Più risposte sul territorio e 48 posti letto dedicati in otto strutture. Si parte il 1° ottobre 2026
Offrire risposte più flessibili e vicine ai bisogni reali delle persone anziane, ottimizzando al contempo l’uso delle risorse e dei posti letto disponibili. Con questo obiettivo la Giunta provinciale ha approvato l’avvio di una sperimentazione biennale per una nuova tipologia di assistenza: i nuclei RSA a minor fabbisogno assistenziale. Si tratta di un nuovo modello – elaborato da un gruppo di lavoro composto da Provincia, ASUIT, gestori delle strutture e Spazio Argento – pensato per quegli anziani non autosufficienti che, pur avendo necessità di una residenzialità protetta non richiedono l’intensità di cure sanitarie di una RSA tradizionale.
“Oggi i dati ci dicono che la richiesta di residenzialità sociosanitaria è in costante aumento. L’incremento di 100 posti introdotto nel 2025 ci ha permesso di intervenire con maggiore tempestività nelle situazioni più gravi; tuttavia, non è ancora sufficiente a soddisfare l’intera domanda di coloro che presentano un minore bisogno sociosanitario – spiega l’assessore alla salute e politiche sociali, Mario Tonina -. Per questo abbiamo deciso di adattare degli spazi delle Rsa disponibili e trasformarli, partendo proprio da quei territori dove c’è una maggiore necessità di posti letto per la popolazione anziana. Siamo di fronte a un cambiamento demografico importante: la popolazione invecchia e la denatalità ci spinge a ridisegnare i servizi per il futuro. All’inizio della legislatura ho voluto fare una vera e propria ricognizione sul campo, visitando personalmente le strutture trentine per ascoltare i gestori, gli operatori e le famiglie. Questa sperimentazione nasce proprio da quel percorso di ascolto del territorio. Partiamo ora con queste prime otto strutture, con l’idea di monitorare i risultati e capire come estendere il modello a tutta la nostra rete provinciale”.
Nella fase iniziale della sperimentazione, i nuovi posti letto saranno attivati all’interno delle RSA in spazi dedicati e distinti, con nuclei composti da almeno 5 posti letto.
Le strutture coinvolte sul territorio
La sperimentazione durerà due anni, dal 1° ottobre 2026 al 30 settembre 2028, e metterà a disposizione 48 posti letto complessivi distribuiti in otto diverse realtà locali:
Rovereto: la Casa Sacra Famiglia metterà a disposizione il nucleo più numeroso, con 10 posti dedicati.
Pergine Valsugana: l’APSP S. Spirito Fondazione Montel attiverà 6 posti. In questo caso l’avvio slitterà al 1° gennaio 2027 (o al termine dei lavori) per consentire la fine di alcune opere di ristrutturazione.
Arco e Brentonico: le rispettive APSP (Fondazione Comunità di Arco e APSP di Brentonico) parteciperanno al progetto mettendo a disposizione 6 posti ciascuna.
Trento, Lavis, Malè e Predaia: le APSP di questi territori (Civica di Trento, G. Endrizzi di Lavis, Centro servizi socio sanitari e residenziali di Malè e Anaunia di Predaia) attiveranno ciascuna un nucleo da 5 posti.
Finanziamento e monitoraggio
Per sostenere l’avvio del progetto nell’anno 2026, la spesa complessiva stimata a carico del servizio sanitario provinciale è di 218.270,70 euro. Per ogni posto letto occupato verrà erogata alle strutture una tariffa giornaliera di 53,77 euro.
L’intero progetto sarà costantemente seguito e monitorato da un team specialistico per valutare l’efficacia del servizio e studiare l’eventuale estensione del modello a tutta la rete provinciale.