allevamento di nove bovini di Samugheo. È il primo caso di dermatite nodulare contagiosa quest’anno in Provincia di Oristano.

L’appello del Direttore del Servizio di Sanità Animale, il dottor Enrico Vacca: «Gli allevatori che non hanno ancora vaccinato i propri capi lo facciano al più presto. Il vaccino rimane l’unica arma per evitare che il virus della dermatite nodulare contagiosa arrivi nelle vostre aziende».

A Samugheo – Il piccolo bovino ha manifestato nei giorni scorsi i sintomi tipici della malattia, come la presenza di noduli duri su tutto il corpo. Nell’allevamento di Samugheo sono arrivati i veterinari dell’azienda sanitaria oristanese, che hanno effettuato i prelievi sull’animale, inviati poi all’Istituto Zooprofilattico della Sardegna. Oggi, nella prima mattinata, è arrivata la conferma: trattasi di dermatite nodulare contagiosa.

I provvedimenti – Tutti e nove i capi, come prevede la normativa europea, saranno abbattuti nei prossimi giorni. Mentre la Regione ha istituito una zona di protezione e sorveglianza nel raggio di 50 chilometri dall’azienda di Samugheo, dove è chiaramente sospesa la movimentazione dei bovini.

La vaccinazione – Il capo infetto era l’unico animale non vaccinato all’interno dell’allevamento del Barigadu. È ancora in corso la campagna di vaccinazione contro la dermatite nodulare contagiosa da parte del Servizio di Sanità Animale della Asl 5, che si concluderà in autunno. Finora è stato immunizzato il 60 per cento del patrimonio bovino della Provincia di Oristano, che ammonta, nella totalità, a circa 60 mila capi. Nel 2025 era stato vaccinato il 99 per cento dei bovini dell’oristanese. Due i casi di dermatite registrati sempre lo scorso anno in provincia, in due allevamenti di Cuglieri e Paulilatino.

Perché vaccinare i capi – «Non bisogna avere paura del vaccino», ha ribadito il dottor Vacca, «oltre al controllo dei movimenti e l’utilizzo di antiparassitari, la vaccinazione rappresenta la vera arma contro la diffusione del virus della dermatite nodulare contagiosa. Bisogna vaccinare quanti più capi possibile e il prima possibile, meglio entro il mese di agosto». Il dottor Vacca ha aggiunto: «I vaccini contribuiscono alla creazione di una copertura immunitaria, tale da impedire l’ingresso e la diffusione del virus nei propri allevamenti. Gli effetti collaterali di questo vaccino rientrano pienamente nella norma».

Biosicurezza – Importante anche la tutela della biosicurezza negli allevamenti. Come ha ricordato il dottor Giuseppe Sedda, direttore del servizio veterinario di Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni zootecniche della Asl 5: «Fondamentale è un’accurata pulizia sia delle aree pulite, che di quelle sporche: occorre disinfettare tutti gli ambienti in cui si trovano i bovini: stalle, concimaie e letamai, dove proliferano gli insetti. Non solo: anche disinfettare i mezzi che trasportano animali, mangimi, latte o qualsiasi altro mezzo che esce o entra dagli allevamenti, perché anche lì potrebbero annidarsi gli insetti, gli attrezzi da lavoro e gli indumenti. Infine, va ridotto al minimo anche l’ingresso dei visitatori. La lotta agli insetti che veicolano la malattia deve essere fatta attraverso l’utilizzo degli insetticidi sia larvicidi, mirati a eliminare le larve, sia adulticidi che uccidono gli esemplari già adulti».

La scheda – Lo stesso servizio di Sanità Animale ha prodotto una scheda informativa per informare gli allevatori sulla dermatite nodulare bovina, o Lumpy Skin Disease (LSD), e per aiutarli a comprendere come riconoscere i sintomi e come comportarsi in caso di un sospetto caso di animale infetto. La scheda è scaricabile nel sito della Asl 5, dove sono presenti anche due video informativi realizzati dall’ufficio stampa.

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