I protocolli Eras e il paziente al centro dei programmi di assistenza peri operatoria. Ne hanno parlato anestesisti, chirurghi e infermieri.
Firenze – Anestesisti, chirurghi e infermieri si sono riuniti nei giorni scorsi all’ospedale Santa Maria Annunziata per un confronto di competenze, responsabilità e pratiche assistenziali, sui percorsi ERAS (Enhanced Recovery After Surgery), i programmi di assistenza peri operatoria che pongono il paziente al centro del percorso di cura. L’incontro regionale era organizzato da ERAS Italia, società scientifica nazionale e capitolo italiano dell’ERAS Society, impegnata nella promozione e diffusione della cultura ERAS nel contesto sanitario italiano.
I percorsi ERAS (Enhanced Recovery After Surgery) sono basati sulle migliori evidenze scientifiche disponibili, con l’obiettivo di porre il paziente al centro del percorso di cura e renderlo protagonista attivo del proprio processo terapeutico. Numerose evidenze scientifiche dimostrano come l’applicazione sistematica degli elementi previsti dai protocolli ERAS contribuisca a ridurre le complicanze postoperatorie, favorendo al contempo una diminuzione della durata della degenza ospedaliera e un miglioramento della qualità percepita dell’esperienza chirurgica.
L’evento si inserisce all’interno di un più ampio programma aziendale di sviluppo e consolidamento dei percorsi ERAS. Presso l’ospedale Santa Maria Annunziata, infatti, il programma è attivo dal 2018 nell’ambito della chirurgia colorettale e dal 2022 nella chirurgia ginecologica, con una prossima estensione anche alla chirurgia urologica. Più in generale, tutti gli ospedali dell’Azienda hanno già avviato percorsi ERAS nelle rispettive realtà operative ed è prevista una progressiva diffusione e armonizzazione del modello, sostenuta dal gruppo di coordinamento della rete ospedaliera aziendale.
L’iniziativa presso il Santa Maria Annunziata ha visto la partecipazione di team multidisciplinari composti da anestesisti, chirurghi e infermieri, in linea con il modello organizzativo previsto dai percorsi ERAS. La presenza congiunta delle diverse figure professionali ha consentito un importante confronto di competenze, responsabilità e pratiche assistenziali, favorendo la condivisione di procedure e strategie comuni.