sabato, 6 Giugno 2026

Esperienza unica in Italia per ridurre attesa in Pronto Soccorso a Pinerolo: percorso breve di accettazione per persone con patologie psichiatriche lievi

5 Giugno 2026 – A partire dal mese scorso è stato attivato al Dea di Pinerolo un percorso breve per la presa in carico delle persone con patologie psichiatriche minori, già seguite e prese in carico dai Centri di Salute Mentale territoriali. Si tratta di una esperienza unica nel suo genere, fatto salvo un centro specialistico in Trentino a Bolzano dove lo psichiatra e un infermiere dedicato operano all’interno del Pronto Soccorso.

Il percorso viene attivato nei cittadini che arrivano al Pronto Soccorso con una problematica psichiatrica minore, a cui viene attribuito un codice di priorità verde o azzurro. L’infermiere di triage contatta il medico specialista psichiatra per la presa in carico diretta dell’utente, che verrà seguito nel suo intero percorso dalla valutazione, all’eventuale osservazione breve intensiva, al ricovero, fino alla dimissione.

Il nuovo percorso organizzativo nasce dal un gruppo di lavoro costituto da Marina Civita, direttore della Medicina e Chirurgia di Urgenza e Accettazione e Daniela Caporale, responsabile del Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura con Elena Mana coordinatrice del Pronto Soccorso, Giulietta Griot e Alessandra Muller medici d’Urgenza e Barbara Chiaberto infermiera del Pronto Soccorso.

Gli obiettivi del progetto sono gestire in maniera appropriata e tempestiva le problematiche dell’utenza inviando direttamente chi ha una necessità monospecialistica allo specialista di riferimento e rendere più efficiente l’organizzazione dell’attività in Pronto Soccorso, riducendo quindi il tempo di attesa da un lato e il sovraffollamento dall’altro. Questa attività innovativa si pone all’interno della più stretta collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale e Patologie delle Dipendenze nel Ciclo di Vita e il Dipartimento di Emergenza, rendendo concreto il principio di umanizzazione dell’ospedale.

Secondo i dati nazionali rilevati tramite il Sistema Informativo per la Salute Mentale (SISM) del Ministero della salute, gli accessi ai Pronto Soccorso per problematiche psichiatriche rappresentano una quota relativamente stabile, ossia circa il 3% di quelli complessivi. Sebbene una parte significativa di questa utenza presenti quadri clinici che richiedono una valutazione integrata da parte dell’équipe di Medicina d’Urgenza e dello specialista di Psichiatria, una quota non trascurabile di accessi riguarda situazioni di minore complessità clinica.

«È noto che tempi di attesa prolungati possono generare in chi aspetta sentimenti di inquietudine, frustrazione e insoddisfazione, a volte associati a stati di agitazione o comportamenti aggressivi e violenti, che rischiano di esporre gli operatori sanitari a condizioni di stress o di minare la sicurezza del luogo di cura. Nelle persone con fragilità l’attesa in Pronto Soccorso può risultare più complessa – afferma il Direttore Generale dell’Asl To3 Giovanni La Valle – La sinergia tra servizi per ideare nuovi percorsi dedicati al fine di dare una migliore e tempestiva risposta ai bisogni di salute del cittadino e, in particolare ai pazienti con problematiche psichiatriche minori, rappresenta una modalità organizzativa basata sulla condivisione nella gestione dei percorsi in pronto soccorsoIn una situazione generale in cui le persone con disturbi psichici sono in continuo aumento in Italia, questa scelta organizzativa punta a migliorare la qualità del servizio erogato in Pronto Soccorso a tutta l’utenza, in quanto consente contemporaneamente di dare una risposta rapida a chi ha problematiche molto specifiche ma lievi e una minore attesa per tutti gli altri».

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