giovedì, 4 Giugno 2026

Giornata Mondiale Anemia Falciforme. In Uganda Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital garantisce cure e speranza a 275 pazienti

In Uganda oltre il 70% dei bambini malati non supera i cinque anni.  

Milano, 4 giugno 2026 – In occasione della Giornata Mondiale dell’Anemia Falciforme, che si celebra il 19 giugno, la Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital rinnova il proprio impegno accanto ai bambini e alle famiglie che convivono ogni giorno con una delle malattie genetiche più diffuse e trascurate dell’Africa Sub-Sahariana, area del continente in cui si concentra circa il 75% dei casi mondiali e di cui l’Uganda rappresenta uno dei Paesi più colpitiL’anemia falciforme, o Sickle Cell Disease, è una patologia ereditaria che altera la forma dei globuli rossi, rendendoli rigidi e simili a una falce. Questa condizione provoca anemia cronica, crisi dolorose ricorrenti, gravi complicanze respiratorie e frequenti ricoveri ospedalieri, compromettendo in modo significativo la qualità e l’aspettativa di vita dei pazienti. 

In Uganda ogni anno nascono oltre 20.000 bambini affetti da anemia falciforme e più del 70% di loro non riesce a compiere cinque anni. Nonostante esista una terapia efficace come l’idrossiurea, l’accesso alle cure resta ancora estremamente limitato, soprattutto nelle aree rurali, dove le strutture specializzate sono quasi assenti e i costi dei farmaci risultano insostenibili per molte famiglie. 

Nata nel 1998 per volontà di padre Giuseppe Ambrosoli, la Fondazione Ambrosoli affianca e supporta il Dr. Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo, nel nord dell’Uganda, sostenendo programmi di assistenza sanitaria, formazione del personale medico e accesso alle cure per le comunità più vulnerabili.

Per rispondere all’emergenza legata all’anemia falciforme, nel 2022 all’interno dell’ospedale è stata avviata una clinica dedicata alla diagnosi e alla cura della malattia, con l’obiettivo di garantire gratuitamente l’accesso all’idrossiurea e alle cure essenziali. Attualmente la clinica per l’anemia falciforme segue 275 pazienti, di cui il 95% sono bambini. Grazie anche al sostegno della Fondazione Banco Farmaceutico230 pazienti iscritti alla clinica ricevono gratuitamente il farmaco. I risultati sono concreti: i ricoveri per complicanze si sono ridotti, i controlli clinici sono diventati più regolari e sempre più bambini possono frequentare la scuola e vivere una quotidianità più serena. 

L’intervento della Fondazione Ambrosoli non si limita alla distribuzione della terapia farmacologica. Il percorso di cura e monitoraggio dei pazienti comprende esami di laboratorio periodici, farmaci di supporto, attività di screening e formazione del personale sanitario, elementi indispensabili per garantire continuità terapeutica e migliorare la sopravvivenza dei bambini affetti da anemia falciforme. In territori come il distretto di Agago, dove molte famiglie vivono in condizioni di estrema povertà, anche il costo del trasporto per raggiungere l’ospedale può rappresentare un ostacolo alle cure. 

“Quando lavoravo all’ospedale di Kalongo, l’anemia falciforme era una delle prove più dure. Non conoscevamo ancora la forza dell’idrossiurea e ogni giorno vedevamo bambini soffrire. Oggi vedere i risultati – meno ricoveri, più scuola, più vita – è come rivedere il sogno che avevamo allora diventare realtà. È la vittoria silenziosa della perseveranza, della cura e della vita”, racconta il Dottor Filippo Ciantia, Responsabile Area Progetti della Fondazione Banco Farmaceutico, direttore dell’ospedale di Kalongo da maggio 2016 a marzo 2017. 

“In occasione della Giornata Mondiale dell’Anemia Falciforme vogliamo richiamare l’attenzione su una patologia che, a Kalongo, è purtroppo molto diffusa e che, se non riconosciuta e trattata in modo tempestivo, può avere conseguenze gravi, soprattutto nei bambini. Il nostro impegno è quello di garantire diagnosi, terapie e continuità assistenziale ai bambini e alle famiglie che convivono con questa malattia, indipendentemente dalle loro condizioni economiche o dal contesto in cui vivono. Ogni bambino che torna a sorridere dopo una crisi ci ricorda quanto la cura sia un diritto concreto che, quando arriva in tempo, può cambiare una vita intera”, dichiara Giovanna Ambrosoli, Presidente della Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital. 

LA STORIA DI O.S., UNA STORIA DI SPERANZA 

Tra le storie che raccontano il valore concreto di questo progetto c’è quella di O.S., un bambino di cinque anni rimasto orfano e cresciuto dalla nonna. Prima della diagnosi soffriva frequentemente di forti dolori alle braccia e alle gambe e di gravi episodi di anemia che avevano richiesto anche trasfusioni di sangue. Dopo essere arrivato al Dr. Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo, gli è stata diagnosticata l’anemia falciforme e, grazie al programma di cura sostenuto dalla Fondazione Ambrosoli, ha potuto iniziare gratuitamente la terapia con idrossiurea. Da quel momento le sue condizioni sono migliorate sensibilmente: gli episodi di dolore si sono ridotti e oggi il bambino appare molto più in salute rispetto al passato, mentre la nonna racconta di aver finalmente ritrovato serenità e fiducia nel futuro del nipote.  

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