In un contesto di domanda sanitaria in costante crescita, prosegue il lavoro di riorganizzazione e appropriatezza prescrittiva sulle classi differibili e programmabili che nel monitoraggio Agenas registrano una lieve flessione.
«Il nostro obiettivo non è rincorrere indiscriminatamente ogni richiesta, ma governare la domanda secondo criteri di appropriatezza e priorità clinica. Chi ha più bisogno o ha bisogno in tempi più rapidi deve essere preso in carico per primo. Ed è questa la nostra lettura dei dati, come ad esempio i risultati particolarmente positivi ottenuti nelle classi di priorità U e B».
Crescono i volumi di attività e migliorano i tempi di attesa nelle prestazioni a maggiore priorità clinica, mentre le classi differibili e programmabili registrano un lieve aumento della percentuale fuori standard, in un contesto di domanda sanitaria in costante crescita. È questo il quadro che emerge dall’analisi dei dati sulle liste d’attesa dell’Azienda USL della Valle d’Aosta relativi al primo quadrimestre 2026, pubblicati nei giorni scorsi da Agenas nell’ambito del monitoraggio nazionale previsto dal Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa.
- Nel primo quadrimestre 2026 l’Azienda USL ha gestito complessivamente 28.350 prenotazioni di prime visite ed esami diagnostici, contro le 26.326 dello stesso periodo del 2025 (+7,4%). Nel dettaglio, le prenotazioni di prime visite sono passate da 14.149 a 15.951 (+12,7%), mentre gli esami diagnostici sono aumentati da 12.177 a 12.399 (+1,8%).
- Per quanto riguarda i tempi di attesa delle visite specialistiche, nelle prestazioni urgenti la percentuale di rispetto dei tempi è salita dal 53,4% del primo quadrimestre 2025 al 65,4% del 2026, mentre per le prestazioni brevi (B) si registra un incremento dal 64,9% al 72,1%.
- Per gli esami diagnostici le prestazioni urgenti passano dal 66,1% all’86,3% di rispetto degli standard, mentre quelle brevi crescono dal 75% all’88,8%.
Il Direttore sanitario dell’Azienda USL della Valle d’Aosta, Mauro Occhi: «Siamo ancora una volta a commentare una pagella, una valutazione alle regioni, dove si sottolinea “chi ha fatto bene e chi ha fatto male”. Questi voti vengono attribuiti – è vero – su dati da noi stessi inviati al Ministero, ma accompagnati da valutazioni positive o negative espresse “da remoto“, senza considerare adeguatamente le profonde differenze tra i vari sistemi sanitari, gli elementi strutturali che incidono in modo significativo sui risultati: le dimensioni della regione, la consistenza del privato accreditato ed altre dimensioni ancora, incluse quelle certamente non governabili da un’azienda sanitaria. A questo si aggiungono fenomeni che interessano tutto il Paese: una popolazione sempre più anziana, una domanda crescente di prestazioni, il consumismo sanitario, l’imperativo tecnologico. Di fronte a questa pressione crescente il nostro obiettivo non è rincorrere indiscriminatamente ogni richiesta, ma governare la domanda secondo criteri di appropriatezza e priorità clinica. Chi ha più bisogno o ha bisogno in tempi più rapidi deve essere preso in carico per primo. Ed è questa la nostra lettura dei dati: vedasi ad esempio i risultati particolarmente positivi ottenuti nelle classi di priorità U e B».
Il tema delle liste d’attesa è infatti strettamente legato a fenomeni strutturali che interessano l’intero Servizio sanitario nazionale, tra cui l’invecchiamento della popolazione, il progressivo aumento della domanda di prestazioni, il cosiddetto “consumismo sanitario” e l’imperativo tecnologico, ossia la crescente disponibilità di esami e procedure diagnostiche sempre più sofisticate che ampliano le possibilità di cura ma determinano anche un incremento delle richieste.
«Abbiamo scelto di concentrare prioritariamente i nostri sforzi sulle classi di priorità U e B perché rappresentano le prestazioni nelle quali il rispetto dei tempi di attesa ha le maggiori implicazioni cliniche per i cittadini. I risultati ottenuti dimostrano che il percorso intrapreso sta producendo effetti concreti» sottolinea il Direttore sanitario.
Sul fronte delle priorità “D” (differibili) e “P” (Programmabili), il confronto con i dati nazionali evidenzia una situazione articolata.
Per le visite specialistiche, la Valle d’Aosta partiva nel 2025 da una performance complessiva superiore alla media italiana (80,1% contro 76%). Nel primo quadrimestre 2026 il dato regionale si attesta al 77%, sostanzialmente in linea con il 78,7% registrato a livello nazionale. Il miglioramento nelle classi U e B è stato accompagnato da una flessione nelle classi differibili (D) e programmabili (P), che mantengono comunque livelli elevati di rispetto degli standard, superiori al 90% per le prestazioni programmabili.
Per quanto riguarda gli esami diagnostici, la Valle d’Aosta partiva nel 2025 da una situazione inferiore alla media nazionale (75,5% contro 83%). Nel 2026 si registra un importante recupero nelle prestazioni urgenti e brevi, ma il dato complessivo regionale si attesta al 69,2%, influenzato principalmente dalla riduzione della performance nelle prestazioni programmabili (P), passate dal 94,9% all’80%, mentre il dato nazionale cresce dall’83% all’84,7%.
Il Direttore sanitario: «Sappiamo bene che permangono ancora criticità e aree sulle quali è necessario continuare a lavorare, ma i dati mostrano che le azioni messe in campo stanno già producendo risultati concreti. Il miglioramento delle liste d’attesa non dipende da un singolo intervento, ma da un insieme di misure organizzative costruite in modo corale e partecipato, grazie al contributo degli specialisti ospedalieri, dei professionisti territoriali e dei Medici di medicina generale. Il percorso è ancora lungo, ma i primi frutti di questo lavoro condiviso sono già visibili e ci incoraggiano a proseguire nella stessa direzione, concentrando i prossimi sforzi sulle classi differibili e programmabili senza perdere i risultati raggiunti sulle priorità cliniche più urgenti».
La dott.ssa Christine Rollandin, Responsabile Unico dell’Assistenza Sanitaria Regionale (RUAS) per il governo delle liste d’attesa, sottolinea inoltre come «il lavoro sulle liste d’attesa non possa limitarsi all’incremento dell’offerta di prestazioni, ma debba intervenire anche sull’appropriatezza della domanda. In questa direzione si inseriscono l’implementazione dei RAO, il costante confronto tra i professionisti e il lavoro condiviso sulla corretta attribuzione delle classi di priorità, affinché ogni prestazione venga richiesta nel rispetto delle reali necessità cliniche del paziente».
Tra le principali azioni già avviate e che continueranno a essere sviluppate nei prossimi mesi figurano la riorganizzazione delle agende ambulatoriali con una suddivisione dedicata per classe di priorità, il consolidamento dei RAO (Raggruppamenti di Attesa Omogenei), che favoriscono una maggiore appropriatezza prescrittiva attraverso indicazioni cliniche condivise tra prescrittori ed erogatori, il rafforzamento degli organici attraverso le procedure concorsuali e il progressivo affinamento dei criteri di classificazione delle priorità.
Particolare attenzione è inoltre dedicata alla corretta identificazione delle prestazioni, distinguendo in maniera sempre più aderente alla pratica clinica le prime visite dalle visite di controllo, così da garantire una rappresentazione più accurata dei bisogni assistenziali e una programmazione più efficace delle attività.
Dal 1° giugno è inoltre entrato in funzione un sistema di gestione centralizzata delle richieste urgenti attraverso un CUP dedicato per alcune tipologie di visite specialistiche. Il progetto sarà progressivamente esteso ad altre prestazioni nei prossimi mesi.
L’obiettivo di tutta questa serie di azioni è consolidare i risultati ottenuti sulle prestazioni urgenti e brevi e migliorare ulteriormente le performance nelle classi differibili e programmabili, con particolare attenzione ai primi accessi classificati come P, che non comprendono le visite di controllo ma esclusivamente le nuove richieste di presa in carico specialistica.