La musica entra nel reparto di Medicina. “Così accompagneremo i pazienti nel percorso di cura”.
Firenze, 7 luglio 2026 – La musica entra in ospedale come strumento di sostegno alla cura grazie a un progetto sviluppato nelle aule del Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze. È stata lanciata ufficialmente questa mattina, nella sala Bufalini dell’ospedale Santa Maria Nuova – con il reparto di Medicina generale sede prescelta per l’avvio dell’iniziativa – Radio Cherubini, la prima web radio dedicata ai pazienti ricoverati: un’iniziativa sperimentale che introduce il linguaggio sonoro come elemento integrato nell’esperienza di degenza. Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti l’assessora alla cultura della Regione Toscana, Cristina Manetti, il direttore generale della Asl Toscana centro, Valerio Mari, il direttore sanitario dell’ospedale Santa Maria Nuova, Tommaso Grassi, il direttore del dipartimento di Medicina Multidimensionale, Enrico Benvenuti, la presidente del Conservatorio “Luigi Cherubini”, Rosa Maria Di Giorgi, il vicedirettore Roberto Neri e il presidente della Fondazione Santa Maria Nuova, Giancarlo Landini. L’iniziativa, finanziata interamente dalla Regione Toscana con il supporto operativo della Asl Toscana centro, che mette a disposizione il reparto di Medicina Interna (diretto da Vieri Vannucchi), è promossa dalla Fondazione Santa Maria Nuova con la collaborazione tecnica del Conservatorio fiorentino, che ne cura la realizzazione sul piano artistico e produttivo. Nel reparto, il personale con la coordinatrice infermieristica Elisabetta Pardini si renderà disponibile a dare supporto ai degenti nell’ascolto.
“La cultura può entrare nei luoghi della cura e contribuire concretamente al benessere delle persone. Radio Cherubini – dichiara l’assessore regionale alla cultura, Cristina Manetti – è un progetto innovativo che unisce musica, ricerca, formazione e sanità, dimostrando come il patrimonio di competenze dei nostri istituti di alta formazione artistica possa tradursi in un servizio di grande valore sociale. La musica diventa così un linguaggio capace di accompagnare i pazienti durante la degenza, offrendo conforto, serenità e un sostegno emotivo che si affianca alle cure mediche. Come Regione Toscana abbiamo creduto fin dall’inizio in questa iniziativa perché rappresenta un esempio concreto di come la cultura possa migliorare la qualità della vita delle persone, anche nei momenti più delicati, e contribuire all’umanizzazione dei percorsi di cura. È un modello che auspichiamo possa crescere e diventare un riferimento anche per altre realtà sanitarie”.
Il progetto nasce dalla consapevolezza che il paesaggio sonoro possa contribuire al benessere delle persone ricoverate, con l’obiettivo di offrire un accompagnamento musicale capace di favorire rilassamento, equilibrio emotivo e una migliore esperienza di permanenza in ospedale. La proposta è stata sottoposta alla Fondazione Santa Maria Nuova dal professore di musica elettronica Roberto Neri, che ha sviluppato l’iniziativa insieme al professore emerito dell’Università degli Studi di Firenze, Alessandro Mugelli. La programmazione della web radio, curata dal dottorando in musica e salute Adriano Primadei, è stata costruita seguendo i ritmi naturali della degenza: le ore del mattino sono caratterizzate da un risveglio progressivo affidato a repertori di musica classica, per poi progredire nel pomeriggio con un palinsesto che spazia dal jazz a momenti narrativi leggeri come racconti brevi e audiolibri; la sera la selezione musicale diventa più raccolta, con musica algoritmica composta appositamente per il benessere dei pazienti. I contenuti musicali sono realizzati grazie al contributo degli studenti del Conservatorio.
“Siamo onorati di questa collaborazione con il Conservatorio Cherubini – afferma il direttore di Asl Toscana centro, Valerio Mari – resa possibile grazie al contributo di altri due partner istituzionali senza i quali questo progetto non avrebbe potuto prendere forma, la Regione Toscana e la Fondazione Santa Maria Nuova. Abbiamo accolto questa sfida guidati dalla consapevolezza che chi affronta una malattia non cerca soltanto una cura ma anche ascolto e conforto. La musica può contribuire a rendere l’esperienza del ricovero più umana. Desidero ringraziare anche tutti gli operatori del reparto di Medicina Interna di Santa Maria Nuova, perché la cura coinvolge sempre una comunità di persone”.
“Siamo partiti da una convinzione profonda – spiega il vicedirettore del Conservatorio “Luigi Cherubini”, Roberto Neri – il tempo trascorso in ospedale non deve essere solo un tempo di attesa o di sospensione, ma può trasformarsi in un’opportunità di cura di sé a tutto tondo. Il mio obiettivo è stato fin dall’inizio quello di unire due mondi apparentemente distanti per creare un ambiente sonoro che sia, prima di tutto, un abbraccio e un sollievo per i degenti. Al contempo, diamo ai giovani talenti del Conservatorio una piattaforma unica per condividere la propria arte, unendo il valore culturale a un profondo impatto sociale”.
Nella fase iniziale, la web radio sarà disponibile per i pazienti del reparto di Medicina Interna, che potranno accedervi in qualsiasi momento semplicemente inquadrando con il proprio smartphone il QR code dedicato. La piattaforma consentirà di ascoltare la programmazione in modo libero e personalizzato e di consultare il catalogo completo dei brani e dei contenuti proposti. Il servizio sarà inoltre costantemente monitorato grazie ai riscontri di pazienti e operatori sanitari, che contribuiranno ad affinare nel tempo la programmazione e le modalità di fruizione.
“Questo progetto – ha commentato Giancarlo Landini, presidente della Fondazione Santa Maria Nuova – si inserisce pienamente nel percorso di umanizzazione delle cure che da anni portiamo avanti all’interno dell’ospedale. La web radio rappresenta un’ulteriore tappa della collaborazione con il Conservatorio ‘Cherubini’, già protagonista delle attività di arteterapia dedicate ai pazienti oncologici. È la conferma di come arte e musica possano diventare strumenti preziosi per accompagnare la persona durante il percorso di cura”.