«È tutto il territorio regionale. Ci sono carenze organizzative e assenza protocolli di priorità»
Firenze, 2 luglio 2026 – Un’interrogazione per denunciare i disservizi nell’accesso ai prelievi ematici per donne in gravidanza avanzata nella zona della Lunigiana e su tutto il territorio regionale, l’assenza di protocolli di priorità, e carenze organizzative nei servizi sanitari territoriali. A presentarla, il consigliere regionale di Forza Italia, Jacopo Ferri. «Sono segnalate con crescente frequenza – premette Ferri – situazioni di disagio che coinvolgono donne in stato di gravidanza avanzata, costrette ad attendere anche per tempi prolungati il proprio turno per l’esecuzione di prelievi ematici; tali episodi si verificano, in particolare, nel periodo estivo, in condizioni climatiche caratterizzate da elevate temperature e dopo molte ore di digiuno obbligatorio. Analoghe criticità vengono riferite in relazione alla difficoltà di accesso agli ambulatori, anche per la carenza di adeguati parcheggi o soluzioni di sosta in prossimità delle strutture sanitarie, mentre diverse aziende sanitarie, anche in altre realtà regionali, prevedono forme di priorità o percorsi dedicati per le donne in gravidanza avanzata, al fine di ridurre i rischi clinici connessi a lunghe attese e digiuno prolungato».
«Nelle strutture sanitarie della Regione Toscana – prosegue il consigliere di Forza Italia – viene tuttavia segnalata l’assenza di un protocollo formalizzato che riconosca una priorità specifica alle donne in gravidanza avanzata nell’accesso ai punti prelievo; in alcuni casi il personale sanitario, nel tentativo di limitare i disagi alle gestanti, consente l’accesso anticipato esclusivamente previo consenso degli utenti già presenti in attesa, configurando una modalità organizzativa affidata alla sensibilità individuale e alla disponibilità degli altri utenti piuttosto che a criteri uniformi e codificati. L’utilizzo dei sistemi di prenotazione attualmente disponibili non assicura necessariamente alle donne in gravidanza avanzata l’accesso alle prime fasce orarie della mattina; può pertanto accadere che una gestante ottenga un appuntamento in tarda mattinata e sia costretta a rimanere a digiuno per molte ore, affrontando ulteriori attese prima dell’effettuazione del prelievo».
«L’organizzazione dei servizi sanitari territoriali – avverte Ferri – deve garantire non solo l’efficienza clinica, ma anche l’adeguatezza logistica e la tutela delle condizioni di fragilità. L’adozione di procedure uniformi e codificate consentirebbe di evitare che la riduzione dei tempi di attesa per le gestanti dipenda esclusivamente dalla sensibilità del personale sanitario o dalla disponibilità degli altri utenti presenti. Adottare un protocollo regionale dedicato alle donne in gravidanza avanzata permetterebbe di assicurare comportamenti omogenei su tutto il territorio, garantendo un accesso prioritario ai servizi diagnostici essenziali e riducendo i rischi connessi alle attese prolungate». Pertanto, Forza Italia interroga il presidente della Giunta regionale e l’assessore competente per sapere «se la Regione Toscana sia a conoscenza delle criticità sopra descritte» e «quali provvedimenti intende adottare» in merito a tutti i temi sollevati.