Anna Arnaudo (Ambassador FeSDI) e Monica Priore (Diabete Italia) audite oggi in Senato.
De Cosmo, FeSDI: “Le evidenze scientifiche hanno superato i limiti imposti da norme risalenti al 1932. Ora un aggiornamento legislativo che riconosca le capacità delle persone con diabete”.
Roma, 4 giugno 2026 – Questa mattina Anna Arnaudo, campionessa di atletica leggera con diabete tipo 1 e Ambassador della Federazione delle Società Diabetologiche Italiane (FeSDI) – composta dall’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e dalla Società Italiana di Diabetologia (SID) – e Monica Priore, atleta e Vicepresidente di Diabete Italia, sono state audite dalle Commissioni riunite 3ª “Affari esteri e difesa” e 7ª “Cultura, istruzione” del Senato della Repubblica sul tema dell’accesso negato agli atleti con diabete ai gruppi sportivi militari e ai corpi civili dello Stato.
“Da anni gareggio a livello internazionale e rappresento l’Italia convivendo con il diabete tipo 1, che gestisco grazie alle tecnologie disponibili oggi”, ha commentato Anna Arnaudo. “Ciononostante, questa diagnosi esclude me e altri atleti dai gruppi sportivi militari in modo automatico e indipendentemente dalle condizioni cliniche reali e dai risultati sportivi. I gruppi sportivi militari sono per molti atleti un percorso fondamentale di crescita e sostegno. Venire esclusi non sulla base di una valutazione individuale, ma di una norma del 1932, è una contraddizione che oggi si può e si deve superare”.
Infatti, è proprio per effetto di criteri normativi risalenti a un Regio Decreto del 1932, elaborati in un contesto medico-scientifico che non esiste più, che atleti pienamente idonei sul piano clinico e sportivo vengono esclusi dai gruppi sportivi militari solo perché hanno il diabete.
“Sono tanti gli atleti italiani con diabete che rappresentano già il Paese nelle competizioni internazionali, senza poter però accedere al sostegno e ai percorsi di crescita che i gruppi sportivi militari garantiscono”, ha dichiarato Salvatore De Cosmo, Presidente FeSDI e AMD. “Un paradosso che penalizza il talento sportivo nazionale e contraddice i principi di equità e valutazione individuale già affermati dalla giurisprudenza e dall’ordinamento europeo”.
“Le moderne terapie, tra cui i sistemi di monitoraggio in continuo della glicemia, microinfusori e tecnologie integrate, consentono oggi alle persone con diabete di praticare sport agonistico in piena sicurezza, come dimostrano i numerosi campioni olimpici e mondiali che convivono con questa patologia”, ha dichiarato Raffaella Buzzetti, Presidente SID.
La strada è già tracciata: il decreto legislativo n. 36 del 2021 ha aperto i gruppi sportivi militari agli atleti paralimpici, dimostrando che una riforma è possibile. FeSDI, anche tramite i propri Ambassador, simbolo di talento sportivo e umano, chiede al Parlamento di compiere lo stesso passo per gli atleti con diabete, introducendo criteri di valutazione medico-sportiva individuale in luogo dei meccanismi di esclusione automatica tuttora vigenti.