mercoledì, 17 Giugno 2026

Valli Etrusche, coinvolti 4.350 studenti nel progetto “Non ti azzardare” su dipendenza da gioco d’azzardo

VALLI ETRUSCHE, 17 giugno 2026 – Sono 4.350 gli studenti degli istituti superiori di Piombino, Cecina e Rosignano coinvolti nel progetto “Non ti azzardare!”, il percorso di prevenzione sul gioco d’azzardo patologico promosso dal Servizio Dipendenze (SerD) della Società della Salute Valli Etrusche e dall’Educazione e promozione della Salute dell’Azienda USL Toscana nord ovest, nell’ambito del Piano regionale di contrasto al gioco d’azzardo della Regione Toscana. Il progetto è realizzato in co-progettazione con la Cooperativa San Benedetto e il Ce.I.S. Livorno.

L’iniziativa ha interessato gli istituti ISIS Val di Cornia e Carducci-Volta-Pacinotti di Piombino, i licei Fermi e Marco Polo di Cecina e l’ISIS Mattei di Rosignano, attraverso un articolato programma di attività rivolte a studenti, docenti e famiglie, con l’obiettivo di prevenire, informare e sensibilizzare sui rischi legati al gioco d’azzardo e alle nuove dipendenze comportamentali.

“Il lavoro nelle scuole rappresenta uno degli strumenti più efficaci per fare prevenzione – sottolinea Luigi Franchini, direttore dell’Educazione e promozione della Salute Area Sud – perché consente di intercettare precocemente i bisogni e costruire consapevolezza nei ragazzi attraverso percorsi strutturati e continuativi. Molte classi del liceo Fermi di Cecina, dell’ISIS Mattei di Rosignano e degli istituti Carducci-Volta-Pacinotti ed Einaudi-Ceccherelli di Piombino hanno partecipato a incontri di approfondimento, confrontandosi apertamente sui rischi e conoscendo i servizi attivi sul territorio. Questi risultati sono possibili grazie a un impegno condiviso che coinvolge professionisti sanitari, insegnanti e realtà territoriali. Per questo desidero ringraziare tutti i colleghi impegnati nel progetto e, in modo particolare, Arianna Moretti Nicoletta Cioli, da anni punto di riferimento prezioso per la collaborazione con le scuole”.

Nei mesi scorsi numerose classi hanno preso parte a incontri di approfondimento condotti da professionisti del settore, durante i quali gli studenti si sono confrontati sui meccanismi del gioco d’azzardo, sulle false credenze più diffuse e sulle conseguenze che questa dipendenza può avere sul piano personale, familiare ed economico. Tra le iniziative realizzate, particolare rilievo hanno assunto le mostre informative itineranti allestite negli istituti scolastici. A Cecina, nei poli del liceo Fermi e dell’ISISS Marco Polo, l’esposizione è stata ospitata dal 25 maggio al 9 giugno e inaugurata con momenti di confronto che hanno coinvolto le psicologhe Sara Manciulli della Cooperativa San Benedetto e Damiana Bruno Benedetta Serni del Ce.I.S. Livorno, l’educatrice Federica Sartini, l’assistente sociale del SerD Veronica Caprai, il dottor Luigi Franchini e la sindaca di Cecina Lia Burgalassi.

A Piombino, invece, la mostra è stata allestita nei diversi plessi degli istituti ISIS Val di Cornia e Carducci-Volta-Pacinotti tra il 20 aprile e il 22 maggio. In questo contesto è stato presentato, l’8 e il 9 giugno, il video di sensibilizzazione realizzato da un gruppo di studenti volontari con il supporto di professionisti del SerD e videomaker esperti. Attraverso brevi interviste sul tema delle dipendenze, il prodotto finale dà voce direttamente ai giovani, favorendo una riflessione autentica e partecipata.

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l progetto si sviluppa anche attraverso percorsi di peer education inseriti nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO). In particolare, gli studenti coinvolti nel progetto Youngle partecipano a momenti strutturati di confronto tra pari, guidati da esperti, sviluppando competenze relazionali e di ascolto. Attraverso la gestione di chat anonime, supervisionate da professionisti, i ragazzi contribuiscono a creare spazi protetti di confronto in cui favorire l’emersione di bisogni, emozioni e difficoltà, promuovendo al tempo stesso empatia e capacità di supporto reciproco.

“Portare il tema tra i banchi – spiega Anna Adamovit, responsabile del Servizio Dipendenze (SerD) delle Valli Etrusche – significa aiutare i più giovani a comprendere i meccanismi che regolano il gioco d’azzardo, a smontare false credenze diffuse e a riflettere sulle conseguenze che può avere sul piano personale, familiare ed economico. Intervenire precocemente è fondamentale per prevenire forme di dipendenza che possono avere effetti molto seri nel corso della vita. Con questo progetto vogliamo fornire ai ragazzi strumenti concreti per riconoscere i rischi, sviluppare senso critico e chiedere aiuto senza timore. Allo stesso tempo è importante coinvolgere le famiglie, perché la prevenzione passa anche dalla capacità degli adulti di cogliere i segnali e accompagnare i giovani nelle loro scelte”.

“Non ti azzardare!” si conferma così un progetto capace di costruire una vera rete territoriale di prevenzione, mettendo in relazione scuola, servizi sanitari, famiglie e terzo settore per promuovere nei giovani una maggiore consapevolezza rispetto ai rischi del gioco d’azzardo e delle dipendenze comportamentali.

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